Archivio per aprile, 2013

Giants vs. Padres 0-3: Tutto vero, purtroppo!

Posted in Resoconti on 29 aprile 2013 by Mat

Giants Padres Baseball

 

Quando hai bisogno di rialzare la testa, quando hai bisogno di ritrovare morale e vittorie, il meglio che ti possa capitare è di giocare contro una squadra che ha iniziato la stagione con un 6-15. Non me ne vogliano i tifosi dei Padres ma la serie del weekend era l’ideale per tornare a macinare W in casa Giants. Un po’ come quando un lanciatore non riesce a trovare le location, come quando soffre terribilmente il lineup avversario…. spera solo (in NL) che arrivi presto al piatto il pitcher avversario. Tre swing a caso del suo dirimpettaio e K che ridà fiducia e convinzione.

L’esempio, per estremo che sia (ripeto, massimo rispetto per i Padres), casca bene visto che in questa prima parte d’annata pure i pitcher avversari la sbattono fuori contro i nostri partenti. E’ la fotografia dei Giants di oggi, capaci di approfittare di un “turno favorevole” sweeppando i Padres, per poi essere sweepati a loro volta pochi giorni dopo. Imbarazzante anche parte della “costruzione” delle vittorie casalinghe di San Diego: 6 punti realizzati in un inning che annullano uno svantaggio di 5-0, vittoria in walkoff su erroraccio nostro, fuoricampi e chi più ne ha più ne metta.

GARA 1. SF VS SD 1-2: Il minimo sindacale non basta

La prima gara della serie mette di fronte Lincecum e Cashner. I nostri partono bene con Pagan che piazza un singolo a cui fa seguito la rubata in seconda. La prima eliminazione consente al nostro leadoff di avanzare in terza e il punto dell’ 1-0 arriva grazie ad un wild pitch.

Lincecum concede sempre qualche base ball di troppo ma la sua prestazione può essere definita discretamente positiva: 7 riprese lanciate condite da 9k. La svolta per i Padres arriva nel terzo inning e ancora una volta c’è lo zampino del pitcher avversario che apre l’inning con un singolo.  A Cabrera viene chiesto il sac bunt ma il Panda si esibisce in un tuffo in zona di foul che vanifica l’avanzamento in seconda. Già in precedenza una giocata difensiva di Pagan aveva tarpato le ali a San Diego ma le giocate chiave sono dietro l’angolo. Venable viene kapponeggiato con Cashner che ruba (!) la seconda. Un vecchio adagio del baseball dice che “i punti arrivano con due out sul conto” e oggi tale detto non trova smentita. Il singolo di Quentin pareggia i conti, quello di Alonso sancisce il sorpasso dei padroni di casa.

La gara non ha scossoni fino all’ultima chance per i nostri ragazzi: nel 9° Street incassa il singolo di Posey (con Arias inserito come PR) e pure quello di Belt. Corridori agli angoli e due out sul conto. Al piatto si presenta Crawford che ultimamente era discretamente on fire ma questa volta niente miracolo e primo match “in the books”.

GARA 2: SF VS SD 7-8 (F/12): Vinta, persa, ah no vinta, ah no persa!

In gara 2 succede di tutto ma alla fine paghiamo due gravi errori che caratterizzano i due momenti decisivi del match. Il primo da il là alla prima rimonta dei Padres, il secondo pone fine alla contesa…. e dire che pensavamo di averla vinta dopo appena 3 inning.

L’attacco muove le pedine giuste e Zito poteva portare a casa un classico “Another day in office”. Il fuoricampo da tre punti di Crawford iniziava a porre le basi per una W. L’RBI del Panda e il doppio di Posey allungavano il nostro vantaggio sul 5-0.

Zito aveva già avuto gente per le basi ma aveva armato il suo braccio e un paio di strikeout avevano risolto la situazione. Nella parte bassa del quarto inning aveva inizio il disastro: con un out sul conto Torres si esibisce in una NON routine catch. Da lì arrivano singoli, doppi, basi ball e pure un wild pitch. Alla fine il cameriere presenta il conto ai Giants che pagano SEI punti. Da quasi sicura vittoria ritroviamo ad inseguire.

La parte buona della storia è che il raptus del “never give up” ci prende bene e allora nel 5° piazziamo corridori agli angoli. Pence la spedisce alta e lunga. La palla non viene raccolta da un tifoso ma tanto basta per mettere a referto il doppio del contro sorpasso (7-6 per noi). Il 7-7 non può che arrivare….nel 7°: leadoff double di Headley che poi verrà portato a casa da Blanks.

Nell’ 11mo Pence scippa la vittoria Padres con una super presa mentro nel 12mo riusciamo a mettere due uomini in base ma il Panda batte una facile grounder per il terzo out. Tocca a loro con Romo sul monte. Con un out sul conto arriva il doppio di Alonso seguito dal singolo di Gyroko. Le cose si mettono male (c’è solo un out) ma Hundley batte una facile rimbalzante. Romo e tutto il popolo arancionero già pregustano il doppio gioco ma Scutaro non la prende…. ed è walkoff win per San Diego.

GARA 3: SF VS SD 4-6: K, K, Homerun. K, K, Homerun

Il povero Vogelsong incassa 5 punti in 4 inning. Noi ci svegliamo tardi e il cappotto è servito! I primi due inning d’attacco Padres sono incredibilmente simili. In entrambi Ryan mette strikeout i primi due battitori, in entrambi Ryan subisce un fuoricampo e gli autori dei blast sono quasi omonimi.

Nel primo inning San Diego sblocca la gara con un fuoricampo di Headley, nel secondo arriva prima il 2 out single di Amarista e poi il 2-run HR di Hundley. Nel mezzo i Giants mettono sul tabellone il punticino frutto della sac fly di Crawford. Sul 3-1 per loro la nostra risposta arriva ma con basi piene Pence innesca un doppio gioco sanguinoso. Nel 4° è praticamente game, set, match San Diego con il fuoricampo (pure questo da 2 punti ) di Amarista. Sandoval (che chiuderà con 4/5) fa entrare il 5-2 di Pagan ma un passed ball nel 6° rimette i Giants a distanza di sicurezza.

Finale con qualche speranza: Posey scaraventa fuori la pallina nell’8° con Sandoval che era in prima (6-4). Nel 9° la scena potrebbe ripetersi: 2 out singole del Panda e Posey al piatto. Questa volta niente homerun ma rimbalzante comoda per lo sweep finale.

