Giants vs. Rockies (2-1): l’orgoglio è meglio della matematica

628x471Settimana difficile quella iniziata dalle parti della baia di San Francisco. Oddio, difficile, a dire il vero è un mese abbondante che sappiamo di essere completamente fuori dai giochi, ma quando in tre giorni arriva prima la matematica certezza che siamo fuori dalla lotta divisionale e poi da quella della wild card, ecco, un po’ di malinconia viene.

Va però detto che siamo stati bravi ad assorbire il colpo e anzi, a far finta di niente. L’AT&T Park si è presentato sempre carico di gente, ad eccezione forse della seconda metà di gara 2, i nostri ragazzi non hanno perso il buonumore nè la capacità di fare piuttosto bene. Infatti siamo andati a vincere la serie contro i Rockies con buona autorevolezza, facendo decisamente dimenticare il periodaccio che ci ha affondati e dimostrando che sarebbe forse bastato un po’ più di continuità per giocarcela anche noi. Ma non è il nostro anno, non possono esserlo tutti, pertanto ci apprestiamo a chiudere questo 2013 baseballistico con grande serenità. Ricordo lo sconforto che accompagnò le ultime settimane del 2011, quando comunque chiudemmo con un record positivo ma lontani dalla possibilità di postseason. Direi che quest’anno c’è qualche differenza; siamo comunque sereni, siamo tornati a giocare un buon baseball e ad essere ottimisti per il nostro futuro.

Restano da fare due o tre cose interessanti da qui alla fine. La prima è quella di evitare l’ultimo posto divisionale; al momento siamo una partita sotto San Diego e mezza sotto Colorado, la seconda è quella di impedire ai Dodgers di festeggiarci in faccia il titolo di campioni della NL West (e questo riguarda il futuro prossimo), mentre un’altra è quella di andare a farci una bella gitarella a New York, per affrontare prima Mets poi Yankees. Se i Mets siamo abituati ad affrontarli, così non è per gli Yankees, l’impero del male, e tantomeno siamo poco avvezzi ad affrontarli in trasferta, visto che per la prima volta calcheremo il suolo del nuovo Stadium. Bisognerà puntare a far bella figura anche da quelle parti.

Questo è quanto resta da fare, prima di posizionarci sul trespolo e gufare i puffi blu. Ora vediamo cos’abbiamo combinato in queste tre partite casalinghe.

GIANTS VS. ROCKIES GARA 1 (3-2): FASTEN SEAT BELT, ALLACCIATE LE CINTURE, CI PENSA BRANDON

Walk-off back-to-back; vincere le partite nel modo più godurioso possibile. Se poche ora prima ci aveva pensato Pagan a battere il singolo del match, in questa gara 1 ci pensa Belt, che ci fa salire sull’ottovolante, facendoci pareggiare l’incontro nell’8° e battendo la valida decisiva nel 10°.

Lincecum-Chacin è un buon duello sul monte, con entrambi i pitchers in grado di concedere poco ai battitori avversari, soprattutto per quel che riguarda lo starter di Colorado. Nel 2° si aprono le marcature, grazie ad una genialata di Arenado che dalla seconda sgattaiola a casa base approfittando del groundout di Torrealba e del fatto che nessuno va a coprire il cuscino che vale il punto. Belt in questo caso è fenomenale nel non vedere nessuno a casa base ma nel tirare lo stesso. Così, all’uomo invisibile. 1-0 Rockies.

Nella bassa dello stesso inning arriva un HR per noi, così poco abituati a mandar fuori la palla nei match casalinghi. Ci pensa Buster col suo line drive che va oltre la zona esterna sinistra del campo. Già nel 3° i Rockies però tornano in vantaggio grazie all’RBI di Tulo, poi il match scorre via senza sussulti, finché non andiamo a ribaltare tutto col nostro Brandon.

Ogni tanto le rimonte (per noi) riescono.

GIANTS VS. ROCKIES GARA 2 (8-9): WILD THINGS, DA 6-0 RESTIAMO COL CERINO IN MANO

Ogni tanto escono fuori delle partite folli e, la cosa strana, è che in questo caso la partita folle contro i Rockies non si gioca nell’odiato Coors Field ma tra le mura amiche, laddove il punteggio solitamente resta basso e sta più simpatico a chi deve lanciare piuttosto che a chi deve battere. Ma ogni tanto escono cose folli anche all’AT&T. Ecco, per esempio in gara 2.

