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Il letargo sta per finire: è tempo di Spring Training

Posted in Extra on 9 febbraio 2013 by Mat

scottsdaleEbbene sì cari amici, cari Campioni del Mondo. Dopo un lungo inverno (che peraltro dato il clima pare ancora essere pienamente attivo) passato sotto silenzio, almeno per quello che ci riguarda, ecco che inizia a filtrare un po’ di luce nelle nostre tane, nelle quali ci eravamo serenamente addormentati gustandoci il nostro titolo.

E’ tempo quindi di risvegliarci dal letargo e di cominciare a riassaporare la bella stagione. Bella in tutti i sensi, perchè finalmente termina il lungo e fastidioso inverno e inizia la primavera, stagione nella quale oltre al magico risvegliarsi della natura, si risveglia anche lo sport che noi amiamo. E finalmente torneremo a vedere sul campo i nostri ragazzi.

Tra lunedì e martedì ci sarà il pitchers and catchers report a Scottsdale, che segnerà ufficialmente il nostro Capodanno, l’alba di un 2013 di baseball. Da lì inizierà la strada che ci porterà nel cuore della nostra stagione, passando dal raduno di tutti i position players, previsto per la fine della prossima settimana, alla prima partita ufficiale di spring training, sabato 23 febbraio, per arrivare al nostro opening day, in casa dei Dodgers, l’1 aprile. Pronti per fare un bello scherzetto a coloro i quali avranno ancora il dente avvelenato per le sofferenze sportive che abbiamo inflitto loro nella stagione scorsa.

La nostra offseason è stata sonnecchiante più o meno quanto il nostro blog, senza alcun colpo di rilievo e senza sconvolgimenti al roster, che resta pressochè inalterato rispetto all’anno scorso. Se questa sia una buona notizia o meno non è ancora il caso di dirlo, anche perchè sappiamo bene che Sabean è avvezzo alle mosse in corso d’opera piuttosto che ai colpacci in offseason. Questi mesi li abbiamo trascorsi a rifirmare giocatori che avevano bisogno di restare da noi, per cui questo è un dato positivo. Non abbiamo perso nessuno, ad eccezione del barba Wilson, il cui destino ancora però non è scritto, senza comunque dimenticare che abbiamo un anello al dito pur avendo fatto a meno di lui l’anno scorso.

E’ tornato un Andres Torres al quale vogliamo molto bene per ciò che ci ha dato nel 2010 ma che si candida al premio Armando Benitez 2013 (premio inventato in questo istante), ovvero di uomo più bersagliato dagli insulti (per quanto amichevoli) di noi fans da divano. Beh, d’altronde un capro espiatorio va sempre trovato durante le partite storte. Direi che quest’anno in pole position ci sarà lui. Ovviamente non dimentico il fidato Pence, che quest’anno giocherà con addosso 13,8 milioni di dollari. La parte del motivatore probabilmente andrà stretta a noi tifosi.

Caspita, che maniavantismo, direte voi, che acidità, in fondo siamo in campioni. Vero, ma il blog è anche questo, una sorta di casa di vetro dove scriviamo un po’ tutte le sensazioni che passano, non preoccupandoci troppo della forma. Ovviamente il fatto di essere detentori del titolo resta la priorità, la soddisfazione più grande. E, consapevole che la riconoscenza non scende in campo, cerco di prepararmi psicologicamente ad una stagione più rilassata. Non vuol dire che non ci saremo, che non lotteremo, che non ci riproveremo, ma di sicuro che non si può pensare di vincere a tutti i costi, sempre. Per questo, credo che qualche ritorno o questo immobilismo del mercato sia una sorta di premio di riconoscenza, un po’ come accaduto nel 2011. Ma sarò felice di vedere che le cose andranno diversamente.

Beh, dato che ormai ci siamo, non perdo occasione di dirvi che le nostre pagine facebook e twitter seguiranno lo spring training con attenzione, sperando di scovare qualcuno che potrà darci una bella mano, vedi Vogelsong nel 2011 e Blanco nel 2012. Ovviamente ci daremo appuntamento qui sul blog per approfondimenti, e a questo proposito vi ricordo che se volete fare un pezzo tutto vostro non c’è alcun problema. Siamo o non siamo una piccola grande comunità ormai?

Come già anticipato lo scorso autunno, quest’anno non ci prenderemo la briga di riassumere ogni singolo match nel blog, faremo bensì un recap diviso per serie, ovvero un post al termine di ogni serie, che sia da due, da tre o da quattro match. Questa è l’intenzione. Poi, visto che non abbiamo un editore nè padroni nè scadenze, possiamo cambiare idea anche da un giorno all’altro.

Intanto è il momento di uscire dalle tane e di riprendere confidenza col terreno di gioco, per salutare un’altra stagione che comunque andrà ci regalerà grandi emozioni. Avanti Giants, sempre e comunque!

 

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Perchè sono tifoso dei Giants? storia numero 6

Posted in Extra on 28 dicembre 2012 by Mat

121031_GiantsParade113-844x563Eccoci al capitolo numero 6 di questa iniziativa rivolta a voi lettori su come è nata la passione per i nostri colori. Diciamo che questi racconti ci hanno aiutato a tener vivo il blog in questi mesi di offseason e soprattutto ci hanno fatto capire quali sono stati i meccanismi che hanno permesso di fidelizzarci per sempre alla nostra amata squadra.

Se qualcuno che non l’ha fatto volesse mandarci la sua storia ovviamente la pubblicheremo, però per il momento non ne abbiamo altre in scaletta dopo quest’ultima che leggerete tra poco.

Così ci approcciamo a vivere l’ultima fase dell’offseason, sta per iniziare un nuovo anno e da metà febbraio sarà nuovamente tempo di scendere in campo, noi a fianco dei nostri beniamini per difendere il fantastico titolo conquistato in questa annata. Ripeterci sarà difficilissimo, ma possiamo garantire fin d’ora che lotteremo come abbiamo sempre fatto. Poi come andrà andrà.

Il blog chiude i suoi post per l’anno in corso; ci si ritroverà per il 2013, sempre presenti, ovviamente. Per il resto non mi resta che ricordare i soliti riferimenti alle pagine facebook e twitter (i link li trovate nella home, a destra) che, pur a basso regime, si mantengono attive.

Ringraziando ancora voi lettori per la fedeltà dimostrata, non mi resta che farvi gli auguri per uno stupendo 2013, che ci possa riservare tantissime emozioni e gioie, come solo i nostri Giants sanno dare.

Vi lascio al pezzo.

[Articolo scritto da Andrea Ginevri]

La passione per il meraviglioso gioco del baseball nel mio caso è nata l’8 ottobre 2010 giorno del mio compleanno. Questo rimarrà nel tempo un evento che di sicuro
ha stravolto irrimediabilmente la mia vita.

Come regalo, in un periodo sicuramente tra i meno felici della mia esistenza, a sorpresa, ricevetti la Wii. Tra i vari giochi scoprii che vi era anche quello del baseball.
Uno sport di cui ero completamente a digiuno dal momento che in Italia è considerato di gran lunga meno di qualsiasi altro sport “minore”.
Definizione impropria ma che avendo una visibilità nulla, in Italia rimane un gioco completamente avulso al grande pubblico di casa nostra che si estasia solo per il calcio.

Ai più, come anche nel mio caso, non viene data la possibilità di scoprire un mondo fantastico ricco di emozioni incredibili che nessun altro sport è in grado di trasmettere.

A partire da quella fantastica serata si è sviluppata un’escalation di entusiasmo incontenibile e avvicinarmi alla MLB e appassionarmi ai GIANTS, che nel frattempo
stavano per trionfare alle World Series, è diventata la cosa più naturale al mondo.

Da allora ho approfondito e sviscerato personalmente (non potrebbe essere diversamente) con corsi, video, testi, lezioni ogni aspetto del baseball poi apprezzato dal vivo sui vari campi della IBL.
Fortunatamente grazie all’arrivo del digitale terrestre ma soprattutto grazie all’abbonamento a Sky ho scoperto il canale 214 di ESPN AMERICA che mi permette di avere un collegamento quotidiano diretto sulla MLB.

E’ stato spettacolare vedere vincere i GIANTS nel 2010; immaginare da casa mia le grandi parate su una San Francisco festante con la musica di “Don’t stop believing” cantata da Ashkon o forse ancor di più con le note di “We are the Champions” di quest’anno in una serie di incredibili rimonte in cui tutti ci davano per spacciati.

Ho solo un rammarico: aver dovuto aspettare troppo, solo il mio 34° compleanno.
Sempre forza SAN FRANCISCO GIANTS

Perchè sono un tifoso Giants? storia numero 5

Posted in Extra on 17 dicembre 2012 by Mat

MLB: World Series-San Francisco Giants at Detroit TigersOgni tanto destiamo gli occhi dal lungo letargo invernale. Non so se il mio fatto di odiare l’inverno e il freddo corrisponda con l’offseason della MLB, ma mi piace pensare che ci sia una correlazione tra le due cose. Tra poco però, Maya permettendo, arriverà il Natale e subito dopo l’inizio di un nuovo anno, che rappresenta una sorta di soglia psicologica per iniziare a guardare alla primavera, ai fiori che sbocciano, all’inizio della nuova stagione di baseball. Ah, solo scrivere di queste cose mi mette di buonumore.

Beh, intanto però che siamo ancora nel tunnel invernale, non c’è cosa migliore che leggere un altro racconto di un nostro fan, “nostro” inteso dei San Francisco Giants, nostra squadra del cuore. Siamo arrivati alla storia numero 5, per cui faccio davvero i complimenti a tutti coloro che ci hanno scritto. L’idea di appartenere ad una nicchia molto unita mi piace sempre di più e da una parte mi fa sperare di restare sempre in “pochi”, proprio perchè è come se fossimo una grande famiglia. Certo, pochi sì, ma sempre di più, molti di più, dei fans di quelli là vestiti di blu.

Vi lascio al racconto.

[Articolo scritto da Francesco Piras]

Dicembre 2007, Sky Sport 2, ore 14 00. Miami Heat – San Antonio Spurs. Semplice partita di regular season NBA. Due signori al microfono. Flavio Tranquillo e Federico Buffa. Notai subito un modo diverso di fare telecronache, rispetto a tutte quelle sorbite  in 15 anni di passione sportiva. Tattica, schemi spiegati alla perfezione dal primo, un autentico professore di basket, storie, aneddoti di NBA e Stati Uniti dal secondo.  Fui talmente folgorato e ammaliato dalla voce, dalle storie, dalla cultura di Buffa che cercai ogni informazione che lo riguardasse su internet scovando 50 splendidi video in cui spiegava tutti i 50 stati dell’Unione.
E se pensi agli Stati Uniti quali sono i primi due posti che ti vengono in mente? Una città, New York e uno stato, la California. Il video sul Golden Gate fu il primo che  mi incuriosì. Le spiagge di Los Angeles, il cinema, Tarantino, le sorelle Williams, The OC, i Beach Boys, Californication dei RED HOT, la Napa Valley, la corsa all’oro del 1848-49 e San Francisco. Mi innamorai di quella città, le sue strade che vanno sù e giù, la nebbia mattutina, le case vittoriane, i suoi colori, la sua allegria, il Golden Gate, i 49ers, i Giants e i Warriors.
In quel gennaio 2008 divenni tifoso di queste magnifiche squadre, seguendo costantemente NFL, MLB ed NBA.
Parlando in maniera specifica dei Giants, con l’avvento di ESPN AMERICA il baseball è diventato un appuntamento fisso del mio palinsesto. Ho studiato le regole, la storia dei Giants, il loro trasferimento da New York, i suoi giocatori storici, le rivalità.  Non casualmente la mia prima partita vista per intero è stata un bel Giants-Dodgers all’At&t Park con Lincecum sul monte e vittoria agli extra inning.
Poi l’anno di grazia 2010, le prime notti bianche, l’indimenticabile gara 6 delle NLCS a Philadelphia e le WS vinte sui Rangers. Gli HR di Ross e Renteria e la barba di Wilson. E quando nel 2011 scelsi una città americana dove andare per perfezionare la lingua d’Albione non ebbi alcun dubbio.
In quei 3 fantastici e purtroppo pochi mesi vidi i Giants 4 volte contro D’Backs, Marlins, Twins e Padres. 3 W e una persa, quella contro i Marlins il giorno prima del tremendo infortunio a Posey.
Il resto è storia di pochi mesi fa. Le seconde inaspettate WS, la rimonta sui Reds e sui Cardinals e lo sweep a Detroit. Altra gioia. Ma il tifo non è questione solo di vittorie.  Se tra 15 20 anni i Giants si ritroveranno con lo stesso numero di vittorie degli Astros di quest’anno la passione e l’affetto rimarranno intatti.
Let’s go Black and Orange. Together we’re Giants.
[Volevo aproffittarne per esprimervi un sincero ringraziamento per quello che fate con il blog. Voi e i vostri colleghi di GOLD RUSH e THE GOLDEN STATE su playitusa siete ormai un mio punto di riferimento.
Ora prendete fiato che tra qualche mese si ricomincia.
Ciao Giants Nation italiana.]

Perchè sono tifoso dei Giants? racconto numero 4

Posted in Extra on 3 dicembre 2012 by Mat

SF-Giants-Win-the-National-League-Pennant-NLCS-Game-7L’inverno (che sappiamo tutti dura dal primo all’ultimo giorno di offseason) lo stiamo passando più pigramente che mai, bisogna dirlo. Sia dal punto di vista del blog (già, ma queste pagelle arriveranno prima o poi?) che da quello societario.

Evidentemente questo anello ci ha talmente scaricato le pile che abbiamo bisogno di uno stand-by, per poter ripartire alla grande con la prossima stagione. La società però è bene che non si addormenti troppo, altrimenti rischiamo di essere un po’ poco competitivi, anche perchè i Dodgers hanno voglia di spendere e di vincere, mentre noi abbiamo appena fatto burp! e possiamo starcene alla finestra. Ma vedrete che quando ci sarà da giocare ci tornerà la voglia di vincere; per cui è bene che la squadra si definisca un po’ facendo magari rifirmare qualcuno. E’ proprio notizia di questi giorni il non rinnovo del barbuto. Brutta botta per quello che rappresenta Wilson per la nostra squadra, anche se abbiamo dimostrato di poter vincere anche senza di lui. Speriamo solo ora non si accasi nella tana del nemico.

Ma veniamo alle cose importanti. Siamo alla quarta storia pervenutaci alla nostra mail sfgiantsitalia@gmail.com; storia che racconta la nascita di una passione per i nostri colori. Non mi resta che lasciarvela leggere e invitare chi non l’ha ancora fatto a scriverci per raccontarci la vostra. Forza, che vogliamo pubblicarne ancora un po’ (se possibile). E’ sempre bello vedere il modo, anche se banale, di come nasce qualcosa che poi si tramuta in una sorta di fede eterna.

[Articolo scritto da Orlando Gargiulo]

Come sono diventato appassionato di baseball e tifoso dei San Francisco Giants?

Come sempre avviene, un po’ per caso e un po’ per fortuna.

Mi sono avvicinato al baseball perché i miei figli hanno giocato, da bambini, a questo sport. 

Chiaramente non ci capivo assolutamente niente e le cose che mi colpivano di più erano altre: l’ambiente, l’organizzazione, nessun isterismo da risultato (tipico delle squadre di calcio giovanile), applicazione in concreto del concetto di squadra, allenamenti e così via.

Poi, man mano, sono stato “costretto”  ad imparare anche le prime nozioni di baseball e così è cominciato un lento ma progressivo “apprendistato” che mi ha permesso prima di capire il gioco e poi di apprezzarne anche la storia.

