Giants @ Padres (1-2): Panda, Panda, Panda! ci piace solo gara 3

sandoval-padresStrana roba, il baseball. Ah, chissà quante volte l’ho scritto in questo blog, forse mille. Eppure non riesco a non scriverlo ogni qualvolta accadono delle cose che ti fanno saltare sulla sedia, ovvero in pratica quasi sempre. Che è successo stavolta? è successo che dei Giants zampettanti delicatamente come signorine in gara 1 e gara 2 si sono trasformati tutti nell’incredibile Hulk in gara 3, andando a colpire durissimo ed a tramortire i Padres sotto una valanga di fuoricampo. Là, proprio al Petco Park, campo che similmente al nostro AT&T, è amico dei pitchers. Eppure nell’ultima sfida della serie non se n’è accorto nessuno.

Mattatore del tardo pomeriggio di San Diego è stato quello che più assomiglia all’incredibile Hulk, ovvero il nostro Pablone. Il Panda ha battuto 3 fuoricampo, consecutivamente nelle ultime tre apparizioni al piatto, dimostrando che quando è in serata non ce n’è per nessuno, e così pure per tutti i nostri ragazzi. Quando accadono robe del genere viene spontaneo chiedersi: ma perché nella maggior parte delle altre partite facciamo così poco? misteri del baseball, forse, o forse pure magie della singola gara, nella quale tutto è possibile. La verità è raccontata dalla classifica, 62-77, esattamente come San Diego, là, all’ultimo posto divisionale. Sarà una bella volatona finale per evitare l’onta dell’ultima piazza. Guerra tra poveri, insomma.

GIANTS @ PADRES GARA 1 (1-4): SI’ ZITO, NO PARTY

Ormai per gli avversari dei Giants leggere il nome “Zito” come partente deve sortire un effetto sbornia, ovvero tutti su di giri e già convinti di avere la vittoria in tasca. Bene, lo è stato pure questa volta, visto che l’uomo con la curva più pericolosa del West ormai incute timore come un coniglietto spelacchiato. Altra sconfitta per lui in trasferta, la nona consecutiva, con libro dei record che va ad aggiornarsi, seppur suo malgrado dalla parte sbagliata.

E’ tra l’altro, il giorno dell’allargamento del roster, con i Giants che andranno (il giorno dopo, di fatto) a rimpolpare il dugout con l’arrivo di qualche elemento, ovvero Adrianza, Monell, Perez, Abreu tra i position players e Dunning, Kontos ed Hembree tra i pitchers (DFA Tanaka e Runzler; addio Dan, ci mancherai). Proprio Hembree è l’uomo più da tenere d’occhio, visto che è indicato da molti addetti ai lavori come il closer del domani. Buono intanto il suo esordio, un inning immacolato con 2 strikeouts. Sì, questo era un flash forward di gara 2.

Zito in questa gara 1 provvede a caricare subito di punti i padroni di casa, riuscendo a lanciare in maniera pulita solo nel 1°. Il 2° infatti è una fucina di danni: dopo 2 walks di fila arriva il singolo vincente di Cedeno, poi per concedere un simpatico bis, ecco un altro walk seguito da un singolo (Denorfia) per un 3-0 che già fa capire come si metterà questo incontro.

Il 4° è l’ultimo inning di Zito e anche l’ultimo nel quale entrano dei punti per i padroni di casa. Lo si deve al fuoricampo di Hundley che fissa il punteggio sul 4-0. L’attacco si fa sentire poco ma almeno nel 5° andiamo a segnare grazie a Belt che batte l’RBI del provvisorio, ma anche poi finale, 4-1. Belt uomo migliore del nostro attacco che registra un infruttuoso 1-for-7 con RISP. Se il bullpen lancia bene (due ottimi inning a testa per Moscoso e Machi) non altrettanto si può dire infatti della prestazione offensiva, che come detto spreca troppo, pur totalizzando il doppio delle valide dei Padres (8 contro 4). Purtroppo conta solo la voce alla caselina “runs”.

GIANTS @ PADRES GARA 2 (2-3): SAN FRANCISCO GIANTS, GLI SPRECATORI

Già, forse è meglio coniare un neologismo perché la parola spreconi mi pare troppo inflazionata e troppo abusata, specie in questo contesto blogghistico. Gli sprecatori invece probabilmente non è ancora stata usata e rende comunque l’idea di un attacco che crea e costruisce come si deve, salvo distruggere tutto prima di portare a termine il lavoro. Masochisti, anche. Sprecatori, soprattutto.