 

Tra poco si torna sul diamante. Questa volta faremo visita ai D’Backs. Si comincia in tarda notte con la sfida Cain vs Kennedy.

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Giants vs. D’backs 1-2: non tutte le rimonte riescono col buco

Posted in Resoconti on 25 aprile 2013 by Mat

17sygt.St.4La serie contro Arizona, conclusasi ieri sera, ha chiuso anche il nostro breve homestand di 6 partite. Ora, in pratica, giocheremo le gare di “ritorno”, visto che andremo ad affrontare ancora Padres e D’backs, stavolta in trasferta. Se però la serie contro San Diego ci era andata molto bene, così non si può dire della serie contro Arizona, persa due partite ad una, con un po’ troppi rimpianti visto come sono andate le cose nelle ultime due sfide.

E’ stata la serie delle rimonte; partite punto a punto, decise o da una smazzata o da un errore, da un wild pitch o da una presa difensiva. Insomma da piccole cose, che sicuramente ci hanno spiegato che quest’anno la battaglia al vertice sarà feroce. Anche la classifica spiega questo; Padres a parte, siamo tutti lì. Non so se qualcuno prima o poi andrà in fuga o si staccherà dal gruppone, però intanto il divario è davvero minimo. Proprio per questo abbiamo qualche rimpianto, perchè se è vero che non possiamo vincere tutte le serie, è anche vero che sarebbe bastato poco per portarci a casa almeno una delle ultime due partite, sfumate invece dopo gli extra-inning.

GARA 1. SF VS. ARI: BRANDON BELT, FINALMENTE LA GLORIA E’ TUTTA PER LUI

Il primo match contro i D’backs è un capolavoro di goduria per i nostri ragazzi. Il duello sul monte è tra Vogelsong e Miley e i due starters decidono di essere molto generosi all’inizio, concedendo entrambi un paio di punti agli attacchi avversari già nel 1° inning. Il match poi si stabilizza e fino al 5° inning non accade altro. Quinto inning dicevamo; lì subiamo un altro HR da un pitcher avversario, dopo Kershaw e Gallardo su Cain, è stavolta Miley a battezzare Vogelsong. La rivincita della National League alla faccia del battitore designato.

Nel 6° Vogey prende un altro fuoricampo, stavolta dall’ex Yankee, Eric Chavez. Il 4-2 pare destinato a restare il risultato finale, ma Arizona non ha fatto i conti con Buster Posey, on fire dopo il primo home run della stagione, realizzato il giorno prima. Buster ci riprova e ci riesce ancora, consegnandoci il pareggio, visto che il Panda aveva battuto valido appena prima di lui. Un inning più tardi, Torres batte valido, entra Belt da pinch-hitter e risolve il match; prima walk-off hit battuta da Brandon in carriera. Era anche ora. L’AT&T esplode, è la quarta vittoria consecutiva; Romo si prende la W con un solo lancio effettuato.

Ma come vedremo, chi di rimonta ferisce di rimonta perisce.

GARA 2. SF VS. ARI: IL MIRACOLO FINALE E’ VANIFICATO AGLI EXTRAS

Niente male la seconda partita. Niente male soprattutto se tifi Giants e sei nella parte bassa del 9° inning. Ma si sa, le cose belle nella vita durano poco e non tutto può sempre riuscire alla perfezione; infatti sono i D’backs ad esultare alla fine, con un delitto perfetto firmato Giants non concretizzatosi per problemi di “peso”.

Cain-Corbin è il duello sul monte. Il nostro Matt è forse l’aspetto più preoccupante di questa primissima fase di stagione e il primo inning contribuisce a dare forza alle voci di chi lo vede in involuzione. Subito due punti concessi nel 1° inning, anche se uno è da imputarsi ad un banale errore di Crawford. Nel 3° inoltre arrivano altri due punti: Cain concede un walk a Prado (forse un po’ generoso) e subito dopo un fuoricampo a Goldschmidt, che quando vede Giants la butta sempre fuori. 4-0 e palla al centro.

Stavolta sembra veramente finita, a due inning dalla fine siamo ancora a nessun punto realizzato. Ma il risveglio arriva, anche stavolta. RBI triple di Crawford al quale segue un groundout di Hector che fa segnare lo stesso Brandon. In un amen siamo 2-4, ma c’è ancora un altra metà di divario da recuperare. Arriva il 9° inning e ci pensa ancora lui, Belt, che nel giro di 24 ore passa da eterno incompiuto ad eroe assoluto. Altra presenza da pinch-hitter ed altra giocata decisiva; stavolta con l’HR del pari. Non vi dico lo stadio, una bolgia vera.

Una volta raggiunto il pari, ci accontenteremmo del risultato, un punto a testa e tutti a casa. Bello no? no, it’s baseball baby, qui bisogna vincere. Nel 10° l’occasione l’abbiamo. Doppio di Sandoval e IBB a Posey; arriva Pence che batte valido e Flannery decide, improvvidamente per una volta, di mandare a casa tutto il tonnellaggio di Sandoval, che come un Airbus 380, ci mette un quarto d’ora ad acquistare un po’ di velocità. Nel frattempo però l’ex non rimpianto Cody Ross può assistere casa base con comodità ed eliminare il Panda senza problemi. Cinghialone arriva quando il catcher Montero si sta bevendo un caffè, intanto che lo aspetta lì. Tag out.

Gol sbagliato, gol subito, per una volta è anche la legge del baseball. Nell’11° Arizona mette a segno due punti, il primo dei quali con un wild pitch di Casilla. Poteva andar meglio.

GARA 3. SF VS. ARI: COPIA-INCOLLA, LA RIMONTA NON SI COMPLETA

Per chi avesse visto solo quest’ultima sfida e non gara 2, basterebbe riavviare MLB.tv e vedere ancora gara 3 per capire com’era andata la sfida del giorno prima. Stesso leitmotiv, stessa rimonta semi-miracolosa (non tanto perchè avevamo solo un punto da rimontare, piuttosto perchè un HR nel 9° da Crawford era abbastanza improbabile).

Partita leggermente diversa solo all’inizio. Se in gara 2 avevamo concesso qualche punto di troppo, stavolta non va così e Bumgarner si dimostra ancora una volta solido, uscendo da qualche situazione pericolosa. Nel 7° la sblocchiamo con la smazzata vincente di Crawford, che con il suo doppio manda a casa Blanco. Arizona però non molla e approfitta di un Bumgarner senza più benzina arrivando a pareggiare nell’8° e a passare in vantaggio nell’alta del 9° con Mijares sul monte.

