Archivio per agosto, 2013

Giants @ Rockies (1-2): umiliazione evitata, balliamoci sopra

Posted in Resoconti on 29 agosto 2013 by Mat

maxresdefaultUltima serie dell’anno a Coors Field, ballpark che è per tradizione nemico dei Giants, i quali sono amici del buon pitching. Per cui le due cose non potranno mai andare d’amore e d’accordo. Ci aspettavamo una serie equilibrata tra due squadre libere da ostacoli mentali e così è stato, con gara 3 a decidere l’esito della serie stessa.

Il problema è che quando giochi libero mentalmente e oltretutto hai una squadra dal basso rendimento, c’è il rischio che le cose possano prendere una brutta piega, sotto forma di qualche figuraccia. E infatti è quello che a momenti succedeva proprio nell’ultima sfida, gara 3, quando per 7 inning e 2 battitori, nessuno dei nostri ha battuto mezza valida, al cospetto di Chacin, il quale è andato vicino al no-hitter.

Subire un no-hitter (oppure lanciarlo, come volete) a Coors Field è una rarità assoluta, anzi, è un evento accaduto solo una volta nella storia diciottennale di questo ballpark. Precisamente nel 1996, quando Nomo, dei Dodgers, riuscì nell’impresa. Capirete dunque che uscire hitless da uno stadio simile sarebbe equivalso ad un’onta da lavare solo col sangue. Ovviamente esagero, però per fortuna non siamo qui a parlarne. Ne abbiamo preso uno quest’anno, da Cincinnati, e può bastare per qualche annetto, direi.

Pertanto torniamo indietro di due giorni rispetto a gara 3 e balliamoci sopra. Parlo dell’immediato prepartita di gara 1 quando il Panda si carica con i compagni, incrocia Pence, partono un paio di high-five e…. un balletto (come da foto di copertina). Roba inguardabile, ma divertente, oltre che un segno della buona atmosfera della clubhouse. Bene, pensando al pericolo scampato del no-hitter, balliamoci sopra. E chissenefrega della classifica ormai compromessa.

GIANTS @ ROCKIES GARA 1 (1-6): ZITO INFILZATO COME UN TORDO, GIANTS IMPERCETTIBILI

Poca storia in questa prima sfida della serie, pur con l’incoraggiante balletto prepartita dei due nostri simpaticoni Panda e Pence. Zito prende la via del monte e i nostri outfielders sono chiamati agli straordinari. Pence nel 1° inning è protagonista di un frontale con il muro, il quale gli viene addosso a velocità troppo elevata con il buon Hunter in corsia di sorpasso. C’è constatazione amichevole per fortuna tra i due e, se il muro se la cava senza danni, Pence ha bisogno di un minutino per capire chi sia e dove si trovi. Ad ogni modo tutto si risolve senza problemi; sospiro di sollievo.

Il match si incanala velocemente per la via di Colorado, con il nostro Zito che fa capire subito di non essere molto all’altezza della situazione, suo malgrado. Zeets incassa il 2-run HR di nonno Helton nel 2° e il solo-shot di Blackmon nella ripresa successiva. Già il 3-0 pare un ostacolo troppo grande per il nostro attacco, visto che Nicasio gestisce senza problemi le proprie sessioni di lanci. Inoltre, il partente neroviola contribuisce alla vittoria di egli stesso, andando a battere un singolo a basi piene nel 4° inning. Il punto che entra è uno, ma subito dopo il groundout di Blackmon fissa lo score sul 5-0. E chi rimonta più?

Finale adatto solo agli amanti delle statistiche, visto che pensare di rimontare 5 punti non è cosa per i Giants versione 2013. Tanto più che subiamo la sesta marcatura nel 7° con Mijares sul monte. Arriva però il punto della bandiera prima di andare tutti in albergo. Lo si deve ad Arias che batte il suo RBI double per il 6-1 finale. Ritentiamo, saremo più fortunati.

GIANTS @ ROCKIES GARA 2 (5-3): PETIT … EST GRAND, OVVERO GIANT

Prima uscita stagionale per Yusmeiro Petit dall’inizio, a sostituire il convalescente Cain dopo la legnata presa sul braccio qualche giorno addietro. Ci si aspettava una Caporetto del buon Yusmeiro, invece probabilmente in America non sanno nemmeno cosa sia Caporetto, pertanto ne è uscita una bella partita da parte nostra, con Petit che in francese vorrà pur dire piccolo, ma che ha sfoderato una prestazione da gigante, ovvero da Giant.

Va detto che ad aiutare il nostro neo partente ci ha pensato l’attacco nel 1° inning, visto che il duo ballerino Pence-Panda si è reso protagonista di un back-to-back home run, per la prima volta in stagione della nostra franchigia. Sul 3-0 la partita ci è parsa subito interessante per noi e il tentativo di rimonta Rockies si è arrestato a due marcature, una nel 3° ed una nel 4°, con Petit che era bravo a non sbroccare e concedere di tutto. Nel 6° ecco un po’ di ossigeno per il nostro attacco, con il singolo vincente di Hector per un punteggio che va sul 4-2. Altro inning ed altra marcatura; stavolta è tutto merito di Blanco che non si accontenta del doppio ma prova con successo a raggiungere la terza, approfittando dell’impaccio di Blackmon. Da lì arriva la sacfly di Scutaro che vale il 5-2.

Subito dopo Rosario concede il terzo punto ai padroni di casa ma sarà l’ultimo pericolo del match. Casilla nell’8° e Romo nel 9° ci consegnano la vittoria. E uno pari nella serie.

GIANTS @ ROCKIES GARA 3 (4-5): QUASI NO-HITTER, POI QUASI RIMONTA

Bumgarner-Chacin sul monte, con il nostro sulla carta favorito. E per fortuna, verrebbe da dire, visto poi com’è andata. Nel 2° i Rockies aprono le marcature con il doppio di Arenado che segue il singolo di Rosario, da leadoff. Nel 4° i nostri sono ancora a secco di valide (come detto lo saranno fino alla fine del 7°) ma riescono comunque a pareggiare l’incontro. Lo si deve ad un errore di Tulowitzki che pasticcia con la palla, consentendo l’approdo in base di Posey (prima Belt si era preso un walk). Andiamo quindi a segnare con un RBI groundout double play di Pence, forse il modo peggiore per mettere a segno un punto, che comunque vale uno, per cui ce lo teniamo. Ma prima di festeggiare c’è da battere una misera valida, almeno.

