Giants vs. Rockies 2-1: con cuore e grinta restiamo lassù

?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Diciamolo chiaramente: dopo la doppia trasferta contro Toronto e Colorado, ci eravamo buttati giù un bel po’, forse addirittura più del dovuto. Erano emerse perplessità strutturali che ci facevano pensare al peggio per questa stagione. D’altronde non avevamo visto la palla e sul monte eravamo mancati moltissimo.

Ma per fortuna siamo rientrati nei ranghi contro Washington e, alla prova del nove, abbiamo dato segno di continuità nella serie appena conclusa contro Colorado. Pur perdendo male gara 1.

Ci sono match che possono dare una botta morale, se non per tutta la stagione, almeno per un po’ di tempo, fino magari ad un altro match in futuro che dà un’altra botta, positiva o negativa. Gara 2 di questa serie rientra nella casistica di quelle che ti danno una spinta importante e chissà, forse la vittoria di ieri sera è pure figlia dell’inside-the-parker di Pagan, nel 10° inning di gara 2. Un modo più godurioso per vincere una partita credo che non esista; sei sotto di un punto negli extra inning e ne metti due grazie ad un home run che non esce dal campo, con una corsa del corridore affannosa e disperata, con tutto il pubblico che trattiene il respiro e corre insieme a lui. All’arrivo in base, anticipando il tag di pochi centimetri, arriva l’urlo liberatorio, la gioia della vittoria. Non si vinceva in questo modo dal 2004, ancora contro i Rockies. Corsi e ricorsi storici.

Andiamo a vedere come sono andate le tre partite.

GIANTS VS. ROCKIES GARA 1 (0-5): PRONTO, C’E’ NESSUNO?

La prima sfida, tradizionale Orange Friday, si chiude cinque a niente per i nostri avversari, che si trovano dei Giants insolitamente spenti ed arrendevoli. Lincecum-Chatwood è il duello sul monte e, se Lincecum mette assieme una prova tutto sommato sufficiente, va detto che non trova alcun sostegno da parte dei compagni in attacco, visto che l’intera squadra mette assieme un totalone di 5 hits, peraltro tutti singoli.

Con questi numeri si può fare ben poco, i Rockies ne mettono due in principio, poi veleggiano tranquilli verso una vittoria suggellata dagli homers di Cuddyer e di Gonzalez, quest’ultimo su lancio di Rosario, ripescato da Fresno al posto dell’infortunato Casilla.

Che altro dire sulla nostra prova? solo da archiviare nella cartella “partite non giocate”, metterla in un angolino e dimenticarla in fretta, con la consapevolezza che le successive due sfide sarebbero diventate molto più importanti, per non ripiombare in una crisi di cui non si sarebbe avuto affatto bisogno.

GIANTS VS. ROCKIES GARA 2 (6-5): RIMONTA DA BATTICUORE E APOTEOSI FINALE

Zito-Nicasio è il duello sul monte nel sabato pomeriggio californiano. L’inizio non è dei migliori, tutt’altro; nel 1° inning prendiamo due punti (costante in tutte e 3 le partite) con i quali partiamo ad handicap, per il fuoricampo di CarGo. Le cose si complicano ulteriormente visto che subiamo altre due marcature nel 4° e la partita sembra avviarsi verso un’altra sconfitta senza attenuanti. Quando il plotone d’esecuzione della critica si prepara a quello che scriverà al termine del match, ecco il risveglio dei nostri, che avviene d’improvviso, nella seconda metà dell’incontro.

Si è infatti al 6° inning quando i Giants si ricordano di essere i campioni del mondo in carica e iniziano a mettere valide in cascina e di conseguenza marcature. Due doppi in sequenza Posey-Pence fanno entrare il primo punto ai nostri, poi la sac-fly di Crawford significa punto numero 2 e il walk a basi piene preso da Scutaro vuol dire 3-4. Siamo a distanza di aggancio, che non avviene nello stesso inning visto che il Panda si fa disgraziatamente kappare a basi cariche.

Poco male però, perchè si sono aperte le cataratte dell’attacco; nell’inning successivo è Torres a portarci il punto del pareggio sul 4-4, poi arriverebbe anche il punto del vantaggio, ma l’arbitro di casa base non si accorge che Belt anticipa il tag del catcher avversario e lo chiama out. Nell’ottavo arriva un altro orrore arbitrale; Scutaro correndo verso la terza evita il tag avversario ma l’arbitro chiama out anche lui, immaginandosi un tocco mai esistito. La cosa fa perdere la pazienza persino a Bochy che con passo sicuro (si fa per dire) si avvia a protestare e viene cacciato.

Dopo questi due torti andiamo ai supplementari, con la beffa che si manifesta già nel 10°, quando Tulowitzki castiga Romo con il fuoricampo che significa 5-4 Rockies e vittoria lì a due passi. Ma i Giants hanno sette vite e nella parte bassa dell’inning arriva il miracolo. Walk di Crawford che avanza in seconda grazie al bunt di Quiroz, poi Pagan tira giù lo stadio con l’inside-the-parker. Apoteosi, delirio, visibilio, festa grande. Ogni tifoso Giants vorrebbe essere all’AT&T park in quel momento.

