Giants vs. D’backs 1-2: non tutte le rimonte riescono col buco

17sygt.St.4La serie contro Arizona, conclusasi ieri sera, ha chiuso anche il nostro breve homestand di 6 partite. Ora, in pratica, giocheremo le gare di “ritorno”, visto che andremo ad affrontare ancora Padres e D’backs, stavolta in trasferta. Se però la serie contro San Diego ci era andata molto bene, così non si può dire della serie contro Arizona, persa due partite ad una, con un po’ troppi rimpianti visto come sono andate le cose nelle ultime due sfide.

E’ stata la serie delle rimonte; partite punto a punto, decise o da una smazzata o da un errore, da un wild pitch o da una presa difensiva. Insomma da piccole cose, che sicuramente ci hanno spiegato che quest’anno la battaglia al vertice sarà feroce. Anche la classifica spiega questo; Padres a parte, siamo tutti lì. Non so se qualcuno prima o poi andrà in fuga o si staccherà dal gruppone, però intanto il divario è davvero minimo. Proprio per questo abbiamo qualche rimpianto, perchè se è vero che non possiamo vincere tutte le serie, è anche vero che sarebbe bastato poco per portarci a casa almeno una delle ultime due partite, sfumate invece dopo gli extra-inning.

GARA 1. SF VS. ARI: BRANDON BELT, FINALMENTE LA GLORIA E’ TUTTA PER LUI

Il primo match contro i D’backs è un capolavoro di goduria per i nostri ragazzi. Il duello sul monte è tra Vogelsong e Miley e i due starters decidono di essere molto generosi all’inizio, concedendo entrambi un paio di punti agli attacchi avversari già nel 1° inning. Il match poi si stabilizza e fino al 5° inning non accade altro. Quinto inning dicevamo; lì subiamo un altro HR da un pitcher avversario, dopo Kershaw e Gallardo su Cain, è stavolta Miley a battezzare Vogelsong. La rivincita della National League alla faccia del battitore designato.

Nel 6° Vogey prende un altro fuoricampo, stavolta dall’ex Yankee, Eric Chavez. Il 4-2 pare destinato a restare il risultato finale, ma Arizona non ha fatto i conti con Buster Posey, on fire dopo il primo home run della stagione, realizzato il giorno prima. Buster ci riprova e ci riesce ancora, consegnandoci il pareggio, visto che il Panda aveva battuto valido appena prima di lui. Un inning più tardi, Torres batte valido, entra Belt da pinch-hitter e risolve il match; prima walk-off hit battuta da Brandon in carriera. Era anche ora. L’AT&T esplode, è la quarta vittoria consecutiva; Romo si prende la W con un solo lancio effettuato.

Ma come vedremo, chi di rimonta ferisce di rimonta perisce.

GARA 2. SF VS. ARI: IL MIRACOLO FINALE E’ VANIFICATO AGLI EXTRAS

Niente male la seconda partita. Niente male soprattutto se tifi Giants e sei nella parte bassa del 9° inning. Ma si sa, le cose belle nella vita durano poco e non tutto può sempre riuscire alla perfezione; infatti sono i D’backs ad esultare alla fine, con un delitto perfetto firmato Giants non concretizzatosi per problemi di “peso”.

Cain-Corbin è il duello sul monte. Il nostro Matt è forse l’aspetto più preoccupante di questa primissima fase di stagione e il primo inning contribuisce a dare forza alle voci di chi lo vede in involuzione. Subito due punti concessi nel 1° inning, anche se uno è da imputarsi ad un banale errore di Crawford. Nel 3° inoltre arrivano altri due punti: Cain concede un walk a Prado (forse un po’ generoso) e subito dopo un fuoricampo a Goldschmidt, che quando vede Giants la butta sempre fuori. 4-0 e palla al centro.

Stavolta sembra veramente finita, a due inning dalla fine siamo ancora a nessun punto realizzato. Ma il risveglio arriva, anche stavolta. RBI triple di Crawford al quale segue un groundout di Hector che fa segnare lo stesso Brandon. In un amen siamo 2-4, ma c’è ancora un altra metà di divario da recuperare. Arriva il 9° inning e ci pensa ancora lui, Belt, che nel giro di 24 ore passa da eterno incompiuto ad eroe assoluto. Altra presenza da pinch-hitter ed altra giocata decisiva; stavolta con l’HR del pari. Non vi dico lo stadio, una bolgia vera.

Una volta raggiunto il pari, ci accontenteremmo del risultato, un punto a testa e tutti a casa. Bello no? no, it’s baseball baby, qui bisogna vincere. Nel 10° l’occasione l’abbiamo. Doppio di Sandoval e IBB a Posey; arriva Pence che batte valido e Flannery decide, improvvidamente per una volta, di mandare a casa tutto il tonnellaggio di Sandoval, che come un Airbus 380, ci mette un quarto d’ora ad acquistare un po’ di velocità. Nel frattempo però l’ex non rimpianto Cody Ross può assistere casa base con comodità ed eliminare il Panda senza problemi. Cinghialone arriva quando il catcher Montero si sta bevendo un caffè, intanto che lo aspetta lì. Tag out.