Nel frattempo però i Rockies pensano a blindare il match. Avviene nel 6° quando Bumgarner inizia male l’inning dopo una buona partita fino a quel momento e il bullpen, come spesso capita, non lo sorregge, anzi, lo affonda. Machi infatti subisce di tutto e Colorado va sul 5-1. Per fortuna nel 7°, con già due out, arriva la valida salva-faccia di Crawford, che ci permette di respirare e di evitare l’umiliazione. Sull’onda dell'”entusiasmo” arrivano anche 3 punti nell’8°, coronando quasi una rimonta a dir poco improbabile solo dieci minuti prima. Gli RBi di Belt, Posey e Pence invece ci rimettono in carreggiata, anche se non bastano per completare l’opera, visto che dopo l’ultimo singolo vincente di Pence, non mettiamo più nessuno in base, nè nell’8° nè nell’inning successivo.

Persa, ma almeno figuraccia evitata.

PROSSIMA SERIE: GIANTS @ DIAMONDBACKS

Serie nel deserto di Phoenix in arrivo, con un’estate che sta finendo anche dalle loro parti ma che è ancora calda, soprattutto dalle loro parti, anche per ragioni di classifica. I D’Backs sono ancora in lotta sia per la division che per la wild card, ma in entrambi i casi sembrano troppo lontani dalla meta. Verrebbe quasi da tifare per loro, se ciò servisse a scalzare una certa squadra dalla vetta, ma visto che il gap è assolutamente incolmabile tra seconda e prima, direi di pensare a noi e di portarci a casa più match possibili. Uno? voglio esagerare.

Match-up, da venerdì: Lincecum-Delgado, Vogelsong-Cahill, TBD (Zito? Petit?)-Corbin. Facciamoci valere.

 

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Giants vs Pirates (2-2): pari e patta, niente saccheggio

Posted in Resoconti on 26 agosto 2013 by Mat

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[Articolo scritto da Giorgio Sigon]

La serie contro i lanciatissimi Pirates rischiava di trasformarsi in una passerella trionfale per i gialloneri. Oramai sono lontanissimi i tempi in cui noi “sfruttavamo” la loro situazione disastrata per avanzare in classifica.

La stagione però non è finita e portarla a termine in modo decoroso è obbligatorio per chi può vestire la patch di “World Series Champions”. Ecco che allora i nostri, dopo averci fatto demoralizzare ulteriormente nelle prime due gare, tirano fuori l’orgoglio e conquistano due W consecutive in maniera quasi perentoria.

News dal monte: Cain si fa male e viene richiamato Petit che sarà il partente in gara 2 contro Colorado

GIANTS vs PIRATES GARA 1 (5-10): CAIN ABBATTUTO E SCATTO PIRATES

A vedere i primi due inning sembrava l’ennesimo strazio stagionale. Una di quelle partite che, alla fine del secondo,  sai non potrai (quasi) mai vincere. Una di quelle che ti fa pensare “ma chi me lo fa fare di restare alzato stanotte….”. Invece i Giants, dopo essere andati subito sotto 3-0 con Cain che ha concesso due homerun, trovano la forza di tornare a giocarsela andando sul 3-3 grazie alla sacfly di Posey e al doppio di Scutaro. Nel 4° inning però Sanchez gira una linea che si va a schiantare sul braccio di Cain. Matt è costretto ad abbandonare il campo (andrà per la prima volta in DL) e i rilievi non riescono ad azzeccarne una.

La gioia del pari dura lo spazio di un hotdog: Moscoso riempie le basi con 0 out. Tocca a MiJares che si trova Alvarez come cliente: ground rule double e Pirates di nuovo avanti. Poco dopo, sempre nella stessa ripresa, le basi si riempiono di nuovo e questa volta è Tabata a ripulirle con un doppio.  Pittssburgh mette a referto SETTE punti nel 5° inning, giusto per evitare una seconda rimonta.

Nel finale doppio di Crawford per il 10-5 finale.  Bene al piatto Pill che fa registrare un bel 3/4

 

GIANTS vs PIRATES GARA 2 (1-3): QUANDO BASTA UNO SWING PER FARCI FUORI

Come spesso accade, dopo una scorpacciata di punti in gara 1, arriva una partita più “accorta” con monte e difese che funzionano decisamente meglio. Bumgarner e Morton dimostrano ottima solidità e venendo assistiti in maniera più che superba (leggi i due colti rubando di Pence e Blanco)

Inevitabilmente la gara si decide su singoli episodi. Il primo è un mezzo regalo di Mercer che, con corridori agli angoli, non acchiappa in arretramento un pop di Kieschnick (c’erano 2 out sul conto).

Il secondo è quello che decide tutto: nel 7° ci sono due singoli e un sac bunt che mette due corridori in posizione punto. Al piatto si presenta Barnes che gira una palla bassa e interna spedendola oltre la barriera. Fuoricampo del 3-1 e tanti saluti ai poveri Giants che avrebbero nel 9° la possibilità di pareggiare ma con un uomo in base e Melancon sul monte ((0.93 di ERA) non arriva l’homerun  tanto desiderato.

GIANTS vs PIRATES GARA 3 (6-3): VASCELLO DIFESO ALLA GRANDE. NIENTE BANDIERA BIANCA

L’AT&T Park sembrava ormai prossimo al saccheggio. McCutchen e soci arrivavano da ogni dove sperando di continuare a migliorare il proprio record. Possiamo già dare per scontato che finalmente i Pirates riusciranno a chiudere la stagione sopra quota .500. Gente che oggi ha l’età legale per votare non era ancora nata l’ultima volta che Pittsburgh riuscì a chiudere la regular season con un record positivo.

Partenza a razzo dei nostri che mettono subito un bel cuscinetto di sicurezza. Nonostante sul monte ci sia Francisco Liriano, il nostro lineup riesce ad andare tutto al piatto nella prima ripresa con Liriano che ne esce dopo quasi 40 lanci. Scutaro, Arias e Posey confezionano l’1-0. Poi arriva un wild pitch e una demi-voleè tennistica da parte di Pill che viene premiata dalla sorte (2-0). Sandoval e Blanco mettono un altro RBI a testa a siamo subito 4 a niente per noi!

Licecum ringrazia e piazza 3 K filati nel secondo inning, mentre nella quarta ripresa concede subito due walk e con corridori agli angoli e un solo out, Tim cala altri due strikeout! Bene così!

Liriano sfonda quota 100 lanci già nel 4° e lascia la partita. I Pirates invece, dal nulla, trovano la prima mazzata: Sanchez gira la fastball di Lincecum e la sbatte fuori. 4-1 per noi ma anche in questo caso il nostro “Freak” ne esce bene. Dopo un walk e un wild pitch arriva un K  un popout che risolvono la delicata situazione.

Colpito, singolo, sacbunt e wild pitch è la combinazione vincente che nella parte bassa del 5° ci riporta avanti di 4 lunghezze.

Tim scende dal monte dopo 5.1ip con due corridori in posizione punto: siamo 5-1 con loro che hanno battuto appena 3 valide (contro le 10 nostre). Mijares incassa subito un RBI single e tocca a Machi evitare altri danni ma la musica non cambia. Altro singolo e altro punto. Ora siamo 5-3 con uomini in prima e seconda e sempre un solo out.  Uno strikeout e una bella presa del Panda ci fanno tirare un sospiro di sollievo.

Il 6-3 è frutto del 2 out single del Panda che porta a casa Pence. Nel 7° corriamo qualche rischi con l’errore di Scutaro ma Javi Lopez fa il suo traghettandoci verso un finale decisamente più tranquillo con Romo che fa registrare la salvezza numero 31 in stagione.

GIANTS vs PIRATES GARA 4 (4-0): VITTORIA D’ALTRI TEMPI.

Lo stile Giants che ci ha permesso di essere Campioni del Mondo due volte negli ultimi 3 anni è fatto di partite vinte a piccoli passi e con una difesa che lascia poco spazio alle mazze avversarie. Ecco: gara 4 ricalca quel quasi disperso stile Giants. Questa partita non ha una precisa collocazione temporale: se me la facessero vedere e mi dicessero che è una gara del 2011 ci crederei senza problemi.

Vogelsong è perfetto e concede solo 3 valide ai Pirates.

La gara si apre con una estirada (verticale) di Sandoval che dà ancora una volta dimostrazione di atletismo perfetto nonostante la stazza. I nostri, con corridori agli angoli e un solo out, incappano in un sanguinoso doppio gioco ma avranno modo di rifarsi nel terzo. La situazione è la stessa ma ci sono due out sul conto. Posey gira un singolo che sblocca la gara.

Tutto scorre in maniera perfetta per la nostra difesa che fa registrare un colto rubando e un doppio gioco su un sac bunt. In attacco riempiamo le basi con 2 out (dopo un paio di wild pitch di Burnett) ma non capitalizziamo…per il momento

Come ai vecchi tempi l’affondo attiva in late stage: è nell’ottavo infatti che mettiamo la freccia. Singolo di Posey, singolo di Pence e (udite udite) primo triplo di stagione per il Panda che porta a casa i compagni (3-0). Il punto esclamativo lo mette Arias per il 4-0 finale.

PROSSIMA SERIE:

Lasciamo la Baia per trasferirci in Colorado. Da stanotte parte la serie contro i Rockies. Primo matchup tra Zito e Nicasio.

Giants vs. Red Sox (1-2): due sberloni e un bel sorriso nel mezzo

Posted in Resoconti on 22 agosto 2013 by Mat

Red_Sox_Giants_Baseba_Cong_1_A volte viene da chiedersi: ma quanto contano le motivazioni in questo sport? la risposta che mi viene da dare è sempre “poco o nulla”, anche se d’istinto può sembrare un’inesattezza. Di fatto però in una partita singola tutto può accadere e mi risulta anche molto difficile pensare che chi va al piatto riesca ad impegnarsi un pochino meno per battere meglio che può. E’ il famoso discorso degli intangibili, vecchio come il baseball.

Tutto questo per arrivare a dire che se credessi al discorso motivazionale non avrei dubbi a spiegare le tre partite casalinghe disputate contro i Red Sox, squadra assetata di vittorie e in caccia di un posto in paradiso per giocarsi finalmente i playoffs dopo qualche stagione di vacche magre.

Gara 1: i Red Sox vanno in casa dei campioni del mondo in carica, pertanto c’è massimo rispetto e massima motivazione per fare bene. Di contro trovano una squadra che sta vivendo una pessima stagione. Risultato: 7-0 Boston. Gara 2: i Red Sox si rendono conto che di fronte hanno dei disperati e non c’è nemmeno bisogno di schiacciare troppo il piede sull’acceleratore per vincere, tanto più che all’inizio vanno avanti 2-0. I Giants approfittano di questa leggerezza e vanno a prendersi la vittoria in extremis. Risultato: 3-2 SF. Gara 3: i Red Sox, consci della partita buttata al vento causa sottovalutazione, capiscono che devono dare l’anima in ogni match e chiudere i conti fin da subito. I Giants tornano nell’oblio anche perché una l’hanno vinta, quindi la faccia è salva. Risultato: 12-1 Boston.

Facile, no? bastasse la motivazione, sarebbe tutto molto facilmente spiegabile. Invece credo che non sia così, ovvero che l’andamento di questi incontri abbia poco a che vedere con le motivazioni. Più semplicemente, o forse meno semplicemente dovrei dire, tecnicamente i Red Sox sono di un’altra pasta rispetto a noi e lo hanno dimostrato in due occasioni su tre. Nella seconda invece ha prevalso la casualità della singola partita, nella quale gli episodi possono far vincere un match ad una squadra o ad un’altra. E abbiamo vinto noi.

Beh, direi che si può essere comunque soddisfatti, anche perché visto che le nostre esigenze di classifica sono inesistenti, evitare uno sweep casalingo era il minimo obiettivo. Farlo oltretutto contro una delle più forti squadre in MLB di quest’anno è cosa buona. Certo, se andiamo a vedere la somma dei punti messi a segno in tre sfide, viene fuori un orrendo 21-4. Robe indegne, verrebbe da dire, ma è bastato vincerne una per regalarci un sorriso. E oltretutto in walk-off. E oltretutto è stato DFAto Francoeur. Complimenti a chi credeva in un bidone simile. Gioiamo, popolo arancionero!

GIANTS VS. RED SOX GARA 1 (0-7): PRONTO GIANTS? C’E’ NESSUNO?

A Lincecum l’onore di salire sul monte per primo in questa sfida (Lester per gli avversari). Il buon Tim resta sempre buon, ma non eccelle nella sua prestazione, tutt’altro. Se la cava nel 1° pur incassando il doppio di Victorino, ma cede già nel secondo vedendosi sbucare valide da tutte le parti, inframezzate da un walk, una sacfly, un bunt, una catcher interference. Insomma un gustoso mix per gli ospiti che si portano sul 3-0.

Nel 5° arrivano altri due punti per le calzette rosse. Poi Lincecum viene panchinato da Bochy ma la musica cambia poco, visto che un wild pitch di Moscoso fa segnare ancora gli ospiti. Nel 9° i Red Sox completano l’opera con altre due segnature al cospetto stavolta di Mijares. E i Giants offensivi? offensivi per chi è andato a vedere la partita, forse. Nessun segno di vita, se non 6 valide e nessuna extra base. Poche possibilità per segnare e nessuna segnatura di fatto. Voltare pagina, grazie, e mostrarsi un filino più vogliosi di non fare figuracce.

GIANTS VS. RED SOX GARA 2 (3-2): TOH, DAL NULLA SBUCA UN WALK-OFF

Gara 2, se si basa sul discorso delle motivazioni di cui ho parlato ad inizio dell’articolo, è quella che ci deve dare una piccola scossa, mentre i Red Sox, al contrario, pensano di avere a che fare con una squadretta di dilettanti. E invece no. Vero o non vero questo discorso, ne esce una partita finalmente equilibrata, nella quale i ragazzi dimostrano di essere dei giocatori professionisti di baseball, e di avere anche un discreto seguito di tifosi (eufemismo) per qualche valido motivo.

Eppure l’inizio non è dei migliori per noi, anzi. Pronti via ed ecco che Vogelsong riempie le basi senza eliminare nessuno, poi arriva la sacfly dell’1-0. Inizio della fine? Goleada in arrivo? no, stranamente no. L’inning va via senza altre segnature mentre l’home run di Victorino in apertura di terzo chiude i rubinetti degli ospiti, invece che dare nuovamente il via ad un’altra portata abbondante di marcature.

Vogelsong ha il merito di tenere lì gli avversari, a portata di aggancio, mentre i nostri dapprima sprecano il leadoff triple di Belt nel 4°, poi segnano grazie ad un altro triplo, stavolta di Arias, che avendo Kieschnick in prima, può vedere il suo compagno segnare l’1-2. Arias in terza e senza outs ci resta fino alla fine dell’inning mentre nel 6° Belt quasi replica quanto fatto 2 inning prima. Leadoff extra-base hit (doppio, stavolta) ma nessuno che lo aiuta a segnare. Sembra un’altra partita stregata (non di questa serie, ovviamente) ma anche Boston spreca un leadoff double subito dopo, così si capisce che si può ancora ragionare. Posey nell’8° batte una palla che Victorino raccoglie in territorio di foul, ma Scutaro riesce a segnare partendo dopo l’eliminazione di Buster. E’ 2-2.

Si va verso la fase terminale del match. Nell’alta del 9° Romo è perfetto con tre groundout, in attacco invece per vincere ci basta un singoletto a basi vuote; è quello di Kieschinck. Dopo infatti arriva un walk su Torres, un hit by pitch su Hector e un walk su Scutaro, che permette il punto del match. Forse l’ultimo lancio era un mezzo strike, ma non è un problema nostro. Si vince.

GIANTS VS. RED SOX GARA 3 (1-12): ZITO FA EFFETTO SFOLLAGENTE, TUTTI VIA IN ANTICIPO

Bel pomeriggio di baseball all’AT&T Park, la temperatura è ideale sia per giocare che per abbronzarsi un po’. Anzi, pensandoci bene sarebbe una buona idea vedere parte del match e poi farsi una bella gitarella in barca a vela per la baia, per assaporare quel venticello che ti fa sentire come un Papa. Sì sì, ottima idea.

Chi ha pensato così ha trovato in gara 3 il suo match ideale. Zito, causa tunnel carpale per Gaudin, ritrova un posto nella rotazione. Primo inning senza punti e quindi equilibrato, secondo inning con un fuoricampo da 2 punti di Middlebrooks e il primo fuoricampo stagionale (era ora) di Arias, terzo inning con grandinata di hits degli ospiti e match che va sul 5-1. Giusto per mettere in chiaro le cose, nella ripresa successiva arriva un altro chiodo sulla bara della partita: 6-1, e chi li rimonta più? vada per la gitarella e la partita finitevela voi.

Il resto del match è quindi una passerella, anche se a dire la verità abbiamo un pubblico così fedele che non in tantissimi se ne vanno prima del 7°. Ma il fil rouge dell’incontro resta il medesimo. Kickham fa lo Zito, 4 inning anche per lui e 6 punti concessi anche per lui. Finale di 12-1 che ha il sapore di un match di disinteressato spring training. Beh, contenti voi, contenti tutti.

PROSSIMA SFIDA: GIANTS VS. PIRATES

A proposito di squadre forti, ecco qui qualcuno di interessante. I Pirates, leader della NL Central e sempre più gasati dal vicino approdo alla prima stagione con record positivo dopo millenni. Se lo meritano dai, però occhio perché troveranno di fronte dei Giants assetati di sangue.

No, sto scherzando. Saremo i soliti: orgogliosi sì e molto, ma poco competitivi, poco forti e con l’obiettivo minimo di vincerne almeno una su 4, evitando figure barbine, no-hitters, perfect games e quant’altro. E’ richiesto il minimo sindacale insomma. E in bocca al lupo ai Pirati per il resto della stagione.

Match-up: Cain-Locke, Bumgarner-Morton, Lincecum-Liriano, Vogelsong-Burnett.

E forza Red Sox per il weekend! (vedasi schedule).