Come d’abitudine però, i Giants hanno sette vite, forse pure di più. Con 1 out nel 9° Crawford tira fuori il pepitone dal cilindro, home run in zona McCovey cove e parità. Terza blown save su tre partite per i D’backs. Questa non ce l’aspettavamo; forse neanche questa.

Ma anche questa volta, il ciambellone riesce a metà; nel 10° ci complichiamo le cose; basi riempite e sac fly battuta da Nieves. E’ il punto del 3-2. La miliardesima rimonta non riesce nella parte bassa dell’inning. Anche questa gara 3 se ne va. Siamo dispiaciuti, con la consolazione di avere un cuore grande come il nostro stadio. Chicca del match: Casilla che ferma il gioco prendendo una palla valida in zona bullpen. Santiagone, sei un somarone.

CONSIDERAZIONI FINALI

Al di là del rammarico di aver perso due partite su tre di questa serie, dobbiamo reigstrare che l’attacco pare complessivamente piuttosto in salute, con Crawford il più in forma in assoluto e con delle medie anche troppo generose per lui. Il duo iniziale del lineup Pagan-Scutaro pare ancora abbastanza lontano dal super-rendimento dell’anno scorso, con soprattutto Scoots in netto calo. Non credo però che la sua involuzione (che comunque data l’età è inevitabile) sia così netta, o quantomeno lo auspico.

Possiamo dire di aver finalmente ritrovato Posey, sperando che ora possa proseguire con il suo ritmo da All Star. Abbiamo ritrovato, o forse trovato per la prima volta, Belt. A questo punto dipende da lui entrare in ritmo e battere con continuità, sempre che non preferisca addirittura fare il pinch-hitter. Ma visto che Arias, che ha giocato in prima, non batte praticamente mai, pare scontato un ritorno continuativo di Belt in quella posizione.

Capitolo lanciatori: i partenti ancora non sono eccellenti nelle persone di Cain e Vogelsong. Personalmente credo che Cain si normalizzerà col tempo, quanto a Vogey invece presumo che lo vedremo difficilmente dominante molte volte. Il bullpen che finora era andato bene, ha toppato in questi ultimi match. Gaudin soprattutto è tornato sul pianeta Terra dopo non aver concesso nulla nei primi match. Gli altri restano più o meno sufficienti, con un Romo sempre affidabile, seppure forse un filino meno dominante dell’anno scorso, ad ora. Ma l’anno scorso era stato irreale.

Insomma continuiamo ad aver fiducia, ma come detto all’inizio la battaglia sartà furiosa fino all’ultima partita.

PROSSIMA SERIE: GIANTS @ PADRES

Si va al Petco, terreno amico dei pitchers, quindi automaticamente amico nostro. Non è detto che sia così però, visto che quest’anno siamo un po’ più sbarazzini.

San Diego è una squadra piuttosto imprevedibile in questo inizio di stagione. Ha perso molte partite ed è staccata dalle altre 4, ma anche sweeppato i Dodgers a domicilio. Insomma non c’è da stare troppo tranquilli e pensare che ne faremo un sol boccone come nella serie casalinga. Quentin è tornato e non è solamente capace di rompere clavicole agli avversari. Match-up Lincecum-Cashner, Zito-Stults, Vogelsong-Marquis. Sulla carta mi sento di dire che siamo favoriti in tutte e tre; ma la carta non è il campo.

Fiducia, comunque!

Padres at Giants 0-3: Home sweep home

Posted in Resoconti on 22 aprile 2013 by angelocappa

photosDopo la brutta serie a Milwaukee serviva una reazione, e reazione è stata. L’aria dell’AT&T Park fa bene ai ragazzi, che tornano a vincere tre partite consecutive per il secondo sweep stagionale, questa volta ai danni dei Padres. Con gran carattere siamo riusciti a passare dai 21 punti complessivi subiti contro i Brewers, ai 2 punti contro i Padres. Non male. 

Partiamo dalle considerazioni a caldo su questa serie.

L’evento principe è senza dubbio il “ritorno” di Lincecum. Tim, finalmente, dopo fin troppo tempo, lancia un’ottima partita. I numeri bastano a far capire ciò che ha fatto: 6.2 IP, 4 H, 0 ER, 2 BB e 8 SO. Colpisce molto il rapporto BB/K, con quel 2 a 8 che fa star bene qualsiasi tifoso Giants. Sarebbe facile dire che adesso dobbiamo tenerci stretto il buon Lincecum, che si è finalmente ripreso e che ora tornerà la stella che era fino a poco tempo fa. No. Non scaldiamoci troppo presto, dobbiamo vedere altre partite di Tim, e se continuerà a lanciare come ha fatto in gara 2 contro i Padres, allora il discorso potrebbe diventare serio. Quella di sabato è stata la prima partita in cui ha lanciato 6.1 inning dal 18 settembre 2012 e almeno la concentrazione (che era mancata nelle ultime partite) è rimasta sempre alta, al contrario dell’ultimo match lanciato contro i Cubs. Insoma, chi vivrà, vedrà. 

Dopo tanta attesa, oltre ad una buona partita di Lincecum, è arrivato finalmente il primo fuoricampo di Posey in gara 3. C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine ci siamo riusciti, dopo due turni di battuta contro Stults in cui Buster aveva già fatto capire di essere in una buona giornata. 

Tra le conferme, c’è invece Zito, che appena torna all’AT&T diventa invincibile (non vorrei parlare troppo presto, tocchiamo ferro) e lascia il campo dopo 7.0 inning con una standing ovation. 

Ma andiamo con ordine. 

Gara 1 SD @ SF 2-3: Pagan fa impazzire San Francisco

Ammettiamolo, sarebbe stato brutto dopo tre sconfitte consecutive, perdere anche la quarta. Gara 1 contro i Padres è stata molto equilibrata, in cui siamo andati in svantaggio già nel primo inning per 1-0 ma abbiamo pareggiato i conti immediatamente con la sac fly di Posey. Si arriva al nono inning in pareggio sul 2-2, dopo il doppio di Pence che porta a casa Posey nel terzo e il fuoricampo di Headley nel sesto. 

E’ quindi nella parte bassa del nono che vinciamo la partita. Blanco batte un singolo con 0 out, Torres, alla battuta, prova a spingere Blanco in seconda con bunt, ma non questo riesce e Gregorio viene eliminato in seconda. Nessun problema, però, perchè Torres ruba la seconda base, caricando tutte le responsabilità su Pagan. Angel aspettava questo momento, e dopo due ball lanciati da Gregerson arriva il doppio che ci fa vincere la partita! 

Ottima la partita di Bumgarner, con ben 10 Ks messi a referto in 6.0 IP. 

Gara 2 SD @ SF 0-2: Pandamonium

Il secondo match della serie viene deciso da Sandoval, con un fuoricampo da due punti nella parte bassa del quarto inning, in un turno di battuta in perfetto “Panda style”. Cashner lancia, lancia, lancia, e Sandoval gira tutto. In totale ci sono 8 lanci, con 6 foul balls e 1 solo ball. All’ottavo lancio il Panda gira una fastball di 97 miglia orarie e la spedisce sul muro dell’esterno destro dell’AT&T. Il punteggio rimarrà fermo fino alla fine, con un Lincecum da 0 ER di cui abbiamo già discusso. Bene il bullpen, che tra Mijares, Casilla e Romo riesce a chiudere senza sofferenze. 

Gara 3 SD @ SF 0-5: Standing ovation

La terza partita della serie arriva con ottime premesse, con Zito pronto a rifarsi della brutta partita lanciata contro i Brewers pochi giorni prima. Tutto va bene, in questo match, con il nostro attacco che batte 8 valide con 5 punti segnati, e il monte che grazie proprio a Zito lascia a 0 gli avversari. Tra le novità, purtroppo al momento è stata una novità, c’è un fuoricampo di Posey, battuto nel quinto inning, da due punti, che praticamente chiude la porta in faccia ai Padres. Buster sta ancora battendo male, con una media battuta di .232 che deve per forza di cose aumentare. 

Gli altri tre punti della partita sono stati segnati nel terzo inning, con Pagan che ci porta in vantaggio con un doppio (per l’ottava volta in stagione fa registrare l’RBI che ci porta per primi in vantaggio) e dal singolo di Sandoval per un 3-0 che fa ben sperare. 

Da segnalare anche la partita di Gaudin, che sostituisce Zito per gli ultimi due inning durante i quali subisce una sola valida e 0 ER. 

Prossima serie: Diamondbacks @ Giants

Da questa sera arrivano all’AT&T i D-backs, reduci da una vittoria in gara 3 contro i Rockies. Inutile dire che contro Arizona non è mai facile vincere, quindi stiamo attenti e cerchiamo di vincere almeno due partite. 

Questi saranno i matchup:

Gara 1: Vogelsong – Miley

Gara 2: Cain – Corbin

Gara 3: Bumgarner – Kennedy

Giants at Brewers 0-3: Carte, ori, primiera e…Ottobello

Posted in Resoconti on 19 aprile 2013 by Mat

Yovani Gallardo, Matt Cain

 

I Campioni del Mondo tornano dal Wisconsin con le pive nel sacco: i Brewers rifilano ai nostri ragazzi un cappotto che fa male. Bernie Brewer, la mascotte di Milwaukee, avrebbe bisogno di day off vista la mole di lavoro durante questa serie. Ad ogni fuoricampo il pupazzo baffuto si faceva un giro sullo scivolo del Miller Park e quasi quasi non faceva tempo a tornare nel suo “dugout” che doveva gettarsi di nuovo giù dalla rampa.

Zito e Cain sono stati trafitti in lungo e in largo e l’unico a fare una discreta figura è stato Vogelsong. Al piatto non è stata una tragedia ma ci mancano un po’ di blast pesanti (Posey su tutti). Da inizio anno abbiamo concesso 18 fuoricampo agli avversari a fronte dei (miseri?) 8 messi a segno dai nostri. Emblematico il fatto che il nostro miglior fuoricampista sia Crawford: 3 hr per lui quest’anno…la cosa curiosa è che l’anno scorso in tutta la stagione (435 AB) ne aveva messi a referto 4!

Lo sweep subìto non ci deprimerà di certo ma servirà a Bochy a capire, se ce ne fosse ancora bisogno, che si deve sempre rimanere coi piedi per terra. Siamo una squadra che, molto spesso, ha basato le proprie vittorie su gare punto a punto. Il parco lanciatori e la fase difensiva devono gioco forza risultare decisive. In questa prima parte di stagione serve mettere W in cascina per far capire fin da subito a Dodgers e D’Backs che non c’è trippa per gatti quindi la parola d’ordine deve essere sempre la stessa: umiltà

GARA 1. SF @ MIL 8-10: Ottovolante e niente rimonta

Barry Zito non aveva ancora concesso punti quest’anno. In 15 ip lo score del nostro strapagato mancino era ancora immacolato e già si era andati ad aprire i libri di storia per fissare l’asticella del record. Nel secondo inning Carlos Gomez incocciava la curva del nostro partente e sparava la pallina alta e lunga. Fuoricampo e vantaggio Brewers. Bravi i nostri a reagire subito con una valida di Crawford, un sac bunt di Zito e un singolo di Pagan per l’1-1 che poi si trasformava in 3-1 grazie ad un’ errata assistenza su hit di Scutaro e al doppio del Panda.

La serata di Zito e dei nostri si trasforma in un incubo nel 3° inning quando i padroni di casa mettono a referto 8 (OTTO) punti. Con due uomini in base, Weeks prende la linea laterale e sigla un doppio che permette ai suoi di pareggiare (3-3). Lucroy ne porta a casa altri due prima che le basi si riempiano di nuovo. Al piatto Betancourt che decide che è arrivato il momento di azzannare il nemico. Giro di mazza e palla sulle tribune, Grande Slam e 9-3 per loro. Verrebbe voglia di spegnere e andare a dormire ma i nostri tentano la super rimonta. Crawford (HR) e Sandoval (singolo con due uomini in base), riducono il gap a 9-5. Un walk a Posey riempie le basi con ZERO out ma riusciamo a portare a casa un solo punto, complice anche una gran presa di Braun che trasforma un sicuro doppio in una sac fly. Nel sesto alta chance per noi: basi piene e un solo out, altra sac fly per il 9-7 del Panda ma il K su Posey ci tarpa le ali. Il 10-7 Brewers è un solo shot di Aoki nell’ 8°. L’ultima possibilità per i nostri c’è eccome nel 9°: doppio di Posey con Belt (ottimo 3-4 finale) che lo porta a casa. Con 2 out e conto pieno su Torres, che rappresenta il punto del pareggio, ci torna in mente la gara contro i Cubs presa per i capelli da Pence. Questa volta la palla è alta e lunga ma non abbastanza….

