Giants at Dodgers (0-3): tutti al mare

lincecum-tim-ethier-scoring-largeEh sì, l’estate è ormai iniziata ed è il momento di pensare alle ferie estive. Avete fatto la prova costume? avete deciso dove andare? il mondo è pieno di posti meravigliosi, di spiagge da sogno, di calette romantiche da godersi in tutta tranquillità…. eh, come dite? questo è il blog dei Giants? peccato, perchè mi verrebbe molto più semplice parlare d’altro.

Invece bisogna parlare dei nostri, che stanno attraversando un momentaccio.

Bisogna fare una premessa. Ci siamo abituati bene da queste parti, dove per “queste parti” si intende tutto ciò che abbiamo condiviso negli ultimi 3 anni. Questo blog, le pagine facebook e twitter, insomma erano tutto un elogio, tutta una gioia, una soddisfazione, per due stagioni su tre a dir poco meravigliose, coronate con il massimo possibile. Abbiamo anche passato un 2011 piuttosto pessimo, che sta sinistramente ricordando questo 2013. Però l’abbiamo superato senza troppi drammi. Per cui dobbiamo fare buon viso a cattiva sorte ed evitare di fare processi, tesi accusatorie e quant’altro. Il baseball va anche così, si vince e poi si perde e poi si vince; il periodo è di quelli bui, ma non tutto è ancora perduto.

Comunque, tornando a bomba in questa serie, c’è ben poco da stare allegri. Abbiamo subito uno sweep dai Dodgers che si aggiunge all’oscena serie contro i Marlins, per un parziale di 6 sconfitte nelle ultime 7. Abbiamo di fatto resuscitato i morti, visto che i Marlins morti erano prima di incontrarci e morti sono tornati dopo averci incontrati (in senso sportivo, chiaramente), mentre i Dodgers erano fuori da ogni ambizione e grazie al gentile omaggio da noi fornito, ora sono tornati in linea di galleggiamento e potete scommetterci che anche loro se la vedranno per i playoffs.

Noi invece siamo qui a leccarci le ferite, siamo precipitati ad un inglorioso 38-40, anche se fa quasi ridere il fatto che lassù pare ci stiano aspettando, visto che nessuna delle contendenti riesce ad andare in fuga ed a mettere assieme una serie di vittorie. I capoclassifica D-Backs sono lontani appena 3 partite e mezzo, Rockies e Padres sono lì ad un passo da noi. Ma noi dobbiamo lavorare su noi stessi, visto che finchè non si vince non c’è margine di risalita. Quindi la missione è tornare in carreggiata; non dimentichiamoci che non siamo ancora al giro di boa del campionato (mancano 3 partite) per cui in linea teorica può ancora accadere di tutto. La svolta avverrà nella prossima serie? si spera, ma anche qualora così non fosse, bisognerà provare a restare fiduciosi. Una cosa è certa: prima o poi torneremo a vincere, prima o poi ne vinceremo anche due consecutive, e vedrete che il nostro umore migliorerà.

GIANTS AT DODGERS GARA 1 (1-3): BATTIAMO DI PIU’, MA CEDIAMO NEL FINALE

Ecco, tra le cose positive di questa serie, o meglio, tra le cose forse consolanti, c’è quella di esserci giocati tutte e queste tre partite, arrivando alla fine con un margine ridotto rispetto ai padroni di casa. Peccato che sia mancato sempre quel pizzico di fortuna, la quale però come suggerisce il titolo iniziale, è già al mare.

Prima del match la buona notizia era quella del ritorno del Panda nel roster e quindi nel lineup, dopo l’infortunio, mentre quella pessima era relativa all’infortunio di Pagan, che sarà costretto a rimanere lontano dai campi per circa 12 settimane, con rientro (eventuale) a metà settembre, forse appena in tempo per la fase finale di regular season.

Bumgarner-Ryu si sfidano sul monte, con un botta e risposta nel giro di un inning (bassa del primo e alta del secondo) che fissa il risultato sull’1-1, con l’homer del nuovo idolo dei caschi blu Puig, e l’RBI double di Torres. Il match non si schioda fino alla fine ma abbiamo almeno due grandi occasioni per passare davanti, mentre invece i Dodgers restano a guardare. Nel 3° riempiamo le basi con 2 outs ma Crawford si fa eliminare al volo; nel 5° un rimpianto ancor maggiore. Altre basi piene, stavolta con 1 out, e arriva un sanguinoso doppio gioco su palla battuta ancora da Crawford. Proprio Crawford era entrato per Arias, il quale si era infortunato correndo per le basi nel punto dell’1-1 (e, a proposito di buone notizie, rischio DL per lui).

Gol sbagliati gol subiti, mutuando il gergo calcistico. Nell’ottavo ecco il capitombolo: doppio di Punto da leadoff, poi bunt di Ellis con Bumgarner che sbaglia clamorosamente l’assistenza in prima. Morale: due salvi e nessun out. Fuori MadBum (comunque ottima la sua partita) e dentro il riabilitato Kontos che incassa il singolo vincente di Puig per il 2-1. Poi, con Rosario sul monte, arriva il 3-1, con i Giants che effettuano un out senza però andare a casa base, dove arriva Ellis.