 

Giants @ Marlins (2-1): Allora non è colpa del Papa!

Posted in Resoconti on 19 agosto 2013 by Mat

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[Articolo scritto da Giorgio Sigon]

Lo ammetto, sono dovuto andare a rivedere il giorno dell’ elezione di Papa Francesco quale 266° Vescovo di Roma. Il mio dubbio era: da quando c’è il nuovo Pontefice abbiamo ma messo a segno uno sweep? La risposta è sì ma la disabitudine dei nostri a portare a casa un 3-0 era talmente radicata che mi sono dovuto affidare a internet per svelare l’arcano.

Contro i Marlins, una delle poche squadre ad avere un record peggiore del nostro, è finita 25-24 in tre partite (!!) in una serie che, tra gara 1 e gara 3, è servita ad aggiustare (in meglio) le statistiche di chi si presentava al piatto.

Il problema di stagioni come questa è quello di trovare qualcosa di interessante da dire da maggio a settembre cercando di stuzzicare il lettore che sa già che bisogna pensare (e bene) all’anno che verrà. Quindi l’attesa è per l’allargamento del roster a 40 in modo da poter lanciare sul diamante qualche prospetto interessante. Inoltre c’è il capitolo legato al mercato visto che ci sono un paio di contratti pensanti da smaltire. Difficile però che l’alta dirigenza Arancionera riesca a far fare a qualche altro GM la figura dell’allocco.

GIANTS @ NATIONALS GARA 1 (14-10): PURE IO AVREI MESSO A REFERTO VALIDE E RBI

Visto che l’All Star Game della MLB sta diventando sempre più simile (nel punteggio) a gare “normali” di regular season, il parallelo lo facciamo con l’ASG della NBA dove possiamo godere nel vedere passaggi dietro la schiena, Alley-oop e tutto ciò che ci farebbe alzare al cielo il classico foglietto con un “10” stampato sopra.

24 punti, 35 valide, 3 errori e più tripli che fuoricampo (incredibile davvero). I nostri si ricordano che Eovaldi  era stato sul monte dei Dodgers e gli riservano un bel trattamento. Il pitcher dei Marlins concede qualcosa come 12 valide in 3 inning…. sembrava il fratello gemello di Humber…. fate voi! La parte alta del lineup (Scutaro, Crawford, Belt, Pence) somma 11 punti fatti e 12 H messe a segno.

Il Panda però è uno che non si fa parlare dietro e allora chiude la gara con un succulento 4/4 con 3 RBI e 2 basi ball. Infine c’è la gemma di Hector Sanchez che fa registrare un 3-run blast! 7-0 nei primi due inning, poi subiamo il primo tentativo di rimonta di Miami che fa 9 punti in 3 inning. Noi però ne mettiamo 5 nel 4° inning e 2 nel 7°…e tanti saluti.

Male Gaudin (una gara storta ci può stare) che scende dal monte dopo 4 inning con 11 H e 8 R concessi.

GIANTS @ MARLINS GARA 2 (6-4): INCREDIBILE A DIRSI ARRIVA LA TERZA W DI FILA

Con Cain e Alvarez a lanciare si torna alla normalità con i nostri che riescono a fare più punti che valide. Questo però non vuol dire che non ci siano state situazioni “divertenti”, belle giocate e anche arrabbiature epiche.

Sandoval ci fa capire che anche se la stagione è andata, anche se dovremo passare l’autunno a gufare i Dodgers, lui ci mette il 110% sempre e comunque. Basta vedere quel che il Panda ha fatto nel 4° inning. Con uomini in seconda e in terza Pablone batte una rimbalzante verso la prima. Lo schema è quello classico: lanciatore che corre sul cuscinetto per ricevere l’assistenza. Morrison però, come spesso succede, fa segno “tranquillo ci penso io” e inizia a trotterellare verso la prima per un comodo (?) terzo out. Morrison però non ha fatto i conti con la nuova silhouette di Sandoval che corre, corre, corre e si butta in avanti. C’è la collisione con l’avversario che era andato in scivolata ma il nostro è salvo! Bravo Panda e vantaggio nostro. Poi arriva il punto di Posey grazie a un balk e poi Blanco approfitta di un errore di calcolo in tuffo di Marisnick. Triplo per lo squalo e 4-0 per noi

Per Cain tutto tranquillo. Pazzesco invece quello che fa Alvarez al piatto. Il dirimpettaio di Matt mostra il bunt ma poi molla la mazza (forse per paura di essere colpito alla mano). Incredibilmente la palla viene toccata dalla mazza a mezz’aria. Peccato che finisca in foul….sarebbe stato da ridere se (per caso) fosse arrivata una valida (ma anche un sac bunt). Cain abbozza un sorriso ma di lì a poco si arrabbierà come uno che ha appena ricevuto 4 cartelle da Equitalia…. Sul conto pari (2-2) Matt decide di andare a “fare la barba” a Stanton che si abbassa. Per tutti i Giants è un checkswing da strikeout…. non per l’arbitro di casa base che chiama il ball. Un lancio dopo Stanton manda la pallina in orbita per il fuoricampo del 4-2 e Cain s’incazza proprio tanto!!

Per sua fortuna i compagni mettono altri punti sul tabellone. Ball a basi piene e singolo di Torres…6-2 e tutti a casa. Nel finale salvezza per Romo

GIANTS @ MARLINS GARA 3 (5-6): SORPASSO; CONTROSORPASSO, CONTROCONTROSORPASSO (E VIA DICENDO)

Gara molto bella e intensa con i nostri che speravano di cappottare Miami. Purtroppo un doppio di Mathis (con pallina che incoccia pure sulla faccia di Blanco in tuffo) fa sorridere la squadra della Florida che cosi evita lo sweep.

Il match si apre con Pence che si presenta al piatto e, sentendo nostalgia di casa, decide di spedire la pallina a San Francisco. Fuoricampo lunghissimo per Hunter che stabilisce il nuovo record di distanza del Marlins Park.  Per Miami risponde Mathis che gira la fastball di MadBum e regala la pallina a un tifoso. Lucas ed Hechavarria confezionano il 3-2 ma il solito Aaaaaanterrrpenceeeee gira un singolo con Blanco che mette il turbo per il 3-3. Il nuovo vantaggio Marlins arriva su un wild pitch di MadBum….talmente wild che Solano parte dalla seconda e arriva a casa (!). Homerun di Crawford per il 4-4 e nuova magia di Sandoval per il 5-4 Giants. Sanchez gira un bel doppio con Pablo in prima…. il Panda corre corre e corre, girando (incredibilmente) anche la terza. Tuffo a casa e punto. Sembrava il triplo di Prince Fielder nell’ All Star Game (perlomeno la mia espressione di incredulità era la stessa).