GARA 2. SF @ MIL 3-4: Casilla non è “Santo”

Lohse contro Vogelsong. Gara sbloccata da un caldissimo Betancourt che, dopo il Grande Slam del giorno prima, mette a segno un altro HR. Questa volta però non arriva la reazione immediata dei nostri anche perchè Lohse sembra essere sceso dal letto col piede giusto. Le nostre mazza al momento sono disinnescate, così come il pericolo pubblico numero 1 in casa Milwaukee, ovvero Ryan Braun: al piatto non incide anche perchè cerchiamo di stare abbastanza larghi dalla zona di strike. Inevitabile concedergli qualche base ball ma quando Ryan tenta la rubata (nel 4°), Posey è attento e lo fulmina con un’assistenza perfetta. Purtroppo per noi però ci sono altri “Birraioli” on fire: nel 5° Gonzalez esordisce con un leadoff double, poi tocca a Gomez che mostra il bunt ma poi gira la mazza; Pence non riesce a recuperare la posizione e arriva un triplo per il 2-0 che poi diventa 3-0 sulla sac fly del solito Betancourt. I nostri intanto non riescono a battere nemmeno una valida. Lohse domina fino al 6° poi i ragazzi si svegliano e riescono addirittura a pareggiare grazie a Crawford che viene portato a casa da Pagan e al singolo con basi piene di Hunter Pence.

La sconfitta arriva nella parte bassa del 9°. Sul monte c’è Satiago Casilla che ci era salito l’inning precedente. Con un uomo in base e un out, Gomez gira e Crawford tenta la mandrakata: lancio in controflusso verso la prima. Palla nel dugout e corridori che avanzano. Con un solo out si riempiono le basi con un IBB a Betancourt ma è Blake Lalli a spararla lunga. Lucroy sigla il 4-3 finale.

GARA 3. SF @ MIL 2-7: Cain massacrato. Gallardo come Kershaw.

La differenza di fondo rispetto a gara 1 è che dopo 3 inning si poteva davvero spegnere la TV e fare altro. La partita era in orario cena (per l’Italia) quindi andare a dormire non era un’opzione percorribile. Cain concede 3 HR nella stessa gara. E’ la sesta volta in carriera che gli accade ma la cosa che fa rabbrividire è il suo score aggiornato: zero vittorie, due sconfitte e 7.15 di ERA.

Il primo a sbatterla fuori è quel Ryan Braun che eravamo riusciti a tenere a bada durante i primi due match. Fuoricampo da due punti per il fenomenale esterno e gara in salita. Crawford continua la sua striscia di partite con almeno una valida ma il suo singolo nel 2° non cambia il punteggio.

Il sipario però cala presto per i Giants che incassano il 3-0 con l’RBI di Betancourt (incubo totale della serie per noi) e il 5-0 con il secondo blast di giornata che, ironia della sorte, arriva per mano di Gallardo. Il pitcher dei Brewers non è nuovo a questi exploit ma Cain era reduce dal bruciante fuoricampo di Kershaw nell’opening game. Altro pitcher ma stesso risultato….povero Matt.

La sagra dell’homerun però non termina qui. Nel 3° c’è il singolo di Weeks che poi ruba con successo la seconda. Lucroy legge molto bene la location del lancio di Cain e la spara ancora oltre l’esterno sinistro. 7-0 e arrivederci alla prossima.

Per la cronaca i due punti degli arancio-neri sono opera del doppio di Crawford portato a casa da una volata nel 4° e di un fuoricampo dello stesso Brendon nel 9°.

Nella prossima serie si torna a casa e all’ AT&T Park arrivano i Padres. Ottima occasione per rialzarsi subito e tentare uno sweep rigenerante. MadBum, Lincecum e Zito saranno opposti rispettivamente a Volquez, Richard e Stults. Serve che i Giants tornino ad essere solidi sul monte ed efficaci quanto basta al piatto. La classifica è corta anche se è ancora presto per fare un mini bilancio ma, come detto, bisogna azzerare le velleità di Dodgers e D’Backs.  

Giants at Cubs 3-1: DNA vincente

Posted in Resoconti on 15 aprile 2013 by Mat

628x471Se ne va agli archivi la serie da 4 giocata in quel tempio magico che è il Wrigley Field; tempio che abbiamo “conquistato” per tre volte, a fronte di una sola sconfitta. Possiamo dire di essere decisamente soddisfatti, un’altra serie è vinta e la classifica, molto lentamente, inizia a prendere forma. Siamo a quota 9 vittorie e 4 sconfitte, il nostro primissimo inizio di stagione si può definire positivo.

In questa serie abbiamo potuto ammirare la differenza tra le due squadre: da una parte i nostri ragazzi, forti di due World Series negli ultimi 3 anni, con ormai una mentalità radicata di squadra che non molla mai e che ci crede fino all’ultimo strike. Non mi piace molto appigliarmi agli intangibili, ma se esistono, si sono potuti vedere in questi 4 giorni. Dall’altra una squadra che non va alle World Series da quasi 70 anni e che non le vince da 105; una sorta di sfortuna perenne ormai appiccicata sulle maglie, che si riflette anche in campo, con una tendenza spaventosa a giocate autolesionistiche. E’ vero, in gara 2 hanno vinto loro in walk-off e noi ci siamo comportati “da Cubs”, ma per 3 gare su 4 si è visto cosa sono queste due squadre al giorno d’oggi, una vincente e l’altra perdente. E lo dico con una punta di rammarico, credetemi. I Cubs mi stanno fortemente simpatici.

Ad ogni modo pensiamo a noi! E andiamo a vedere che è successo nelle 4 sfide.

GARA 1. SF @ CHC 7-6: NOONAN CI TRASCINA ALLA RIMONTA

Match giocato ad una temperatura più consona al curling che al baseball, ma la primavera in quel di Chicago arriva un po’ in ritardo. Si parte ad handicap, sotto addirittura 5-0 con un Vogelsong in netta difficoltà specie nel 3° inning, quando Rizzo gli spara il fuoricampo da 2 punti e l’ex Schierholtz contribuisce all’allungo dei padroni di casa. Ma i nostri non si danno per vinti e subito nel 4° scatta la rimonta, che inizia con un bel regalone da parte loro (leitmotiv di tutta la serie) firmato Castro, che non raccoglie una facile grounder di Vogey. Da lì i Giants si fanno sentire in attacco, vanno sul 4-5 con un bel doppio del Panda ed operano il pari nell’inning successivo con un walk su Vogelsong a basi piene (toh, un altro regalo). Sempre nel 5° arriva il sorpasso, con la sac fly di Pagan e l’RBI single di Crawford.

