Giants at Cubs 3-1: DNA vincente

628x471Se ne va agli archivi la serie da 4 giocata in quel tempio magico che è il Wrigley Field; tempio che abbiamo “conquistato” per tre volte, a fronte di una sola sconfitta. Possiamo dire di essere decisamente soddisfatti, un’altra serie è vinta e la classifica, molto lentamente, inizia a prendere forma. Siamo a quota 9 vittorie e 4 sconfitte, il nostro primissimo inizio di stagione si può definire positivo.

In questa serie abbiamo potuto ammirare la differenza tra le due squadre: da una parte i nostri ragazzi, forti di due World Series negli ultimi 3 anni, con ormai una mentalità radicata di squadra che non molla mai e che ci crede fino all’ultimo strike. Non mi piace molto appigliarmi agli intangibili, ma se esistono, si sono potuti vedere in questi 4 giorni. Dall’altra una squadra che non va alle World Series da quasi 70 anni e che non le vince da 105; una sorta di sfortuna perenne ormai appiccicata sulle maglie, che si riflette anche in campo, con una tendenza spaventosa a giocate autolesionistiche. E’ vero, in gara 2 hanno vinto loro in walk-off e noi ci siamo comportati “da Cubs”, ma per 3 gare su 4 si è visto cosa sono queste due squadre al giorno d’oggi, una vincente e l’altra perdente. E lo dico con una punta di rammarico, credetemi. I Cubs mi stanno fortemente simpatici.

Ad ogni modo pensiamo a noi! E andiamo a vedere che è successo nelle 4 sfide.

GARA 1. SF @ CHC 7-6: NOONAN CI TRASCINA ALLA RIMONTA

Match giocato ad una temperatura più consona al curling che al baseball, ma la primavera in quel di Chicago arriva un po’ in ritardo. Si parte ad handicap, sotto addirittura 5-0 con un Vogelsong in netta difficoltà specie nel 3° inning, quando Rizzo gli spara il fuoricampo da 2 punti e l’ex Schierholtz contribuisce all’allungo dei padroni di casa. Ma i nostri non si danno per vinti e subito nel 4° scatta la rimonta, che inizia con un bel regalone da parte loro (leitmotiv di tutta la serie) firmato Castro, che non raccoglie una facile grounder di Vogey. Da lì i Giants si fanno sentire in attacco, vanno sul 4-5 con un bel doppio del Panda ed operano il pari nell’inning successivo con un walk su Vogelsong a basi piene (toh, un altro regalo). Sempre nel 5° arriva il sorpasso, con la sac fly di Pagan e l’RBI single di Crawford.

Ma l’iniziatore della rimontona ha un nome e cognome preciso: Nick Noonan, ribattezzato arbitrariamente Nino per comodità. Prima partenza da titolare in carriera e 3 hits, oltre alla dimostrazione di avere un guanto notevole in difesa. E’ lui la nota più lieta in assoluto di questo inizio di stagione e la nostra migliore speranza per il futuro.

Nel finale del match si soffre un  po’; avanti 7-5, incassiamo il sesto punto nell’8° inning, ma Romo chiude la porta nel 9°, nonostante un doppio subito. Due strikeouts, a Castro e a Rizzo, mandano tutti sotto la doccia e al match del giorno dopo.

GARA 2. SF @ CHC 2-3: I GIANTS FANNO I CUBS, BLOWN-SAVE PARTY

La seconda sfida parte con le medesime temperature antartiche del giorno prima, ma poco male, soprattutto se noi siamo sul divano a guardarci il match. Lo stesso divano rischia però di trasformarsi in un punching ball, visti i cazzotti dovuti alla frustrazione di questo match dei nostri ragazzi. Cain è sul monte e, nonostante una partenza accettabile, capita che sbagli un lancio che equivale ad un fuoricampo per gli avversari. E’ il caso del 3° inning quando DeJesus legge bene la traiettoria e spara fuori la palla in esterno destro per l’1-0. Non sarà l’unica volta del match perchè due inning più tardi tocca a Castro ripetere l’opera, per un 2-0 che non ammette repliche, dato che Villanueva ci concede davvero poco.