Il match si chiude lì, visto che nella bassa del 9° andiamo in base solo con Abreu, peraltro dopo uno strikeout. Ma non ci rendiamo pericolosi.

GIANTS AT DODGERS GARA 2 (5-6): KICKHAM SE LA CAVA, LA RIMONTA SI INFRANGE SU KEMP

Duello rustico sul monte, Kickham-Fife, non certo molto stuzzicante per i palati fini del baseball. Ma c’è da vincere ad ogni costo, senza spazio per gli esteti del gioco.

I primi due inning e mezzo (quindi i nostri 3 attacchi) si concludono senza alcun uomo in base, smentendo un po’ le premesse che volevano una carrettata di valide, ma c’è modo di rimediare. Nella bassa del 3° i Dodgers vanno a segno; dopo il leadoff double di Federowicz arriva il fuoricampo di Ellis per il 2-0, mentre da parte nostra rispondiamo con la prima hit nel 4°, che corrisponde al fuoricampo di Posey, che vale il 2-1.

Nel 5° arriva addirittura il pari; due singoli da leadoff (Pence e Belt) contribuiscono a mandarci a segno nonostante il groundout di Torres, poi nella bassa del 6° si chiude male la partita di un buon Kickham, capace comunque di reggere l’attacco Dodgers almeno per 4 inning su 6. Kickham incassa l’HR da 2 di Hanley, per poi concedere altri due singoli e lasciare la palla a Dunning, che non si dimostra affidabilissimo e chiude la ripresa con altri due punti sul groppone per un 6-2 che sembra la pietra tombale sul match.

I Giants sfigati di questa fase hanno però ancora la qualità del carattere, per cui non lasciano andare via la partita. Belt homerizza subito dopo per il 3-6, poi nel 9° proviamo il rimontone. RBI prima di Belt e poi di Torres, per il 5-6, senza alcun out. Poi singolo di Crawford, ci si trova così con 2 uomini in base e nessun eliminato, si pregusta almeno l’aggancio. Ma sciupiamo tutto: arrivano il flyout di Perez e lo strikeout di Blanco. C’è ancora la speranza Scutaro; Marco batte lungo lungo ma Kemp si impegna in una presa complicata, che ricorda quella di Venable di pochi giorni prima. La rimonta sfuma proprio quando sembrava cosa fatta. Amarezza.

GIANTS AT DODGERS GARA 3 (2-4): PIU’ EQUILIBRATA DEL PREVISTO, MA A FESTEGGIARE SONO ANCORA LORO

Lincecum-Kershaw sulla carta pare un duello impari, soprattutto se vediamo il 2013 di Kershaw e l’ultimo paio di anni di Lincecum. Eppure il match resta sul filo dell’equilibrio per larga parte dello stesso, se non per tutto il match, e anzi i nostri provano anche l’ebbrezza di stare in vantaggio nel risultato per un paio di inning, emozioni forse troppo forti e che non si provavano da troppo tempo.

L’inizio è di quelli soft, con Tim che rischia qualcosina nel 2° incassando il doppio del solito spauracchio Puig. Ma ne esce indenne. Non così accade nel 3° quando tre singoli su quattro battitori portano “appena” un punto alla causa Dodgers. Vantaggio che però dura pochi minuti, visto che giusto il tempo di cambiare attacco che Posey la spara fuori dopo il walk preso da Scutaro. 2-1 per noi con Posey che rimarrà, ahinoi, di fatto l’unico a leggere la traieittoria di Kershaw (chiuderemo con 5 valide totali, 3 di Buster).

Stiamo quindi in vantaggio dall’alta del 4° alla bassa del 6°. Aaaaaah, che sensazione inebriante!

Tutto si sgonfia però, visto che nel 6° arrivano, nell’ordine: singolo di Hanley che poi ruba la seconda con Hector che perde la palla, singolo di Ethier per il 2-2 con successiva altra rubata, doppio di Ellis per il 3-2, singolo di Uribe e il più classico dei wild pitches alla Lincecum, per il 4-2, che al termine di questa doccia scozzese vuol dire match compromesso. E Lincecum, a buoi scappati, giù dal monte.

Il risultato maturato nel 6° sarà poi quello finale, non prima però della beffa targata 9° inning. Anche qui, come 24 ore prima, due in base senza outs e anche qui nessuna rimonta. Kappa di Pence, kappa del Panda e poppone di Belt, per uno sweep dolce come fare una colazione con aglio e mostarda.

PROSSIMA SERIE: GIANTS AT ROCKIES

Niente di peggio che andare a far visita a Coors Field, quando la situazione è critica. Ma che diamine, le vorremo perdere tutte da qui alla fine? credo di no, per cui perchè non cominciare ad invertire la rotta dall’osticissima Denver con il suo odiatissimo ballpark? Tanto più che è uno scontro diretto, visto che i Rockies gravitano attorno a noi, in classifica.

Match-up Zito-Chacin, Cain-DeLaRosa, Bumgarner-Nicasio.

Maestro, è ora di cambiare musica. Prego.

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