Che succede in questo match? 3-for-15 con RISP, con il povero Pagan che ha sì portato una ventata di energia e di valide al gruppo, ma che dovrebbe affidarsi solo agli home runs se volesse andare a segnare, visto che riesce a battere un leadoff single, un leadoff double e un leadoff triple senza mai vedere da vicino il cuscino di casa base… se non in fase di battuta. Quando le cose vanno così c’è solo da allargare le braccia e rassegnarsi; eppure riusciamo a tenere lì la partita, ad andare sotto 2-0 nel 5° (RBI single anche del pitcher Erlin, primo in carriera, e vabbè) ma a rimontare nel 6°, con i vincenti del Panda e di Arias.

Ma… ecco che nel 7° San Diego torna davanti e non lascerà più la partita, pur con tutte le nostre occasioni buttate al vento, da perfetti sprecatori. Come detto nel capitolo di gara 1, buon l’esordio di Hembree; male invece i due nuovi aggregati, Abreu e Perez, che collezionano un 0 su 8 complessivo.

Ma era tutto pronto per la festa grande. Quella di gara 3.

GIANTS @ PADRES GARA 3 (13-5): BOOOOOOOOM! WELCOME TO THE GIANTS PARTY

Eh sì, penso che fuori da Petco park avrebbero dovuto mettere questo cartello, se solo avessero saputo che razza di incontro sarebbe andato in scena. Ebbene, dopo due partite giocate all’acqua di rose, ecco il botto finale. Sappiamo che siamo Giants in tutti i sensi, ovvero facciamo le cose in grande, non ci piace essere banali nemmeno in stagioni anonime come questa. E infatti ecco qui, 13-5, con 17 hits e soprattutto 6 fuoricampo. Si poteva chiedere di più?

Eppure il match parte pure in salita, anzi, sembra una di quelle giornate in cui Lincecum non imbrocca un lancio e l’attacco dorme della grossa. I primi due inning sono infatti un pianto greco, 2-0 Padres con un Lincecum in difficoltà, che esce soprattutto dal primo con la stessa fatica di una madre alle prese con un parto quadrigemellare.

“Ma la storia cambierà”, diceva marty McFly in Ritorno al Futuro. Bene, qui la storia di questo match cambia repentinamente nel 3°. Fuoricampo di Crawford per l’1-2, che è solo un piccolo antipasto della trasformazione da Dottor Jekyll a Mister Hyde da parte dei nostri. Nel 4° grandinano altri due oggetti a forma di palla da baseball in tribuna: è il turno prima di Pence poi di Hector, entrambi valenti due, che portano il risultato sul 5-2 per la nostra truppa.

Poi si scatena il Panda, e quando lo fa ci va giù pesante. Tre fuoricampo consecutivi, il primo nel 5° con un uomo in base, il secondo nell’8° senza compagni sulle basi, il terzo nel 9° con due compagni che vanno a segnare assieme a lui ed un tifoso arancionero che prende la palla al volo e precipita per gli scalini. E’ apoteosi di Pablone. Ricorderete l’ultima volta che ne ha messi tre nella stessa partita, no? vi do un suggerimento… era ottobre.

Così si chiude la trasferta di San Diego, piacevole in gara 3, anzi piacevole solo in gara 3… ma è stato un po’ come mangiare un semolino come antipasto, un’insalatina scondita come scaccia-fame ed arrivare alla lasagna più buona del mondo nel finale. Va bene così, tanto la classifica è comunque quella che è.

PROSSIMA SERIE: GIANTS VS. D’BACKS

Home sweet home. Sette serie ancora da giocare e quart’ultima tra le nostre dolcissime mura casalinghe. Affrontiamo ancora una volta i D’Backs, appena superati per 2 partite a una presso il loro domicilio. Ora le partite sono 4, di poca importanza visto che anche loro sono piuttosto tagliati fuori dalla lotta playoff. Noi invece dobbiamo continuare ad evitare l’ultimo posto, per cui proveremo anche questa volta a mostrare l’orgoglio, senza pretendere un match così spettacolare come l’ultimo giocato.

Questi i match-up: Vogelsong-Cahill, Petit-Corbin, Cain-McCarthy, Bumgarner-Miley.

Rientra dunque Cain, fuori invece Zito a vantaggio di Petit, premiato dopo le due buone partenze. Avanti, per l’ultimo mese (e anche meno) di battaglie.

 

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