Settimo e ottavo ci sono fatali e così niente sweep. Peccato ma ci siamo divertiti

PROSSIMA SERIE

Da stanotte si torna a casa: All’AT&T Park arrivano i RedSox. Prima sfida sul monte, quella tra Lester e Lincecum

 

Giants @ Nationals (1-2): una gioia che ripaga le amarezze

Posted in Resoconti on 16 agosto 2013 by Mat

Hector SanchezGià, noi siamo tifosi ed in quanto tali molto sensibili alle emozioni che la nostra squadra ci può dare. Così, viene fuori che al termine della quarta serie consecutiva non vinta (non tutte perse perchè una è stata pareggiata, contro i Brewers) siamo addirittura contenti, con persino una punta di gioia ed esaltazione. It’s the baseball, baby, verrebbe da dire, mutuando una nota citazione.

C’è da dire che quanto accaduto alla fine di gara 3 ha un po’ il sentore di averci ripagato di tante sofferenze. Certo, è solo una vittoria; certo, la classifica rimane un autentico disastro; certo, non andremo comunque da nessuna parte quest’anno. Nessun dubbio su questo. Però, se c’è un buon modo di farci vivere le ultime 40 o poco più partite che restano da qui alla fine, ecco, il modo giusto è quello di regalarci ogni tanto un’emozione forte, di quelle che ti fanno sentire fiero ed orgoglioso di tifare per questi colori, indipendentemente dal fatto di essere primi o ultimi.

Quest’emozione forte l’abbiamo provata in fondo a gara 3, quando l’ennesima serie stava per finire in modo triste, senza vittorie e con mille rimpianti. Usciamo dal Nationals Park come da molti altri ballpark con la coda tra le gambe, questo ci accingevamo a pensare. Quand’ecco che è bastato un giro di mazza, un perfetto swing, per ribaltare il mondo. Quel giro di mazza che abbiamo a lungo invocato in svariati momenti dell’anno e che non è quasi mai arrivato, stavolta c’è stato e ci ha portato l’esaltazione che cercavamo.

Nulla di definitivo, come abbiamo detto, ma a volte basta poco per farci sorridere. La bomba di Hector è stata uno di quei casi.

Recap delle tre partite:

GIANTS @ NATIONALS GARA 1 (2-4): MADBUM FRENATO DALLA PIOGGIA, SOLO ARIAS NON BASTA ALL’ATTACCO

Sfida tra pitcher di livello la prima nella Capitale. Bumgarner opposto a Gonzalez dura però 4 inning, visto che poi ci si mette Giove pluvio ad interrompere i giochi e a far salire i rilievi dopo l’ora e un quarto abbondante di sosta. Match che si decide nei dettagli, come capita spesso, e come capita altrettanto spesso quest’anno, i dettagli premiano chi gioca contro di noi.

I Nats vanno alla pausa forzata sull’1-0 dopo 4 inning, ma appena rientrati pareggiamo i conti grazie ad un errore della difesa locale su battuta di Posey. La giocata decisiva arriva nel 6° con l’home run da 2 punti di LaRoche, che beffa così un Moscoso piuttosto impreciso. Il 3-1 diventa una montagna troppo alta da scalare per dei Giants mai sopra i 4 punti nel mese di agosto fino a quel momento. Quattro punti che sarebbero comunque bastati per andare agli extras, ma i ragazzi si fermano a due, con l’RBI single di Pence nel 7°. La sac fly di Suzuki nell’8° fissa il risultato.

Per noi più valide degli avversari (10-9) e soprattutto un Arias in serata di grazia con 4 hits tra cui l’unica extra-base di squadra del match. Consolante? mica troppo.

GIANTS @ NATIONALS GARA 2 (5-6): LA RIMONTA SI ARRESTA SU SPAN

Ecco una partita dalle emozioni forti, peccato che alla fine a trionfare siano gli avversari, pertanto restiamo col cerino in mano e soprattutto con un forte sapore di amaro in bocca, che per fortuna verrà cancellato il giorno successivo.

Lincecum si oppone a Zimmermann sul monte e il duello diventa impari, visto che dopo il botta e risposta del 2° inning (RBI single di Kieschnick e superbomba di Desmond) nel 4° i Nats eruttano in attacco, battendo di tutto, sfruttando un errore difensivo del Panda (comunque una giocata per nulla agevole) e mettendo a segno ben 5 punti che portano avanti i padroni di casa con un netto 6-1 che sembra far chiudere baracca e burattini anche in questo match.

Ma c’è un ma, ovvero il cuore Giants, che viene fuori prepotente e prova la rimonta impossibile. E per poco non riesce, pure. Ottavo inning e solo-HR di un caldo Belt per il 6-2, poi doppio del Panda con due in base che vanno a segnare per il 6-4. C’è partita. Lì sprechiamo una buona occasione con il Panda in seconda e un out, visto che sia Kieschinck che Blanco vanno strikeout swingando l’aria.

Ma c’è ancora il nono inning per provarci. Con 2 out e uno in base, singolo di Belt per portarci alla distanza di solo un punto dai nostri avversari. Poi singolo di Posey e splendida battuta di Pence in esterno centro. La palla va lontana e sembra garantirci il punto del pareggio se non quello del vantaggio, ma ecco che arriva Span, si tuffa e riesce a prenderla il volo. Pazzesco quanto crudele per noi, il match finisce lì con il Nationals Park che esplode di gioia e noi che non crediamo ai nostri occhi. Una beffa già vissuta contro San Diego. Ottimo.

GIANTS @ NATIONALS GARA 3 (4-3): HECTOR SALVA CAPRA E CAVOLI, APOTEOSI GIANTS

Beh, diciamo che nel titolino ho voluto esagerare di brutto. Siamo talmente così poco avvezzi alle grandi godurie quest’anno, che viverne una mi fa straripare quanto a superlativi e parole di giubilo, forse anche inappropriate. Ma sì, chissenefrega.