Ma facciamo un fast forward per arrivare al nono inning, qui è tempo di emozioni forti. Con i Giants ormai agonizzanti, arriva il risveglio, tipico dell’autolesionismo Cubsiano e della voglia di vincere Giantsiana. Con 1 out arriva il doppio di Scutaro, al quale segue il singolo del Panda per l’1-2. Punto della bandiera? forse, perchè dopo l’HBP su Posey, Pence rischia tantissimo di incappare in un doppio gioco, salvandosi di un centimetro. E’ quindi il momento di Belt, chiamato alla prova del nove: Brandon non tradisce e spara una line drive nel right field. Arriva il punto del pari e addirittura quello del sorpasso con Pence che vola letteralmente a casa base. Esaltazione pura.

Eh cari Cubs, questa è la vita, i vincenti siamo noi. Dicevamo? Romo va a chiudere, ma incassa subito l’home run di Navarro, pari sul 3-3. Poi singolo di DeJesus e palla lunga di Castro che Pagan non raccoglie, andandosi ad incastrare tra l’edera ancora non sbocciata. E’ 4-3 e walk-off Cubs.

La ruota gira. Abbiamo provato per un match quello che solitamente provano i tifosi Cubs; ma, fortunatamente per noi, nei giorni successivi verrà ripristinato l’ordine naturale delle cose.

GARA 3. SF @ CHC 3-2: COSTANZA E DISCIPLINA, IL TERZO ONE-RUN GAME E’ NOSTRO

Terzo one-run game su tre partite; proprio l’equilibrio non manca in questa serie a Wrigley. Il match-up è di quelli interessanti: Bumgarner da una parte e Samardzija dall’altra, pitcher che ultimamente è salito mostruosamente di livello. E la sfida sul monte non delude le attese; entrambi i partenti fanno bene, ma gli attacchi riescono comunque a trovare qualche spiraglio per provare a segnare. Ci riusciamo per primi noi nel 5° grazie all’RBI single di Blanco e nei successivi due inning troviamo altre due marcature, grazie dapprima al Panda e poi a Scutaro, autore di un’ottima partita condita da 3 hits.

Nel 7° Bumgarner ha superato i 100 lanci e Bochy medita di cambiarlo. Per convincersi deve però attendere l’home run da due punti di Navarro, pinch-hitter, che replica quanto fatto nel giorno precedente al nono inning. 3-2 quindi, in arrivo un altro finale sofferente. Romo, dopo la blown save di 24 ore prima, è messo a riposo, pertanto va dentro Casilla per una inusuale 6-out save. Santiagone fa benissimo il suo, concedendo solo un walk e nessuna valida. Il K finale che causa uno strappo alla schiena di Clevenger, chiude gara 3, con la vittoria dei nostri.

GARA 4. SF @ CHC 10-7: WILD THINGS. TRA REGALI E CAPOLAVORI, LA SPUNTIAMO IN EXTREMIS

Cose turche in gara 4, la più esemplificativa delle franchigie di Giants e Cubs, come vi ho raccontato all’inizio. Una partita fatta di vantaggi, rimonte, controrimonte e controcontrorimonte. Oltre che di regali, follie e di fuoricampo all’ultimo respiro. E che ci ha visti vincitori.

Lincecum parte col freno a mano, concedendo due home run nel primo inning, che portano il vantaggio dei Cubs subito sul 4-1 (una passed ball ci aveva portati in vantaggio). Poi Tim migliora un po’ (peggiorare sarebbe stato impossibile) ma se non altro non concede più punti all’attacco avversario; così nel 6° inning arriva una compilation di regali, che hanno per destinatari i San Francisco Giants. I Cubs fanno i Cubs più che possono, ovvero concedono qualcosa come 4 walks e 5 wild pitches in un solo inning (!!) e noi non siamo di certo lì per fare una vacanza. Logicamente ne approfittiamo, e passiamo avanti 5-4 grazie agli RBI di chi? di Nino Noonan, ancora al posto giusto al momento giusto e con la mossa giusta.

Nel 7° botta e risposta: RBI doppio di Blanco e homer di Gonzalez, per un punteggio che recita 6-5 per i nostri. Ma le emozioni forti non erano mica finite; nell’8° Affeldt cade nella buca, si complica la vita, Bochy gli chiama una IBB per riempire le basi ma poi concede un walks di suo, che vale il pareggio. Entra Casilla che concede la sac fly del vantaggio cubbies. 7-6.

