Giants at Rockies gara 3 (3-5): missione compiuta, al contrario, ma compiuta

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Credits: usatoday.com

No, non è che siamo qui a tifare una squadra per poi sperare che perda in base ad un tornaconto personale, ovvero godere delle disgrazie dei nostri rivali. No, non è carino. Però, ecco, siamo fuori dal giro dei playoff, perdiamo, e non ci arrabbiamo. Dovremmo rimproverarci ciò? Direi di no, anzi, magari tutte le sconfitte fossero accolte con questa serenità.

Così, per tutti coloro che speravano di perdere o che quantomeno non disdegnavano qualche innocente sconfitta, ecco che la missione in quel di Coors Field si è compiuta come meglio non avrebbe potuto. Un 5-3 finale, per uno sweep che ci consegna la diciottesima sconfitta delle ultime 20 partite disputate in quello stadio che ci sta così poco simpatico, a pelle, fin dall’inizio. Si “vola” anche a -5 da quota .500, per una classifica di 68-73 e una distanza dalla boa di galleggiamento che probabilmente eguaglia la situazione peggiore dell’anno (perdonate se non vado a controllare). Ma insomma, a dirla tutta, chissenefrega.

Dopo due match sul filo dell’equilibrio, anche la terza partita si è confermata in linea con le altre, ovvero con dei Giants tutto sommato presenti sul campo, vogliosi di lottare, ma perdenti nel finale. E, sarei pronto a scommetterci, non perdenti per volontà. No no, loro si impegnano, ma così stanno le cose. Trevor Story ha indirizzato il match dalla loro parte; non uno, non due, ma tre fuoricampo, tutti e tre contro uno Suarez che se lo sognerà per le prossime disturbate notti. Che dire, noi siamo già bravi a far diventare fenomeno chi non lo è e ad esaltare le caratteristiche di chi già è buono. Così stavolta è toccato a Story fare il Goldschmidt di turno, o l’Arenado di turno, visto che l’Arenado originale in questa serie se n’è stato piuttosto quieto. Ma qualcun altro deve sempre diventare l’eroe.

Suarez sul monte ha quindi disputato un match piuttosto negativo; ok che a Coors Field puoi subire un fuoricampo pure da uno spettatore, ma quando ne pigli tre non è certo segno di una prestazione spumeggiante. Dopo 2 match molto molto positivi, è tornato su livelli abbastanza standard per il suo valore, se non addirittura al di sotto. Ma d’altronde abbiamo visto che vince solo se disputa grandi partite, perché è chiaro che se aspetta una super giornata dell’attacco, allora campa cavallo. L’attacco ha battuto 9 hit, andando 1 su 9 con RISP; loro 1 su 4, con il bombardiere in giornata di grazia. La sconfitta è presto spiegata e la voglia di raccontarla nei dettagli viene decisamente meno.

Parliamo di chi ha fatto bene, che almeno scriviamo qualcosa di positivo. Aramis Garcia, al suo secondo fuoricampo in 7 at-bat, un ritmo interessante in questo debutto di MLB. Fuoricampo ovviamente agevolato dal campo e che non avrebbe certo fatto a San Francisco, ma va bene anche così. Austin Slater, 2 hit e 1 RBI per una media battuta di .286. Si sta confermando e ciò gli fa onore, dato che aveva la grossa responsabilità di essere il mio pupillo.

Male Gorkys, che era però reduce da 2 home run in due partite, e soprattutto Shaw, che sta soffrendo il debutto nelle Majors al contrario di Garcia. Altro 0 su 4 e media di .071. Praticamente ha battuto solo una valida, ed è stata un fuoricampo. Sarebbe curioso se non giocasse mai più in MLB solo per conservare questa folle statistica.

In nome della brevità del presente post, andiamo a parlare del futuro, anche perché nel presente non c’è troppo da rallegrarsi. Almeno il futuro è incerto, invece. Riposo oggi che è giovedì, serie del weekend in trasferta contro i Brewers, ai quali servono vittorie come il pane. Stavolta anche basta con i favori, anche se a dir la verità perdendo allontaneremmo le speranze dei Dodgers di passare per la wild card. Ma così non ce la si cava più e rischiamo di esagerare.

Gara di venerdì tra Holland ed il 30enne Chase Anderson, che ha una ERA di 3.96 stagionale, più alta di Holland stesso. Sabato toccherà a Stratton contro Gio Gonzalez, in discreta caduta libera nelle ultime uscite. Una partita che sulla carta promette molti punti, se solo avessimo un attacco. Ultimo match domenica sera alle 20.10 con Bumgarner a vedersela con Zach Davies, appena rientrato dopo essere stato assente da fine maggio. La sua ERA è di 4.88 e ciò certificherebbe che in teoria a livello di pitching duel partiremmo favoriti. Già, ma il punto è che serve battere e noi da questo punto di vista marchiamo visita da un bel pezzo.

Comunque sono sfacciatamente ottimista e confido che almeno una su tre si possa portare a casa. Sono partite inutili, è vero, ma ricordiamoci che a fine mese termina tutto per noi, dopodiché toccherà aspettare marzo per rivedere i nostri disgraziati in campo. Per cui, facciamo la scorta per l’inverno.

Forza noi, come al solito (o quasi).

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