Ma l’iniziatore della rimontona ha un nome e cognome preciso: Nick Noonan, ribattezzato arbitrariamente Nino per comodità. Prima partenza da titolare in carriera e 3 hits, oltre alla dimostrazione di avere un guanto notevole in difesa. E’ lui la nota più lieta in assoluto di questo inizio di stagione e la nostra migliore speranza per il futuro.

Nel finale del match si soffre un  po’; avanti 7-5, incassiamo il sesto punto nell’8° inning, ma Romo chiude la porta nel 9°, nonostante un doppio subito. Due strikeouts, a Castro e a Rizzo, mandano tutti sotto la doccia e al match del giorno dopo.

GARA 2. SF @ CHC 2-3: I GIANTS FANNO I CUBS, BLOWN-SAVE PARTY

La seconda sfida parte con le medesime temperature antartiche del giorno prima, ma poco male, soprattutto se noi siamo sul divano a guardarci il match. Lo stesso divano rischia però di trasformarsi in un punching ball, visti i cazzotti dovuti alla frustrazione di questo match dei nostri ragazzi. Cain è sul monte e, nonostante una partenza accettabile, capita che sbagli un lancio che equivale ad un fuoricampo per gli avversari. E’ il caso del 3° inning quando DeJesus legge bene la traiettoria e spara fuori la palla in esterno destro per l’1-0. Non sarà l’unica volta del match perchè due inning più tardi tocca a Castro ripetere l’opera, per un 2-0 che non ammette repliche, dato che Villanueva ci concede davvero poco.

Ma facciamo un fast forward per arrivare al nono inning, qui è tempo di emozioni forti. Con i Giants ormai agonizzanti, arriva il risveglio, tipico dell’autolesionismo Cubsiano e della voglia di vincere Giantsiana. Con 1 out arriva il doppio di Scutaro, al quale segue il singolo del Panda per l’1-2. Punto della bandiera? forse, perchè dopo l’HBP su Posey, Pence rischia tantissimo di incappare in un doppio gioco, salvandosi di un centimetro. E’ quindi il momento di Belt, chiamato alla prova del nove: Brandon non tradisce e spara una line drive nel right field. Arriva il punto del pari e addirittura quello del sorpasso con Pence che vola letteralmente a casa base. Esaltazione pura.

Eh cari Cubs, questa è la vita, i vincenti siamo noi. Dicevamo? Romo va a chiudere, ma incassa subito l’home run di Navarro, pari sul 3-3. Poi singolo di DeJesus e palla lunga di Castro che Pagan non raccoglie, andandosi ad incastrare tra l’edera ancora non sbocciata. E’ 4-3 e walk-off Cubs.

La ruota gira. Abbiamo provato per un match quello che solitamente provano i tifosi Cubs; ma, fortunatamente per noi, nei giorni successivi verrà ripristinato l’ordine naturale delle cose.

GARA 3. SF @ CHC 3-2: COSTANZA E DISCIPLINA, IL TERZO ONE-RUN GAME E’ NOSTRO

Terzo one-run game su tre partite; proprio l’equilibrio non manca in questa serie a Wrigley. Il match-up è di quelli interessanti: Bumgarner da una parte e Samardzija dall’altra, pitcher che ultimamente è salito mostruosamente di livello. E la sfida sul monte non delude le attese; entrambi i partenti fanno bene, ma gli attacchi riescono comunque a trovare qualche spiraglio per provare a segnare. Ci riusciamo per primi noi nel 5° grazie all’RBI single di Blanco e nei successivi due inning troviamo altre due marcature, grazie dapprima al Panda e poi a Scutaro, autore di un’ottima partita condita da 3 hits.

Nel 7° Bumgarner ha superato i 100 lanci e Bochy medita di cambiarlo. Per convincersi deve però attendere l’home run da due punti di Navarro, pinch-hitter, che replica quanto fatto nel giorno precedente al nono inning. 3-2 quindi, in arrivo un altro finale sofferente. Romo, dopo la blown save di 24 ore prima, è messo a riposo, pertanto va dentro Casilla per una inusuale 6-out save. Santiagone fa benissimo il suo, concedendo solo un walk e nessuna valida. Il K finale che causa uno strappo alla schiena di Clevenger, chiude gara 3, con la vittoria dei nostri.

GARA 4. SF @ CHC 10-7: WILD THINGS. TRA REGALI E CAPOLAVORI, LA SPUNTIAMO IN EXTREMIS

Cose turche in gara 4, la più esemplificativa delle franchigie di Giants e Cubs, come vi ho raccontato all’inizio. Una partita fatta di vantaggi, rimonte, controrimonte e controcontrorimonte. Oltre che di regali, follie e di fuoricampo all’ultimo respiro. E che ci ha visti vincitori.

Lincecum parte col freno a mano, concedendo due home run nel primo inning, che portano il vantaggio dei Cubs subito sul 4-1 (una passed ball ci aveva portati in vantaggio). Poi Tim migliora un po’ (peggiorare sarebbe stato impossibile) ma se non altro non concede più punti all’attacco avversario; così nel 6° inning arriva una compilation di regali, che hanno per destinatari i San Francisco Giants. I Cubs fanno i Cubs più che possono, ovvero concedono qualcosa come 4 walks e 5 wild pitches in un solo inning (!!) e noi non siamo di certo lì per fare una vacanza. Logicamente ne approfittiamo, e passiamo avanti 5-4 grazie agli RBI di chi? di Nino Noonan, ancora al posto giusto al momento giusto e con la mossa giusta.

Nel 7° botta e risposta: RBI doppio di Blanco e homer di Gonzalez, per un punteggio che recita 6-5 per i nostri. Ma le emozioni forti non erano mica finite; nell’8° Affeldt cade nella buca, si complica la vita, Bochy gli chiama una IBB per riempire le basi ma poi concede un walks di suo, che vale il pareggio. Entra Casilla che concede la sac fly del vantaggio cubbies. 7-6.

Nel 9° si gode forte: due outs, nessuno in base e due strike sul conto di Pence. Servirebbe solo un fuoricampo. Beh, eccolo. Hunter tira fuori tutta la grinta che ha e la spara fuori. Delirio Giants.

Dopo la millesima blown save della serie, ecco che i Giants sentono l’odore del sangue e ne approfittano nel 10°. Ma ovviamente anche qui ci mettono lo zampino i nostri gentili avversari. Con corridori agli angoli e 1 out, arriva il balk del pitcher Camp, con Posey al piatto. E’ il punto dell’8-7, poi rimpinguato dagli RBI di Posey stesso e di Scutaro. Romo poi chiude la contesa.