Nel 9° si gode forte: due outs, nessuno in base e due strike sul conto di Pence. Servirebbe solo un fuoricampo. Beh, eccolo. Hunter tira fuori tutta la grinta che ha e la spara fuori. Delirio Giants.

Dopo la millesima blown save della serie, ecco che i Giants sentono l’odore del sangue e ne approfittano nel 10°. Ma ovviamente anche qui ci mettono lo zampino i nostri gentili avversari. Con corridori agli angoli e 1 out, arriva il balk del pitcher Camp, con Posey al piatto. E’ il punto dell’8-7, poi rimpinguato dagli RBI di Posey stesso e di Scutaro. Romo poi chiude la contesa.

CONSIDERAZIONI FINALI

Una serie che ci proietta davanti a tutti in classifica, ma la classifica stessa al momento è bene non guardarla. Primo perchè siamo alle schermaglie iniziali, secondo perchè siamo tutti lì davanti, ad eccezione dei Padres, che hanno iniziato parecchio male. Per cui testa bassa e andiamo avanti a pedalare.

Quanto ai nostri, possiamo dire che il pitching è in discreta salute, rilievi compresi, con sempre l’enigma Lincecum a far da padrone. Tutte le volte siamo lì per lì per recitare il suo requiem, ma tutte le volte bene o male si tira fuori in maniera tutto sommato decente. Per cui ce lo teniamo, anche se prima o poi dovremo convincerci se tenerlo partente nonostante tutto o dichiararlo ormai perso per questo ruolo.

Il lineup sta trovando una propria dimensione, al momento direi positiva. Con l’avvento di Noonan possiamo essere ottimisti per il futuro e garantiti per l’infield, con l’unico punto interrogativo di Belt, le cui medie sono piuttosto drammatiche. L’unico suo spunto è stato l’at-bat del pari in gara 2, quello davvero clutch, ma beffardamente non è servito a nulla. E’ bene comunque continuare a dargli cieca fiducia, almeno per ora.

PROSSIMA SERIE: GIANTS @ BREWERS

Da martedì a giovedì saremo impegnati al Miller Park contro degli avversari che non hanno iniziato bene la stagione, non essendo riusciti a vincere ancora una serie, ma che sono comunque pericolosi, specie tra le mura amiche. Per cui bisognerà fare attenzione, soprattutto al pericolo numero 1; Ryan Braun. I match-up saranno Zito-Peralta, Vogelsong-Lohse, Cain-Gallardo, tutti e tre piuttosto interessanti ed equilibrati.

Occhio, perchè loro vorranno cambiare registro; noi dobbiamo proseguire su questa linea d’onda. Avanti ragazzi.

 

 

3 Risposte to “Giants at Cubs 3-1: DNA vincente”

  1. Andrea Says:

    Uno dei tre motivi per cui mi sono innamorato dei Giants è stato proprio Lincecum (i lanci ovviamente…), spero veramente che facciano di tutto per recuperarlo.

  2. io non so più cosa pensare di lincecum, non ho ancora visto una sua partita quest’anno, quindi non so capire come si comporta sotto pressione, come sono i suoi lanci ecc.. vedo che concede molte basi quindi deve esserci un grosso problema di controllo, ho visto pitcher perdere velocità col passare degli anni, ma difficilmente un asso perde completamente il controllo. a timmy sta accadendo entrambe le cose purtroppo.

    a me piace pensare strano, ma non mi meraviglierei se con il continuare di questo andazzo a luglio timmy venisse proposto per qualche trade con un altro big name, non dico kershaw che è fantascienta pura, ma ci sono altri pitcher che potrebbero essere i benvenuti per la lotta finale e la postseason. infondo sabean una mossa la fa e con nino siamo coperti nell’infield e mi pare che anche l’outfield sia messo bene con quei 4 li, al max potrei vedere brown quel prospetto a settembre. quindi a meno di una big move per la prima base, dove voi dite fiducia incondizionata alla giraffa, io anche ma ho la miccia molto corta:) ma tanto non faccio il gm dei giants quindi brandon può stare tranquillo

    infondo mi pare che il rilievo lungo quest’anno lo abbiamo e mi pare lanci molto bene, adesso non mi viene il nome e non voglio googolarlo ma di sicuro avete capito di chi sto parlando.

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