La sfida sul monte è tra un pitcher che complessivamente quest’anno ha fatto piuttosto male (Vogelsong) ed uno che ha invece dimostrato di saperci fare abbastanza (De La Rosa). L’inizio però sovverte completamente i pronostici; i nostri partono a razzo ed hanno un Pence nel motore che gira a pieno regime. 6-0 dopo 4 inning con il match che sembra morto e sepolto. Punti arrivati grazie all’homer da 3 di Pence, al doppio di Scutaro, al singolo di Posey ed al doppio ancora di un Pence caldo come la sabbia del sahara a luglio. Beh, sul 6-0 che facciamo, andiamo tutti a casa no? è quello che deve aver pensato parte del pubblico, che sfolla praticamente convinto che lo sforzo maggiore sia stato fatto. Niente di più sbagliato; Colorado trova tutti gli spiragli per far male a Vogelsong e subito dopo al bullpen, cosicché la partita in men che non si dica è nuovamente in equilibrio. 6-7 al 6°, con 7 punti messi dagli ospiti nel giro di 2 inning.

Nell’8° Colorado ne mette un altro, mettendo il chiodo nella bara del match…. anzi no! perché i Giants dimostrano di essere ancora vivissimi e nella bassa dell’8° vanno incredibilmente a pareggiare grazie ancora al solito Pence, che arriva al carrier high riguardo gli RBI, ben 6. Ma evidentemente non è la nostra partita: Cuddyer, che già aveva timbrato un fuoricampo prima, si ripete contro Romo e riporta in vantaggio i suoi. Stavolta non abbiamo più la forza di riprendere questa partita e farla entrare nella storia, nonostante un leadoff single di Arias nel finale e Scutaro in battuta con 2 uomini in base. No, la rimonta non può riuscire ogni volta.

GIANTS VS. ROCKIES GARA 3 (4-3): ANCORA UNA RIMONTA, ANCORA BELT DECISIVO

Il leitmotiv di questa serie sono le rimonte, mi pare l’abbiate afferrato anche se non avete visto questi match. In gara 1 gli inning 8 e 10 hanno sancito per noi il recupero vincente, in gara 2 Colorado ha fatto lo sforzo più grande, ma nell’8° abbiamo ri-rimontato noi per poi perdere dopo, mentre in gara 3 è ancora l’inning numero 8 a decretare la rimonta vincente che ci fa portare a casa sia la serie sia l’intero homestand dopo parecchio tempo.

Petit torna sul monte dopo la partita da sogno di qualche giorno prima (per chi non l’avesse vista consiglio il post precedente a questo) ed è bizzarro il fatto che resti perfetto per 3 inning e due battitori; nel 4° inning un pizzico di tensione si inizia già a sentire, specie quando Blanco si prodiga a raccogliere al volo una palla parecchio difficile. Vuoi vedere che ci scappa un’altra magia? no, non è sempre festa, infatti subito dopo arrivano un walk e due singoli che regalano il pareggio agli ospiti. Noi infatti eravamo passati avanti grazie all’RBI single del Panda, nel 3°.

Petit però torna sulla Terra a tutti gli effetti, così nel 6° arrivano altri due punti per gli ospiti, con le battute vincenti prima di Arenado poi dell’ex Culberson. Kontos prende il posto di Yusmeiro già nel 6° e chiude l’inning grazie ad una prodezza del compagno Kieschnick, bravissimo ad assistere Hector a casa base per un’eliminazione spettacolare dell’accorrente Arenado.

Ma nel 7° parte la carica per un’altra rimonta: Pence a basi piene va ad un metro dal grand-slam e si deve accontentare della sacfly del 2-3, ma passa un inning e la rimonta diventa concreta. Ci pensano, sempre a basi piene, prima Scutaro e poi il solito Belt a condurre i compagni nella sicura destinazione che è la casa base. 4-3 ed AT&T Park soddisfatto, con Casilla che prende il posto di Romo da closer (riposo per Sergio) e chiude senza troppa fatica partita, serie ed homestand.

PROSSIMA SERIE: GIANTS @ DODGERS

Chi?? mi spiace, non conosco questa squadra. Chi sarebbero?

Vabbè, ci tocca affrontare i futuri campioni della NL West, onore e merito a loro, ci mancherebbe (certo che con le vagonate di milioni che hanno, non è neanche troppo difficile). Serie da 4 che non chiuderà i confronti tra noi e loro, visto che li ospiteremo nella penultima serie prima di chiudere la stagione. Ma questa serie forse vale di più perché esiste la concreta possibilità che uno dei giorni tra sabato e domenica si trasformi in quello della festa per loro. Vogliamo essere ospiti di una tale cosa? direi assolutamente no, pertanto serve un ennesimo scatto d’orgoglio, una dimostrazione di forza e non di arrendevolezza. Dobbiamo vendere la pelle molto cara ed impedire che ci festeggino in faccia.

Pertanto servono vittorie, nient’altro. Match-ups: Cain-Greinke, Bumgarner-Kershaw, Lincecum-Nolasco, Vogelsong-Volquez.

Vi prego, non voglio vedere festeggiamenti di fronte a noi. Cerchiamo di fare il possibile per evitarlo.

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