CONSIDERAZIONI FINALI

Una serie che ci proietta davanti a tutti in classifica, ma la classifica stessa al momento è bene non guardarla. Primo perchè siamo alle schermaglie iniziali, secondo perchè siamo tutti lì davanti, ad eccezione dei Padres, che hanno iniziato parecchio male. Per cui testa bassa e andiamo avanti a pedalare.

Quanto ai nostri, possiamo dire che il pitching è in discreta salute, rilievi compresi, con sempre l’enigma Lincecum a far da padrone. Tutte le volte siamo lì per lì per recitare il suo requiem, ma tutte le volte bene o male si tira fuori in maniera tutto sommato decente. Per cui ce lo teniamo, anche se prima o poi dovremo convincerci se tenerlo partente nonostante tutto o dichiararlo ormai perso per questo ruolo.

Il lineup sta trovando una propria dimensione, al momento direi positiva. Con l’avvento di Noonan possiamo essere ottimisti per il futuro e garantiti per l’infield, con l’unico punto interrogativo di Belt, le cui medie sono piuttosto drammatiche. L’unico suo spunto è stato l’at-bat del pari in gara 2, quello davvero clutch, ma beffardamente non è servito a nulla. E’ bene comunque continuare a dargli cieca fiducia, almeno per ora.

PROSSIMA SERIE: GIANTS @ BREWERS

Da martedì a giovedì saremo impegnati al Miller Park contro degli avversari che non hanno iniziato bene la stagione, non essendo riusciti a vincere ancora una serie, ma che sono comunque pericolosi, specie tra le mura amiche. Per cui bisognerà fare attenzione, soprattutto al pericolo numero 1; Ryan Braun. I match-up saranno Zito-Peralta, Vogelsong-Lohse, Cain-Gallardo, tutti e tre piuttosto interessanti ed equilibrati.

Occhio, perchè loro vorranno cambiare registro; noi dobbiamo proseguire su questa linea d’onda. Avanti ragazzi.

 

 

Rockies at Giants 0-3: Sweep!

Posted in Resoconti on 11 aprile 2013 by angelocappa

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Al termine di tre ottime partite, i Rockies vengono spazzati via con una grande prova di forza dei nostri. Siamo tornati alla carica dopo due brutte partite contro i Cardinals, abbiamo vinto e convinto contro dei Rockies reduci da cinque vittorie consecutive con il nostro lineup che ha finalmente iniziato a battere, dopo una prima settimana di regular season un po’ in ombra.

Posey, Scutaro, Crawford e anche Belt si uniscono alle ottime prestazioni di Pagan, Pence, Sandoval e a sorpresa ci mettiamo anche Zito, ma vedremo dopo il perchè.

Gara 1 – Col @ SF 2-4: Pence non scherza.

I Giants hanno una media battuta di squadra di .224, ma per far capire che la musica sta per cambiare, nel primo inning arrivano tre valide e un fuoricampo da tre punti di Pence. I Rockies provano la rimonta con il fuoricampo di Gonzalez e il singolo di Nelson che li riporta sul 2-3, ma nella parte bassa dell’ottavo inning arriva il primo RBI stagionale di Posey che sancisce il definitivo 4-2.

Sul monte un discreto Bumgarner che in 5.2 inning subisce 5 valide e 2 ER con 5 K. Bene il bullpen con Casilla, Affeldt e Romo che non concedono nulla all’attacco di Colorado.

Gara 2 – COL @ SF 6-9: Si vince in rimonta.

Lincecum è il partente alla ricerca di solidità e soprattutto di una vittoria, ma purtroppo la sua prova ancora una volta non è entusiasmante. Termina la partita con 6.0 IP, 6 ER, 4BB e 7 K. Riuscire a recuperare Lincecum è il nostro obiettivo primario, anche se sembrano arrivare segnali positivi dalla sua partita, escludendo quel secondo inning in cui ha concesso troppe basi su ball. La sua tendenza a perdere la zona di strike si sta facendo preoccupante, ma siamo ancora alla seconda partita stagione.

La storia della partita è però rappresentata dalla nostra rimonta. Al termine del quinto inning il punteggio è di 6-2 per i Rockies, e da qui inizia il match del nostro attacco. Chiudiamo con un totale di 14 valide e 9 punti segnati. Nel sesto Crawford batte il suo primo fuoricampo dell’anno accompagnato dal singolo con RBI di Pence, sempre on fire. Nell’ottavo chiudiamo la partita con le valide di Torres, Pagan, Scutaro, Sandoval e Blanco. Praticamente tutti tornano finalmente a battere. Ancora una volta il nostro bullpen si comporta bene co Mijares, Kontos, Casilla e Romo.

Gara 3 – COL @ SF 0-10: Letteralmente spazzati via.

L’ultima partita della serie è ancora una volta un festival delle valide, con un totale di 16 (e 38 in tutta la serie). E’ una partita molto concreta, in cui riusciamo ad ottenere un totale di 4 RBI con 2 outs e chiudiamo il match con un bel 7 su 18 con i corridori in posizione punto.

L’uomo partita è senza dubbio Zito, che per la seconda volta consecutiva non subisce nemmeno un punto (non accadeva dal 2007) e si esalta anche in attacco con 2 valide e 1 RBI. Standing ovation meritata per Barry, che ultimamente sta prendendo un bel po’ di rivincite.

In attacco Posey arriva ad un fuoricampo dal cycle, mentre c’è un multi-hit game anche per Scutaro, Belt, Torres e Crawford.

Prossima serie: Giants @ Cubs.

Da questa sera siamo a Chicago per affrontare i Cubs (3-5) in quattro partite  pomeridiane.

Questi saranno i match up:

Gara 1: Vogelsong – Feldman

Gara 2: Cain – Villanueva

Gara 3: Bumgarner – Samardzija

Gara 4: Lincecum – Jackson

Cards at Giants 2-1: Tra celebrazioni e scoppole epocali

Posted in Resoconti on 8 aprile 2013 by Mat

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La serie contro i Cardinals ci riporta con la mente ai playoff dell’anno appena concluso. Dolci, dolcissimi ricordi. E’ la prima stagionale a casa nostra e per l’occasione, prima di ogni gara, arrivano premiazioni e celebrazioni

Dobbiamo però fare i conti anche col presente e con la stagione in corso. Dopo aver vinto a domicilio la serie contro i Dodgers, incassiamo due sconfitte all’ AT&T Park… una condita da errori, l’altra beh…. ne parleremo.