La sfida Vogelsong-Haren è un’altra volta impari, “altra” perché già nel match precedente avevamo sentito la differenza di sostanza sul monte. Andiamo sotto 3-0 con tutti i punti dei locali proprio nel 3° e con un match che per l’ennesima volta sembra prendere una strada diversa da quella che porta a San Francisco.

Ma stavolta l’esito è diverso, grazie al cielo. Il caldissimo Brandon Belt inizia a porre la propria firma sul tabellino dei marcatori, realizzando l’home run che accorcia le distanze nel 6°. Ma è nel 9° che arriva il cetriolone per i Nats esultanti di una ventina di ore prima e la conseguente esplosione di gioia per noi. Ettore Sanchy, con due out e sul conto pieno, trova il primo home run stagionale, che grazie ai due uomini presenti in base, diventa automaticamente la giocata del match nonché quella del vantaggio. Non ci si credeva più e invece si sobbalza di gioia. Basta poco a noi tifosi.

Si chiude con stile, con Romo che salva la W anche grazie ad un prodigio di Crawford, il quale elimina Harper come primo out dell’inning con uno spettacolare volo d’angelo. Gli altri due outs sono comodi, arriva la vittoria, arriva la felicità. Ci piace molto, nonostante tutto.

PROSSIMA SERIE: GIANTS @ MARLINS

Coi Marlins cominciò il disastro, era circa il 20 di giugno, coi Marlins può iniziare la rinascita? anzi, forse è già iniziata in gara 3 contro i Nats. Ok, mi piace sognare. Certo, se da qui alla fine andassimo 37-5 potremmo farcela, e concedo anche il beneficio di 5 sconfitte. Non volete forse darmi del pessimista? Ok, si scherza, pensiamo a questa serie ed a far buona figura. Sulla carta, solo sulla carta, possiamo vincerle. Vediamo di trasformare la carta in una sentenza senza appello.

Match-up Gaudin-Eovaldi, Cain-Alvarez, Bumgarner-Koehler.

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Giants vs Orioles (1-2): Evitiamo almeno la figuraccia

Posted in Resoconti on 12 agosto 2013 by angelocappa

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Sapevamo benissimo che non sarebbe stato facile vincere la serie contro Baltimore. Loro sono effettivamente più forti e avevano anche più bisogno di vincere. I nostri ragazzi, però, non hanno sfigurato giocando  bene le tre partite della serie vincendone una, così da evitare lo sweep. Lo so, queste sono magre consolazioni, soprattutto perché la serie è stata persa ed è questo ciò che conta, ma in questo momento è meglio guardar altro. Il record è negativo, 52-65, e la stagione è ormai segnata.

Tra i ragazzi, continua a lanciare bene Gaudin, che in gara due aiuta la squadra a vincere il match. In attacco il migliore è Belt, che colleziona valide importanti. Sul resto, meglio sorvolare (come sul bullpen).

GARA 1 SF VS BAL (2-5): Rimonta rovinata nel finale

Questa è la partita del ritorno di Vogelsong, che nonostante un inizio non brillante riesce a lanciare bene (6 H, 2 ER in 6.0 IP).  I primi due punti di Baltimore vengono infatti segnati all’inizio, nelle prime due riprese, con RBI di Jones (singolo) e Hardy (fuoricampo da un punto). Noi riusciamo a sbloccarci nel sesto quando il fuoricampo di Belt ci permette di accorciare le distanze. Purtroppo arriviamo al nono inning ancora in svantaggio per 1-2, e quando tutto sembra ormai perso ecco che arrivano il singolo di Belt e la base su ball di Posey. Pence si fa trovare pronto e con un singolo ci fa pareggiare la partita. L’AT&T è in estasi, peccato che il tutto venga rovinato nel decimo inning, con Bochy che decide di mandare in prima Adam Jones per affrontare Davis. Risultato? Davis batte un doppio, entrano due punti ai quali se ne aggiungerà un altro, figlio del singolo di Wieters. 5-2 il risultato finale.

GARA 2 SF VS BAL (3-2): Un inning per vincere

Come ho già detto prima, in gara due assistiamo all’ennesima buona partita di Gaudin (5.0 IP, 2 H, 0 ER, 6 K). L’attacco sembra dormire sonni tranquilli e quando gli Orioles passano in vantaggio nel terzo inning il peggio sembra essere alle porte. Fortunatamente basta una sola ripresa, la sesta, per farci vincere la partita. Prima i singoli di Torres e Scutaro ci fanno pareggiare il match, poi il doppio di Belt ci mette in condizioni di passare in vantaggio. Sarà il doppio di Pence a portarci sul 3-1. A nulla servirà il fuoricampo di Davis nell’ottavo inning, perché arriva la vittoria per 3-2.

GARA 3 SF VS BAL (2-10): Niente da fare

Dopo la vittoria del giorno prima e il buon inizio di gara tre, inutile negare come ci si potesse aspettare anche una vittoria, in questa serie. Nulla di più sbagliato. Il vantaggio di 2-0, arrivato nella parte bassa del primo grazie ancora una volta alla coppia Belt-Pence, è troppo esiguo per sperare in qualcosa di buono. Baltimore nella fase finale del match accelera e ci lascia sul posto, segnando 10 punti nelle ultime quattro riprese. Il bullpen non riesce a reggere l’urto dell’attacco di Baltimore, con Mijares, Rosario e Zito che crollano e in un attimo la partita viene persa.

PROSSIMA SERIE

Oggi giornata di riposo, da martedì si vola a Washington per una serie da tre. Questi saranno i matchup:

Bumgarner – Gonzalez

Lincecum – Zimmerman

Vogelsong – Haren

Giants vs. Brewers (2-2): un pareggio in amicizia

Posted in Resoconti on 9 agosto 2013 by Mat

628x471Ah, proprio bella queta serie contro Milwaukee. Entrambe le squadre sono scese sul diamante con uno spirito che definire mansueto è poco. Classifica abbondantemente compromessa, stimoli pochi, voglia nemmeno troppa, mese di agosto, voglia di mare e shopping e sole e relax. Ok, forse ho esagerato, ma questa serie agostana ha dato proprio l’impressione che quello che doveva essere ormai è stato. D’altronde è così, quando la classifica è tanto deficitaria.

