Giants at Athletics 0-2: mal di trasferta, mal di Oakland

1369809611000-USP-MLB-San-Francisco-Giants-at-Oakland-Athletics-1305290243_x-largeGiusto l’altro ieri scrivevo che i ragazzi avevano superato il brutto momento… ed eccoci qui a commentare un 2-0 subito nel derby del ponte. Due a zero che ammette davvero poche repliche; i nostri appena escono dai confini di San Francisco perdono il fluido magico che li contraddistingue e diventano una squadra normale. Anzi, forse più scarsi di una squadra normale.

Non voglio però fare processi o puntare il dito contro qualcuno, credo che non sia ancora il caso di farlo. Solo qualche semplice considerazione basata sui numeri: il nostro record casalingo è 19-9, solo Cincinnati in tutta la MLB ha vinto di più (20 partite), il record in trasferta è 9-15, solo 5 squadre hanno vinto di meno, tra cui Houston e Miami che obiettivamente giocano un altro campionato. Nelle ultime 17 trasferte il record è 4-13. Qualche domanda forse sarebbe il caso di farsela nel privato dello spogliatoio.

Oakland poi rappresenta la kriptonite vera e propria, visto che facciamo una fatica enorme a vincere al Coliseum, ancorché i nostri tifosi lo riempiano per la metà della sua capienza. Nove perse delle ultime 11, una sorta di boomerang da complesso di superiorità, forte della maggior ricchezza della franchigia, del fatto di essere un po’ la metà fortunata della baia. Tutto ciò ha ripercussioni negative quando li affrontiamo.

A questo va aggiunto, anzi forse è pure la causa principale, l’aspetto tecnico, anche se in una o due partite prese singolarmente intervengono logiche di sample size non scientificamente spiegabili. Si è battuto poco, pochissimo; 4 valide in gara 1, 6 valide in gara 2, difficilmente tanto poco basta per vincere gli incontri. A meno che la rotazione non sia in una di quelle giornate da Giants di Denominazione di Origine Controllata e Protetta, cosa non accaduta. Bumgarner si è ingamberato in troppi walks nella prima sfida, pur non concedendo troppe hits. Kickham, poveraccio, con quell’aria da scolaretto al primo giorno di Harvard, è partito bene ma è stato poi travolto dagli eventi e Bochy ha deciso di cambiarlo presto (forse troppo presto?). Morale: 2-0 Oakland e ora vediamo che succede dalla parte giusta del ponte.

GIANTS AT ATHLETICS GARA 1 (1-4): BUMGARNER SENZA CONTROLLO, ATTACCO SENZA VOGLIA

Bumgarner-Straily è il duello sul monte; il nostro Madison non si comporta malissimo, visto che concede poche valide (saranno 4 in quasi 7 inning completi) ma difetta nel controllo, con il conto finale di walks che totalizzerà 5, cosa sicuramente non da lui.

Il match si decide nel 4° inning, quando Donaldson la butta fuori da 2 punti per il 2-0. Noi proviamo a rientrare parzialmente nel match  nel 6° con l’RBI groundout di Posey, da battitore designato, ma appena un inning dopo ecco il doppio di Cespedes che, con Kontos sul monte, chiude un incontro tutto sommato ben poco divertente per un neutrale. Figurarsi per noi che lo perdiamo, battendo 4 miseri singoli in tutto il match.

GIANTS AT ATHLETICS GARA 2 (3-6): KICKHAM, DEBUTTO CON SCONFITTA

E’ il grande giorno di Mike Kickham, al debutto assoluto in MLB (la sua seconda uscita sarà proprio nella sua città natale, St. Louis). Il ragazzo si presenta timido, sarà che gli occhiali gli danno quell’aria ma l’inizio è molto incoraggiante visto che fa fuori rapidamente i primi tre battitori con due groundout e uno strikeout. Nel frattempo i nostri erano passati in vantaggio con l’RBI single di Pence. Incoraggiante inizio dunque.

Sì, ma solo quello.

Tutto il resto infatti se non è da buttare poco ci manca. Kickham inizia il secondo inning con strikeout, singolo, strikeout. Poi incassa il fuoricampo di Norris e la sua partita prende una piega negativa. Se infatti riesce a chiudere l’inning pur concedendo un walk subito dopo, non riesce a portare a termine il terzo, visto che Bochy lo toglie dopo che il singolo di Freiman aveva portato il punteggio sul 4-1. Prima erano arrivati un doppio e tre walks, uno dei quali intenzionale (Bochy ma che ti inventi) e un altro a basi piene, benché millimetrico. Si va per un match di rilievi, che ci costerà altri due punti (walk a basi piene con Gaudin e home run su Mijares).

Dal nostro canto, nel resto del match combiniamo ancora poco; RBI groundout di Posey, come in gara 1, e home run di Pence a buoi ormai scappati. Arrivederci Oakland.

CONSIDERAZIONI FINALI

Il primo imputato per questa mini-serie è l’attacco. Dove vogliamo andare con gli 0-7 di Blanco, gli 0-7 di Sandoval, gli 0-7 di Posey, gli 1-8 di Belt? vogliamo andare a perdere, ecco fatto. Poco altro da dire, l’attacco quest’anno è mancato raramente per cui non facciamo processi, però sarebbe d’uopo fare decisamente meglio in quelle partite che non giochiamo nella ridente località di San Francisco.

Il monte mi mette un po’ i brividi, soprattutto perchè si continua a vedere una coperta tremendamente corta, nel caso in cui (cioè questo) uno dei cinque abbia un raffreddore (o peggio una mano fratturata). Si scava dal fondo del barile, si chiama un ragazzo potenzialmente discreto ma forse non ancora pronto, ci si affida a lui e si spera che gli altri 4 non facciano troppo male (come hanno già fatto più volte). Insomma siamo sul filo del rasoio e la classifica non perdona. La strada è lunga, non possiamo perdere l’ottimismo però c’è il rischio che la situazione precipiti. Peraltro, c’è anche il rischio contrario.

PROSSIMA SERIE: GIANTS VS. ATHLETICS

Toh, chi si rivede. Gli Athletics. Gare di ritorno in programma tra le nostre mura, dove tutto sembra più bello. Sarà più bello però solo se si vinceranno, roba non facile. I match-up saranno Lincecum-Milone e Zito-Griffin. Da vincere per una ragione in più: subito dopo andiamo a St. Louis, ad affrontare una corazzata che al momento è palesemente la più forte della MLB, con un parco lanciatori da fantascienza. Per cui questi due incontri sono da non sbagliare, per poi andare a farci sentire, una buona volta, in trasferta.

 

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