GARA 1 – STL @ SF 0-1: CAMMINATA VINCENTE

L’opening game a casa propria ti mette sempre di buon umore, se poi il pubblico è quello caldo, fedele e speciale dell’ AT&T Park allora tanto meglio. Tutto ovviamente sold out come accade da quasi 4 anni a questa parte. Il primo cerimoniale è per la bandiera di Campioni del Mondo che viene issata prima del match e che resterà per l’eternità.

La sfida è tra Zito e Westbrook con il nostro pitcher che non ha uno score proprio impeccabile nella prima uscita stagionale. Barry però è ultra solido e lascia le briciole alle mazze di St. Louis: 3H 3BB e 4K.  La partita assomiglia molto a uno 0-0 scritto calcistico ma si sa che nel baseball mica può finire pari! Ci pensa allora Westbrook nella parte bassa del quarto a mandare a punto Blanco. Le basi infatti erano cariche di Gigants dopo un walk un singolo di Crawford e un sac bunt di Zito che l’errore in “acchiappamento” di Molina trasformava in un salvo in prima. Al piatto arriva Pagan che incassa 4 ball filati. Entra così il punto che deciderà la gara.

Zito lancia 7 riprese, poi chiudono la pratica un ottimo Affeldt (fin qui i rilievi bene bene) e Romo che centra la sua terza salvezza stagionale.

GARA 2 – STL @ SF 6-3: HUNTER E IL PANDA NON BASTANO

Archiviato il primo successo casalingo dell’anno è tempo di gara 2: sul monte ci sono Vogelsong e il rookie Shelby Miller che lo scorso anno nelle epiche (per noi) NLCS venne schierato come rilievo. Il ragazzo è sulla bocca di tutti da un annetto buono; esordire da partente in MLB in casa dei Campioni del Mondo non capita proprio a tutti.

All’AT&T Park oggi è la giornata di Buster Posey che viene premiato quale MVP della scorsa stagione. Presenti  alla cerimonia anche due leggende che rispondono al nome di Willie Mays e Willie McCovey. MVPosey chiuderà la sua giornata con un doppio che ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

La sconfitta arriva a causa di disattenzioni nostre e poca fortuna in attacco: l’ex Beltran (te possino!) porta subito in vantaggio i Cards ma la reazione Giants porta le firme di Hunter Pence (Solo Shot nel 2°)  e Sandoval. Il Panda gira l’RBI del sorpasso portando a casa Pagan. L’ 1-0 iniziale degli ospiti mette fine a 26 inning senza punti concessi da parte dei nostri partenti.

La svolta negativa, come detto, arriva nella parte alta del 5°: dopo il singolo di Kozma sembrava che Vogy fosse ben indirizzato viste le eliminazioni di Miller e Jay. Invece dopo la base ball concessa a Carpenter, i Cardinals mettono a referto un RBI-single di Beltran (te ri-possino!), una valida di Craig e un altro singolo di Holliday che porta i rossi avanti 4-2. Il tutto condito dalle disattenzioni di Belt e del Panda. Purtroppo per noi St.Louis non si guarderà più indietro anzi… nel sesto il singolo di Kozma aumenta il divario.

Il rimpianto Giants si concretizza nell’ 8°: fuoricampo del Panda a cui fa seguito il doppio di Posey. Gli eliminati sono ZERO ma Pence, Belt e Sanchez producono ZERO. Il 6-3 finale viene registrato nel libro della stagione dal singolo di Carpenter nel 9°

GARA 3 – STL @ SF 14-3: CAIN PRESO A MAZZATE….CON L’ANELLO AL DITO

La domanda sorge spontanea: tra la premiazione e la partita, i nostri si sono ubriacati?? Qualcuno nel leggere il punteggio finale avrà pensato ad un refuso, invece è tutto maledettamente vero. Nel giorno della cerimonia di consegna degli anelli avremmo voluto parlare di gioia, commozione, emozione e…vittoria. Invece si salva la prima parte del pomeriggio “Made in Baia”.

Gli anelli di Campioni del Mondo escono direttamente da Tiffany e arrivano all’ AT&T Park su una Cable Car (ma con le ruote). Ogni giocatore viene chiamato, premiato, in-anellato e festeggiato. C’è anche Huff mentre non rispondono alla convocazione Wilson, Theriot e Mota. Sole, musica e Giants, insomma la tipica domenica pomeriggio a San Francisco. E che dire della divisa con logo color oro? Semplicemente splendida. Il tutto (anello, gadgets e divisa) è acquistabile sullo store dei Giants. Se volete l’anello di Tiffany con diamanti a 14 carati iniziate a risparmiare: costa circa 9.000 dollari.

Poi però si gioca a baseball e lì, oggi, siamo decisamente meno ferrati. Cain viene seppellito nel corso di un indelebile (nel bene per loro e nel male per noi) quarto inning. Matt subisce NOVE punti in un colpo solo: Craig, Adams, Wigginton, Kozma, Carpenter e Beltran  fanno piovere singoli e doppi (alla fine per St. Louis 14 punti senza neppure un fuoricampo!). Cain resta sul monte per 3.2 ip, poi sale Mijares che incassa “solo” il singolo di Beltran che porta a casa l’8-0 e il 9-0 (che erano responsabilità di Cain).

E noi? Noi eravamo in vantaggio 2-0 prima del blackout. Un doppio vantaggio frutto di un doppio di Pagan e di un singolo del Panda che avevano portato a casa i punti di Crawford e di Angel stesso che nel primo turno di battuta aveva esordito con un triplo che incredibilmente non aveva portato punti: un solido Wainwright  aveva kapponeggiato Scutaro e Sandoval.

Sul 9-2 la gara si è trasformata in una sorta di allungamento dello Spring training. Nel 9° RBI di Quiroz e prima valida in MLB per Noonan. Tutto qui!

Erano 111 anni che uno stesso pitcher dei Giants non subiva 9 punti nello stesso inning

 

Prossima Serie

Da stanotte parte la nuova serie. All’ AT&T arriva Colorado, che ha iniziato la stagione con un bel 5-1 (così come Ariziona e Atlanta). Non sarà certo facile visto che le mazze dei Rockies sono belle calde. Noi però dobbiamo far dimenticare questo bruttissimo 14-3.

Ecco i partenti:

gara 1 – De La Rosa – Bumgarner

gara 2 – Nicasio – Lincecum

gara 3 – Francis – Zito