Le cose più interessanti probabilmente si sono viste a margine, con il ritorno di Hector nel roster per il conseguente DFA di Quiroz (era ora, pur ringraziandolo per per walk-off contro i Dodgers) e con Bochy che si è arrovellato in tutte le maniere per trovare una risposta alla domanda: “chi può fare il leadoff in questa squadra?”. Per ironia della sorte, una volta cambiato il solito duetto Blanco-Torres a favore di Scutaro-Pence, il nostro coach ha dovuto aspettare gara 4 prima di vedere una valida, visto che nelle tre gare precedenti il leadoff-man aveva totalizzato un bel 0 su 13. Per fortuna gara 4 ha invertito la tendenza, con il lineup che ha deciso di battere in modo efficace specie nella fase iniziale del match, chiudendo in fretta i conti e pareggiando la serie. Tutti contenti, dunque.

Nel breve, visto che siamo ormai a ridosso della prossima serie, i recap:

GIANTS VS. BREWERS GARA 1 (4-2): TUTTI AL BANCO, QUESTO GIRO LO PAGANO I BREWERS

Facile accostamento quello tra il banco e i Brewers, ovvero i birrai. Sta di fatto che di vincere una partita pulita non se ne parla in questa serie da parte nostra, almeno fino a gara 4. La prima sfida sì, la portiamo a casa, ma solo ed esclusivamente per un paio di regali degli ospiti che ci fruttano 3 punti. Il punto rimanente (quello del parziale 2-1) è arrivato grazie a Francoeur che nella sua miglior specialità, la palla sbucciata, è riuscito a battere valido a basi piene per un prezioso RBI. Tutto ciò corroborato dalla buona prestazione di Gaudin, un punto subito e 4 valide in poco più di 6 inning. Verrebbe da tenerlo come punto fermo della futura rotazione se non fossimo sicuri che sarebbe un errore.

Romo nel finale si concede un fuoricampo subito ma il più era già fatto. Giro gratis.

GIANTS VS. BREWERS GARA 2 (1-3): CAIN IMPERFETTO, ATTACCO DISTRATTO, COSI’ SI PERDE

Pronto riscatto degli ospiti in gara 2, con Cain che paga dazio subendo un fuoricampo all’inizio (2° inning), costante di questa disgraziata stagione. Il nostro attacco fa il compitino e anzi, non trasforma in punti quel poco che crea, se non in una sola occasione quando nel 7° il leadoff double di Belt permette ad Arias di andare groundout ma di portare un punto alla causa. Il parziale 2-0 degli ospiti era arrivato nel 4°, quando Posey restituiva a Milwaukee il regalo fattoci da loro 24 ore prima, cercando un improbabile pickoff in terza e tirando una pallaccia davvero brutta, che permetteva il punto ad Aoki.

Finale con il solito rimpiantino d’ordinanza. Leadoff double nell’8° di Crawford e punto per Milwaukee, nel 9°, con una sac fly. Vincerne due di fila per noi è sempre un’eventualità rara.

GIANTS VS. BREWERS GARA 3 (1-6): TUTTO “BENE” FINO ALL’8°, POI IL BLACK OUT

Partita dai due volti questa gara 3, anzi forse proprio dai tre volti. Nella prima parte, dall’inizio al settimo inning, non succede praticamente nulla, con i pitcher dominanti in maniera totale. Se possiamo fidarci di Bumgarner, una delle note migliori di tutta la stagione, forse non altrettanto possiamo dire di Estrada e del bullpen di Milwaukee, improvvisamente diventati intoccabili sul monte.

Nel 7° però la partita cambia. E’ sufficiente una sac fly a Posey, che arriva dopo un singolo di Belt ed una passed ball, per mandarci in vantaggio. Sembra tutto facile a questo punto, il match si è sbloccato e MadBum è irresistibile. Invece no, altro cambio radicale nell’8°. Bumgarner affonda, così come Casilla e Zito che arrivano dopo di lui. Già, proprio Zito che vuole riguadagnarsi il posto in rotazione. Non esattamente un buon modo. Sei punti in due inning e buonanotte.

GIANTS VS. BREWERS GARA 4 (4-1): SI PUNGE DA LEADOFF, SI PUNGE DA CLEANUP, SI BRILLA SUL MONTE

Il day game di gara 4 diventa positivo per noi fin dall’inizio, con i Giants che probabilmente si svegliano prima e si fanno trovare tonici sul diamante amico. Dopo l’incubo del leadoff-che-non-batte-più, ecco finalmente che si aprono le cataratte della parte altissima del lineup, con Scutaro e Crawford che battono tre hits a testa, permettendo per una volta all’attacco di partire col turbo. Ciò nondimeno, ecco spuntare mister Brandon Belt per la prima volta in carriera nella posizione numero 4 ed eccolo svolgere pienamente il proprio compito. Primo inning, due uomini in base e il cleanup cleans the bases. Meglio di così non poteva fare.

Aggiungiamoci la splendida prova di un Tim versione no-hitter (una valida concessa in 8 inning) e il quadro è completo. A volte servono proprio vittorie di questo tipo per corroborare anima e corpo.

E termina così, due partite a testa, in simpatia e in amicizia.

PROSSIMA SERIE: GIANTS VS. ORIOLES

Gli orioli sono dei simpatici passerotti, ma quelli che vedremo tra poche ore all’AT&T Park saranno dotati di artigli perché sono in cerca di punti preziosi per l’accesso alla prossima Champions League. Questi termini mutuati dallo sport nostrano saranno un po’ blasfemi per i puristi del baseball, ma forse rendono un po’ l’idea delle motivazioni delle due squadre.

Noi non andremo in serie B nè dobbiamo lottare per salvarci, ma sarebbe buona cosa comunque divertirci guardando i nostri giocare. Direi che l’obiettivo minimo è portarcene a casa una su tre, giusto per far vedere che ci siamo. Lo so, sono entrato nell’ottica del ridimensionamento.

Match-up Vogelsong (al rientro)-Tillman, Gaudin-Chen, Cain-Norris.