Gol sbagliato, gol subito, per una volta è anche la legge del baseball. Nell’11° Arizona mette a segno due punti, il primo dei quali con un wild pitch di Casilla. Poteva andar meglio.

GARA 3. SF VS. ARI: COPIA-INCOLLA, LA RIMONTA NON SI COMPLETA

Per chi avesse visto solo quest’ultima sfida e non gara 2, basterebbe riavviare MLB.tv e vedere ancora gara 3 per capire com’era andata la sfida del giorno prima. Stesso leitmotiv, stessa rimonta semi-miracolosa (non tanto perchè avevamo solo un punto da rimontare, piuttosto perchè un HR nel 9° da Crawford era abbastanza improbabile).

Partita leggermente diversa solo all’inizio. Se in gara 2 avevamo concesso qualche punto di troppo, stavolta non va così e Bumgarner si dimostra ancora una volta solido, uscendo da qualche situazione pericolosa. Nel 7° la sblocchiamo con la smazzata vincente di Crawford, che con il suo doppio manda a casa Blanco. Arizona però non molla e approfitta di un Bumgarner senza più benzina arrivando a pareggiare nell’8° e a passare in vantaggio nell’alta del 9° con Mijares sul monte.

Come d’abitudine però, i Giants hanno sette vite, forse pure di più. Con 1 out nel 9° Crawford tira fuori il pepitone dal cilindro, home run in zona McCovey cove e parità. Terza blown save su tre partite per i D’backs. Questa non ce l’aspettavamo; forse neanche questa.

Ma anche questa volta, il ciambellone riesce a metà; nel 10° ci complichiamo le cose; basi riempite e sac fly battuta da Nieves. E’ il punto del 3-2. La miliardesima rimonta non riesce nella parte bassa dell’inning. Anche questa gara 3 se ne va. Siamo dispiaciuti, con la consolazione di avere un cuore grande come il nostro stadio. Chicca del match: Casilla che ferma il gioco prendendo una palla valida in zona bullpen. Santiagone, sei un somarone.

CONSIDERAZIONI FINALI

Al di là del rammarico di aver perso due partite su tre di questa serie, dobbiamo reigstrare che l’attacco pare complessivamente piuttosto in salute, con Crawford il più in forma in assoluto e con delle medie anche troppo generose per lui. Il duo iniziale del lineup Pagan-Scutaro pare ancora abbastanza lontano dal super-rendimento dell’anno scorso, con soprattutto Scoots in netto calo. Non credo però che la sua involuzione (che comunque data l’età è inevitabile) sia così netta, o quantomeno lo auspico.

Possiamo dire di aver finalmente ritrovato Posey, sperando che ora possa proseguire con il suo ritmo da All Star. Abbiamo ritrovato, o forse trovato per la prima volta, Belt. A questo punto dipende da lui entrare in ritmo e battere con continuità, sempre che non preferisca addirittura fare il pinch-hitter. Ma visto che Arias, che ha giocato in prima, non batte praticamente mai, pare scontato un ritorno continuativo di Belt in quella posizione.

Capitolo lanciatori: i partenti ancora non sono eccellenti nelle persone di Cain e Vogelsong. Personalmente credo che Cain si normalizzerà col tempo, quanto a Vogey invece presumo che lo vedremo difficilmente dominante molte volte. Il bullpen che finora era andato bene, ha toppato in questi ultimi match. Gaudin soprattutto è tornato sul pianeta Terra dopo non aver concesso nulla nei primi match. Gli altri restano più o meno sufficienti, con un Romo sempre affidabile, seppure forse un filino meno dominante dell’anno scorso, ad ora. Ma l’anno scorso era stato irreale.

Insomma continuiamo ad aver fiducia, ma come detto all’inizio la battaglia sartà furiosa fino all’ultima partita.

PROSSIMA SERIE: GIANTS @ PADRES

Si va al Petco, terreno amico dei pitchers, quindi automaticamente amico nostro. Non è detto che sia così però, visto che quest’anno siamo un po’ più sbarazzini.

San Diego è una squadra piuttosto imprevedibile in questo inizio di stagione. Ha perso molte partite ed è staccata dalle altre 4, ma anche sweeppato i Dodgers a domicilio. Insomma non c’è da stare troppo tranquilli e pensare che ne faremo un sol boccone come nella serie casalinga. Quentin è tornato e non è solamente capace di rompere clavicole agli avversari. Match-up Lincecum-Cashner, Zito-Stults, Vogelsong-Marquis. Sulla carta mi sento di dire che siamo favoriti in tutte e tre; ma la carta non è il campo.

Fiducia, comunque!

Una Risposta to “Giants vs. D’backs 1-2: non tutte le rimonte riescono col buco”

  1. Wow, awesome blog layout! How long have you been blogging for?
    you make blogging look easy. The overall look of your web site is fantastic, as well as the content!

I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: