Giants vs. Blue Jays (1-1): un pareggio che sa di brodino

628x471Mini-serie casalinga contro Toronto, una sorta di gare di ritorno rispetto alla trasferta canadese di metà Maggio, nelle quali avevamo subito un notevole 21-9 complessivo, prendendo due scoppole decisamente rilevanti. Di tutt’altra natura sono state invece queste due partite, che si sono concluse con pochissimi punti e valide in entrambe le partite, per un 5-2 totale a favore dei canadesi, ma quantomeno ripartito con un match per parte.

Pitcher dominanti, come detto; dei 18 inning giocati in due partite, in 15 di questi non si sono viste marcature. Dei 35 attacchi complessivi, ben 32 non hanno visto alcun punto andato a segno. Ma al di là di queste cifre, va fatta la considerazione generale che i ragazzi non godono di ottima salute, dal monte all’attacco e, anche se non tutto va rovinosamente, possiamo archiviare questa mini-serie come un brodino insipido dato al malato. Malato che ora deve uscire dall’ospedale e prepararsi a scalare una montagna, identificata nelle nove partite in trasferta, contro avversari di grosso calibro che serviranno a far capire di che pasta siamo fatti.

Prima di parlare di quello che verrà, vediamo come sono andati questi due incontri.

GIANTS VS. BLUE JAYS GARA 1 (2-1): LINCECUM VINTAGE, TORRES DECISIVO

Il pitching duel è di quelli gustosi, immaginando però di essere un paio di anni addietro. Ora le cose vanno diversamente sia per Lincecum che per Johnson ma in via quasi eccezionale, entrambi rispolverano il loro recente passato mettendo assieme una prova di livello. Tim parte maluccio, concedendo un singolo al booeggiato Melky e, dopo il double-play su Bautista, un fuoricampo a Encarnacion. Subito sotto 1-0 nel 1°, come da migliore tradizione.

Si pensa al peggio, invece proprio Lincecum chiude la saracinesca, eliminando i successivi 14 battitori uno dopo l’altro senza indugi. Nel frattempo i Giants avevano ribaltato il risultato nel 2° inning, grazie al fuoricampo line drive di Torres, valente due punti visto l’errore precedente proprio di Encarnacion. Il 2-1 rimaneva così il risultato finale, con i Jays che non battevano mai più di un singolo per 5 hits totali; e gli ultimi due inning venivano gestiti bene da Affeldt e Romo. Tim chiudeva con 7 inning, 3 hits e 1 walk, per 6 strikeouts. Numeri che fanno ricordare il magnifico campione che fu.

Arrivava così una vittoria importante, che però poteva avere maggior valore solo con il bis il giorno successivo. Ma, come vediamo, così non è stato.

GIANTS VS. BLUE JAYS GARA 2 (0-4): FA TUTTO DICKEY; ZITO CEDE NEL 5°

Sfida tra “artisti” sul monte. Da una parte il mago della curveball, Barry Zito, quasi sempre dall’alto rendimento per quel che riguarda le gare interne, dall’altra R.A. Dickey, uno degli ultimi knuckleballer rimasti nella lega. Quando lancia il 38enne ex Mets è un po’ come lanciare una moneta: se esce testa tutti i battitori leggono la sua traiettoria e battono come matti, se esce croce nessuno ci capisce niente e le valide si contano sulle dita di mezza mano. Ebbene, è uscita croce e i ragazzi disputano una partita di sofferenza in attacco, non capendoci nulla e restando a mani vuote. Nessuna valida fino al 4° e due totali, con il Panda proprio nel 4° e con Blanco nel 9°, a buoi ormai scappati.

Zito, dal suo canto, non se la cava poi male ma il 5° inning segna la svolta del suo e dell’intero match. Basta un walk al 42enne Blanco (quello di Toronto ovviamente) per aprire le cataratte dell’attacco Jays e chi è che decide tutto? proprio Dickey, che prima mima il bunt poi batte una grounder a filo di terza base che permette a Blanco di segnare l’1-0. Zito si deprime e concede l’RBI del 2-0 a Bautista e altri due punti a DeRosa, da noi conclamato ex giocatore già nel 2010 e ora arma in più di Toronto nel 2013. Misteri di questo sport.

Lo 0-4 del 5° è anche lo score finale; come detto, i Giants non vedono la palla di Dickey che va vicino al complete game. Qualche brivido nel 9° con due in base e Janssen al suo posto ma il Panda casca nel fatale doppio gioco conclusivo. It’s over.

CONSIDERAZIONI FINALI

La legge della coperta corta ha colpito ancora, ovvero quando c’è l’attacco manca il monte e quando c’è il monte manca l’attacco. In questo caso si è vista la seconda opzione, con un monte molto buono soprattutto nei panni di Lincecum (il match di Zito si può definire appena sotto la sufficienza, ma comunque non disastroso) e un attacco latitante, con 8 valide accumulate in 2 incontri. Chiaro che con questi numeri è difficile vincere le partite e possiamo essere già contenti di aver portato a casa la prima.

La situazione insomma resta piuttosto complicata, con una classifica che ci vede a tre partite da Arizona e dietro anche a Colorado. La buona partenza stagionale di fatto si è annullata con un ultimo periodo nel quale le sconfitte hanno superato le vittorie. Qualche aggiustamento va preso in considerazione se vogliamo lottare fino alla fine, visto che i segnali che arrivano da questi incontri si possono definire tutt’altro che incoraggianti.

PROSSIMA SERIE: GIANTS AT D-BACKS

Più che di prossima serie, c’è da parlare di prossime serie, al plurale. Sono in arrivo, come detto all’inizio, tre serie in trasferta che ci faranno capire il nostro vero livello, se effettivamente possiamo competere al top oppure è necessario aggiustare un po’ di cose. La prima è contro Arizona, sbancata per 3 volte su 3 solo a fine aprile. Ora vedremo se la musica è la stessa oppure no, di certo c’è da portare a casa la serie. Perderla vorrebbe dire scivolare a meno 4 nel caso finisse 1-2 e addirittura a meno 6 nella brutta prospettiva di uno sweep. Invece potremmo agganciarli nel caso di uno sweep a nostro favore. Capirete quanta differenza passi tra tutte queste opzioni; da qui l’importanza della serie.

In seguito avremo le trasferte di Pittsburgh e Atlanta, entrambe pericolosissime. Pittsburgh è una signora squadra, non più la cenerentola della lega com’era fino a due anni fa. Atlanta è la dominatrice incontrastata della propria division e sappiamo tutti quanto sia pericolosa.

Ma ora concentriamoci sui D-backs. I nostri partenti saranno Cain, Bumgarner e Gaudin (probabile), i loro saranno Corbin (che ha un record stagionale di 9-0) e Cahill, con quello di domenica ancora da decidere.

Sotto con i D-backs dunque, il deserto dell’Arizona non ci deve far paura!

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