Giants at Braves 1-2: più rimpianti che sorrisi

Giants Braves Baseball 4Con la trasferta di Atlanta si è concluso l’impegnativo road trip di inizio giugno. Phoenix, Pittsburgh e appunto Atlanta le città attraversate, per una bella gitarella impegnativa. Il bilancio è 4 vinte e 5 perse, appena sotto il par, oserei dire. L’ago della bilancia si è mosso verso una leggera insufficienza grazie a gara 2, che di fatto avevamo condotto bene e vinto fino al 9°, quando è arrivata la beffa finale.

Ma d’altronde il baseball è anche questo; si gioca per almeno 9 inning quindi ci sta di perdere anche all’ultimo, per quanto bruci. Un peccato però, perchè con quella piccola vittoria in più avremmo avuto forse altre parole per questa trasferta. Teniamo anche conto che abbiamo giocato con bende e cerotti, con quasi mezzo lineup fuori per problemi fisici. Proprio in gara 2 avevamo un lineup da spring training, con i pur buonissimi Abreu e Perez titolari, con Quiroz che da quel walk-off goduriosissimo contro i Dodgers non ne ha più imbroccata una, con un Gaudin partente che sì, sta rendendo benissimo, ma che certo resta una soluzione trovata in corsa. Insomma con tutte queste attenuanti ce la siamo giocata, come in generale ci siamo giocate tutte queste tre partite della serie, vincendone però solo una e deludendo veramente solo ieri notte, nel Sunday Night.

Entriamo nei dettagli.

GIANTS AT BRAVES GARA 1 (6-0): TUTTO E’ BENE QUELLO CHE RIESCE BENE

La prima sfida al Turner Field è quanto di meglio si potrebbe immaginare. A sole 24 ore dalla grande prestazione di Cain contro Pittsburgh nell’anniversario del suo perfect game, Bumgarner riesce a replicare l’ottima partita del suo compagno di squadra, lasciando per strada le briciole ad un attacco Braves sempre pericoloso anche se con medie piuttosto ridicole in alcuni elementi comunque di spessore.

La sua linea a fine match recita 7 IP 2 H 1 BB 10 K, con un no-hitter che arriva fino ad inizio sesta ripresa, quando Chris Johnson trova un bloop single sbucciando la palla sulla mazza. Nel frattempo però i nostri erano già andati in fuga, mettendo l’ipoteca sul match. Blanco era stato il protagonista iniziale con un fuoricampo da leadoff subito al primo inning e con un RBI vincente nel 2°. Nel terzo doppio-doppio, prima di Posey poi di Pence e 3-0; altro double-double nel 5°, stavolta Posey-Crawford per il 4-0.  Punti finali nel 7° con ancora Posey a battere un doppio vincente, con un balk finale del disastroso Wood a chiudere i conti.

Il migliore della serata georgiana era decisamente Posey, con 3 hits, ma altri 4 giocatori chiudevano il match con 2 valide a referto. Tutti sereni al piatto grazie soprattutto al lavoro sul monte di MadBum.

GIANTS AT BRAVES GARA 2 (5-6): TUTTO E’ BENE… MA NON FINO ALLA FINE

Il lineup spring training style dà comunque i suoi frutti, visto che i ragazzi si giocano il match e stanno in partita fino alla fine. Anzi, stanno in vantaggio fino alla (quasi) fine, dato che arriviamo al 9° con Romo per portarci a casa il match. Lì però il giocattolo si rompe dopo il primo strikeout. Arriva un walk (cosa non molto comune in Romo), un errore combinato Arias-Crawford che non recuperano una grounder relativamente comoda e un singolo di Heyward a riempire le basi. Sergio a conto pieno lancia un altro ball a filo, che l’arbitro decide di chiamare tale, per il walk a basi piene che dà il pareggio. Dopo la beffa arriva il colpo di grazia con il singolo vincente di Freeman per la vittoria di Atlanta.

E prima cos’era successo? BJ Upton aveva portato avanti i padroni di casa con un solo-shot nel 2° ma poi i nostri erano stati bravi a realizzare tre marcature nella parte alta del 3° grazie agli RBI double di Torres e Abreu e all’RBI single di Pence. Se nel 4° Atlanta si era riportata sotto sul 3-2, i Giants tornavano ad allungare fino al 5-2 nel 5° con ancora Posey, uomo per tutte le stagioni, vicinissimo al fuoricampo ma comunque autore di un RBI double, e con la sac fly di Pence. Poi ancora BJ Upton, a proposito di giocatori forti ma con medie davvero scarse, aveva trovato un altro fuoricampo, stavolta da 2, nel 6° per il 5-4 San Francisco.

