Perchè sono tifoso dei Giants? racconto numero 4

SF-Giants-Win-the-National-League-Pennant-NLCS-Game-7L’inverno (che sappiamo tutti dura dal primo all’ultimo giorno di offseason) lo stiamo passando più pigramente che mai, bisogna dirlo. Sia dal punto di vista del blog (già, ma queste pagelle arriveranno prima o poi?) che da quello societario.

Evidentemente questo anello ci ha talmente scaricato le pile che abbiamo bisogno di uno stand-by, per poter ripartire alla grande con la prossima stagione. La società però è bene che non si addormenti troppo, altrimenti rischiamo di essere un po’ poco competitivi, anche perchè i Dodgers hanno voglia di spendere e di vincere, mentre noi abbiamo appena fatto burp! e possiamo starcene alla finestra. Ma vedrete che quando ci sarà da giocare ci tornerà la voglia di vincere; per cui è bene che la squadra si definisca un po’ facendo magari rifirmare qualcuno. E’ proprio notizia di questi giorni il non rinnovo del barbuto. Brutta botta per quello che rappresenta Wilson per la nostra squadra, anche se abbiamo dimostrato di poter vincere anche senza di lui. Speriamo solo ora non si accasi nella tana del nemico.

Ma veniamo alle cose importanti. Siamo alla quarta storia pervenutaci alla nostra mail sfgiantsitalia@gmail.com; storia che racconta la nascita di una passione per i nostri colori. Non mi resta che lasciarvela leggere e invitare chi non l’ha ancora fatto a scriverci per raccontarci la vostra. Forza, che vogliamo pubblicarne ancora un po’ (se possibile). E’ sempre bello vedere il modo, anche se banale, di come nasce qualcosa che poi si tramuta in una sorta di fede eterna.

[Articolo scritto da Orlando Gargiulo]

Come sono diventato appassionato di baseball e tifoso dei San Francisco Giants?

Come sempre avviene, un po’ per caso e un po’ per fortuna.

Mi sono avvicinato al baseball perché i miei figli hanno giocato, da bambini, a questo sport. 

Chiaramente non ci capivo assolutamente niente e le cose che mi colpivano di più erano altre: l’ambiente, l’organizzazione, nessun isterismo da risultato (tipico delle squadre di calcio giovanile), applicazione in concreto del concetto di squadra, allenamenti e così via.

Poi, man mano, sono stato “costretto”  ad imparare anche le prime nozioni di baseball e così è cominciato un lento ma progressivo “apprendistato” che mi ha permesso prima di capire il gioco e poi di apprezzarne anche la storia.

Le prime partite di un certo rilievo (un  lontano campionato del mondo giovanile a Novara- ho visto Cuba, il Giappone e l’Italia) hanno, poi,  segnato in modo definitivo  il mio attaccamento al baseball.

Da lì ad apprezzare quello americano  è bastato davvero poco.

In quegli anni non avevo una squadra del cuore; passavano davanti ai mie occhi quelle più conosciute e blasonate (Yankees, Dodgers, ecc.)  o quelle che si notavano nei film americani.

Quello che ha fatto davvero la differenza in tutta questa storia è stato un viaggio negli USA nel 2004.

A San Francisco, riesco a comprare  due biglietti per la partita dei Giants contro i Colorado Rockies.

Io e mia moglie, lasciati gli amici al loro destino, abbiamo trascorso, così, un intero pomeriggio e la serata da “tifosi dei Giants”.  

Dopo aver verificato la collocazione dei nostri posti ( a poche fila dal dugout dei Giants), abbiamo effettuato una vera e propria gita all’interno dello stadio. Negozi e fast-food di tutti i tipi, parco giochi per i bambini, una vista bellissima sulla baia e sui supporter a bordo delle barche in attesa di un fuori campo.  Insomma, sembrava ed era tutto a dimensione famiglia, per il divertimento e per passare una bella serata.

Poi ci siamo dedicati al baseball e da li in poi è stato un “delirio”: prima tutta la fase di riscaldamento e di preparazione del campo (con i giocatori a disposizione dei tifosi per firmare autografi), poi il sorteggio e l’inno nazionale e poi : play ball!

Vedere la palla lanciata a quelle velocità, osservare i vari tipi di lanci, un doppio gioco o un fuori campo, in quella dimensione, rappresentava per me un vero e proprio passaggio di stato: dall’idea all’applicazione; dal mondo virtuale a quello reale.

Ed è stata la folgorazione.

La partita è finita 8 a 1 per i Giants e in quella squadra giocava ancora Barry Bonds.

Da quell’anno abbiamo vinto due World  Series dopo cinquant’anni, forse un po’ di fortuna l’ho portata anch’io.

3 Risposte to “Perchè sono tifoso dei Giants? racconto numero 4”

  1. bella storia. credo che il più bel ballpark d’america secondo usa today abbia aiutato non poco!

    per inciso abbiamo ri-firmato pagan per 40 milioni per 4 anni. a 10 a stagione mi sembra un ottima firma. che ne pensate? credo che dopo che bj upton si sia accasato ad atlanta per 15 a stagione, non potevamo firmarlo a meno. ora mi piacerebbe personalmente swisher come 1b e belt/blanco all’esterno sx per avere una carta in più ma credo che nick vorrà gli stessi soldi di pagan visto che i numeri dicono che lui è meglio. ma non in difesa anzi.

    spero anche di rifirmare wilson a poco visto la situazione, ma credo che i dodgers lo copriranno d’oro dopo aver firmato un contratto da 7 miliardi di dollari per i diritti tv dei prossimi 25 anni…

    sinceramente 8 per wilson reduce da un infortunio e 10 per pagan e la sua difesa mi sembra che i giants abbiano fatto un ottimo affare.

    leggevo un blog dove si parlava dell’effetto mediatico di the beard che i giants sicuramente perderanno, ma in campo ci vanno le prestazioni non la pubblicità.

    • Bene per la firma di Pagan, anche se 4 anni sono un po’ troppi. Ma era importante tenercelo visto che ha fatto bene. Speriamo solo che ora non si rammollisca visto che ha un contratto lungo e ricco.

  2. rifirmato anche Scutaro 3 anni per 20 milioni. la squadra è completa a mio parere, adesso rimane da vedere se sabean troverà una superoccasione per rinforzare ancora di più i campioni del mondo.

    io come detto sarei per un esterno/1B che batta bene. battitore di media piuttosto che fuoricampista.

I commenti sono chiusi.

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