GIANTS VS. ROCKIES GARA 3 (7-3): DOPO LA PARTENZA AD HANDICAP, SI VA SUL VELLUTO

Ecco finalmente una vittoria serena e senza troppe sofferenze; è gara 3 contro Colorado, anche se per parlare di serenità bisogna riferirsi alla seconda parte dell’incontro stesso, dato che l’inizio è stato piuttosto tribolato. Come sappiamo, nel 1° inning c’è da pagare la tassa dei due punti subiti e Matt Cain non si sottrae al balzello. Il problema è che il controllo dei suoi lanci è approssimativo a dir poco; concede 5 walks in 2 inning e Bochy medita di levarlo, prima che la confidenza torni nel braccione del nostro starter numero uno.

Giusto nella bassa del 2° iniziamo a far capire che anche questa gara ce la giocheremo, anzi, che siamo ottimamente disposti. E’ Posey a sparare il fuoricampo dell’1-2, mentre nel 4° un RBI groundout di Crawford riporta la situazione ad un punteggio di parità, molto più gradevole per noi.

Nel 5° ci avviamo alla vittoria e al finale rilassante di cui si parlava all’inzio. Arrivano tre punti, grazie al gioco di squadra e senza fuoricampo; singolo di Scoots e due doppi rispettivamente di Belt e Torres portano il risultato sul 5-2, mentre nel 6° tocca a Pence dare il proprio contributo, grazie al doppio con 2 out che porta sani e salvi a casa base Scutaro e Posey.

Cain, grazie ai troppi walks concessi inizialmente, scende presto dal monte per il pitch-count elevato, così Bochy dà il via alla giostra dei rilievi, che se la cavano bene ad eccezione di Rosario, che incassa il punto dell’innocuo 7-3 ma soprattutto dimostra, non per la prima volta, di essere scarsamente affidabile.

Ma per vincere match e serie tanto basta.

CONSIDERAZIONI FINALI

Partiamo con le stats dell’attacco. Gara 1 va saltata di netto visto che abbiamo battuto solo 5 singoli; per il resto si può dire che nessuno sia in slump, visto che la gara di ieri sera ha permesso a quasi tutti di battere valido e in alcuni casi per più volte. Il Panda è rimasto a secco ma ha battuto bene in gara 2 e comunque tutto il lineup titolare è oltre i .250, segnale indubbiamente positivo. Magari i pinch-hitter non sono in forma smagliante, se si eccettua un grande Torres, partito ieri titolare al posto di Pagan. La magia di Noonan sembra terminata da un po’, anche se va detto che farsi un at-bat ogni due-tre partite non aiuta minimamente il ritmo, cosa molto importante per un battitore.

Il pitching sembra essere tornato in discreta salute, pur senza i numeri sfavillanti degli anni scorsi. Lincecum e Zito hanno garantito prestazioni non fenomenali ma comunque all’altezza, Cain è partito male ma si è ripreso, confermando il suo periodo di crescita. I rilievi stanno facendo il loro con l’eccezione di Rosario di cui abbiam scritto prima. Casilla starà fuori un mese per l’operazione ad un cisti all’altezza del ginocchio, per cui per ora si può andare avanti così.

E’ stato finalmente annunciato il sostituto di Vogelsong: sarà Mike Kickham, 24enne prospetto nativo di St. Louis, che quest’anno ha un’ERA di 4.33 nelle sue 10 partenze a Fresno. Le ultime due sue partenze sono state quelle che sono servite a convincere Bochy, forse è un po’ presto per lui per debuttare in MLB, ma visto che c’è bisogno eccolo a disposizione. Si tratta di un discreto prospetto, non di un fenomeno, ma che potrebbe in futuro essere un 3 o un 4 nella rotazione. Per cui speriamo che il suo debutto di martedì notte sia solo l’inizio di una bella carriera.

E la classifica? restiamo primi, pur in coabitazione con Arizona e ad un’incollatura proprio da Colorado. Dietro ma non lontani vi sono i Padres, mentre i Dodgers restano a distanza di sicurezza. Per ora. La battaglia è dunque sempre feroce e il gruppo resta compatto. Per adesso l’importante è restare lì, sperando prima o poi di piazzare un allungo, anche perchè quasi certamente non uscirà nessuna wild card dalla nostra division.

PROSSIMA SERIE: GIANTS AT ATHLETICS

Come da tradizione dell’ultima decade di maggio, ecco arrivare il derby del ponte contro i nostri cugini gialloverdi. Derby sempre poco sentito visto che la rivalità vera è quella che sappiamo, però a noi come a loro servono vittorie, ed è sempre bello far vedere che la superiorità della Bay Area spetta alla squadra giusta, ovvero quella arancionera, pur con tutta la simpatia del mondo che io personalmente provo per la squadra di Oakland.

Il calendario in vena di stranezze ci offre una serie di 4 partite, ma in realtà di 2+2, visto che le prime due le giocheremo al Coliseum mentre le successive all’AT&T Park. Per il primo incontro a casa dei cugini, il match-up sarà Bumgarner-Straily, per il secondo invece il debuttante Kickham se la vedrà contro Parker. Forza ragazzi!

 

 

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