E poi l’amaro finale già raccontato.

GIANTS AT BRAVES GARA 3 (0-3): POCO PRODUTTIVI, PER NULLA CONCRETI

Il Sunday Night baseball si fa bello con gara 3 di questa sfida Giants-Braves, magari non sentitissima ma certamente con un bel pezzo di storia, anch’essa. Il duello Lincecum-Teheran è vinto da quest’ultimo, nonostante egli conceda una valida in più rispetto al suo collega (7 contro 6). Fanno però la differenza i walk, uno per Teheran, ben 5 per il solito Lincecum che quanto a controllo, ci fa sempre disperare.

Un leadoff walk per tutti i primi 3 inning costano i primi due punti del match, mentre la terza marcatura arriva nel 6° ed è figlia di un errore di Torres che in modalità casa di riposo: on, ci mette mezzora per chinarsi a prendere una palla che in realtà nemmeno riesce a raccogliere.

Il nostro attacco batte lo stesso numero di valide dei padroni di casa ma difetta tremendamente nella concretizzazione delle occasioni. Due i momenti più intensi e più ricchi di rammarico: nel 4° riempiamo ben bene le basi poi Arias batte una palla raccolta al volo da Justin Upton con un prodigio assoluto. Lì erano due punti sicuri. Il secondo momento è nel 6°, quando ancora riusciamo a riempire le basi ma Noonan si fa cogliere al volo ancora da Justin Upton, stavolta però con un innocuo campanile.

Lì capiamo che la partita ci sfugge via e il 3-0 risulta una montagna troppo alta da scalare. Nel finale esordisce per noi Dunning sul monte, prima che Kimbrel chiuda la serranda con 10 lanci, due strikeout e un flyout.

CONSIDERAZIONI FINALI

Poco da rimproverare direi, almeno per quanto riguarda questa serie. L’attacco ha battuto bene per due match su 3, ed anche nel terzo tutto sommato è stato al livello degli avversari. Da non dimenticare che abbiamo fatto a meno di tre elementi a dir poco decisivi, quali il Panda, Pagan e Scutaro. Per cui l’assoluzione è totale per quel che riguarda il reparto, anche perchè si è visto un ottimo Abreu, un buon Perez (specie in difesa) e i sopravvissuti titolari decisamente in palla. Qualche rincalzo come Noonan e Quiroz non è forse stato all’altezza ma credo che non sia una questione momentanea, bensì proprio il loro valore, specie il buon Quiroz.

Il pitching è il principale imputato delle sconfitte, anche se probabilmente dobbiamo racchiudere le colpe semplicemente in Romo e Lincecum, uno per la salvezza gettata via, l’altro per i soliti problemi di controllo. Niente croci addosso però; una salvezza ogni tanto la si può bruciare, è umano; quanto a Tim, credo che firmeremmo per concedere 2 earned runs in 6 inning ogni partita. Tra un mesetto o poco più rientrerà Vogelsong per cui vedremo come Bochy gestirà la rotazione.

Un occhio alla classifica partendo dai lati positivi. Quello principale riguarda i Dodgers, molto distanti e incapaci di tornare su nonostante le stelle sboccianti e quelle già conclamate. Un altro lato positivo lo si può evincere dal fatto che nonostante il periodo non troppo brillante siamo lì, ad una partita e mezzo da Arizona, ad una da Colorado e con mezza partita di vantaggio su San Diego, nostro prossimo avversario. Insomma, vale il discorso fatto sempre fino ad ora: la volatona è davvero lunga.

PROSSIMA SERIE: GIANTS VS. PADRES

Proprio i Padres andiamo ad affrontare, squadra pericolosissima che incrociamo nel loro miglior momento stagionale. Ricordate l’inizio di stagione? non ne vincevano mezza. Bene, quel periodo appartiene ad un’altra era geologica, ora stanno venendo su come treni, per cui bisognerà prestare la massima attenzione.

Occhio ai match-up: Zito-Volquez, Cain-Cashner, Bumgarner-Stults.

C’è però un’ottima notizia in tutto ciò: saremo nel nostro amato AT&T Park. Là, dove tutto è meraviglioso.

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