Le prime partite di un certo rilievo (un  lontano campionato del mondo giovanile a Novara- ho visto Cuba, il Giappone e l’Italia) hanno, poi,  segnato in modo definitivo  il mio attaccamento al baseball.

Da lì ad apprezzare quello americano  è bastato davvero poco.

In quegli anni non avevo una squadra del cuore; passavano davanti ai mie occhi quelle più conosciute e blasonate (Yankees, Dodgers, ecc.)  o quelle che si notavano nei film americani.

Quello che ha fatto davvero la differenza in tutta questa storia è stato un viaggio negli USA nel 2004.

A San Francisco, riesco a comprare  due biglietti per la partita dei Giants contro i Colorado Rockies.

Io e mia moglie, lasciati gli amici al loro destino, abbiamo trascorso, così, un intero pomeriggio e la serata da “tifosi dei Giants”.  

Dopo aver verificato la collocazione dei nostri posti ( a poche fila dal dugout dei Giants), abbiamo effettuato una vera e propria gita all’interno dello stadio. Negozi e fast-food di tutti i tipi, parco giochi per i bambini, una vista bellissima sulla baia e sui supporter a bordo delle barche in attesa di un fuori campo.  Insomma, sembrava ed era tutto a dimensione famiglia, per il divertimento e per passare una bella serata.

Poi ci siamo dedicati al baseball e da li in poi è stato un “delirio”: prima tutta la fase di riscaldamento e di preparazione del campo (con i giocatori a disposizione dei tifosi per firmare autografi), poi il sorteggio e l’inno nazionale e poi : play ball!

Vedere la palla lanciata a quelle velocità, osservare i vari tipi di lanci, un doppio gioco o un fuori campo, in quella dimensione, rappresentava per me un vero e proprio passaggio di stato: dall’idea all’applicazione; dal mondo virtuale a quello reale.

Ed è stata la folgorazione.

La partita è finita 8 a 1 per i Giants e in quella squadra giocava ancora Barry Bonds.

Da quell’anno abbiamo vinto due World  Series dopo cinquant’anni, forse un po’ di fortuna l’ho portata anch’io.

Perchè sono tifoso dei Giants? terza storia

Posted in Extra on 28 novembre 2012 by Mat

Accorrete numerosi! La storia di come è nata la passione per i nostri colori è giunta al capitolo numero 3, con il racconto di un altro nostro fan. Ricordiamo che se volete dire la vostra storia non dovrete fare altro che scriverci un messaggio privato dalla nostra pagina facebook, oppure mandarci una mail a sfgiantsitalia@gmail.com. Lo ripeto sempre, ma vale la pena farlo.

Mi raccomando, non siate timidi, anche se non c’è qualche episodio particolare da raccontare è sempre bello vedere come nasce una passione, e soprattutto poterla condividere assieme a questa nostra comunità che resta piccola ma è comunque sempre unita. Siamo tutti dalla stessa parte.

Leggiamo ora la storia raccontata da Giorgio Butella.

Presto detto, ed ho anche una data precisa: 22 Gennaio 1989.
La storia comincia senza nè mazza nè palla… o meglio, una palla c’entra ma è ovale ed è in mano ad un certo Joe Montana. Lo stesso Joe Montana che porterà i suoi S.Francisco 49ers alla conquista del terzo titolo contro i Cincinnati Bengals (e del quarto l’anno successivo) con un drive -la serie di azioni di attacco- da quasi 100 yards a meno di 3 minuti dalla fine, per chi è neofita del football americano dico solo che sarebbe paragonabile a recuperare 5 punti nell’ultimo inning!
Quella notte sono rimasto appiccicato alla tv insieme a mio fratello (mi pare fosse trasmessa da italia1) a tifare per quegli omoni con la casacca rossa ed il casco dorato, Joe Montana e Jerry Rice, quelli che un giorno avrei paragonato a Buster Posey e Tim Lincecum, e da lì nacque il mio attaccamento alla città di S.Francisco ed ai suoi rappresentanti sportivi.
Così è cominciata la mia ricerca riguardo le altre squadre, tra cui quella di baseball (niente hockey nè basket, purtroppo), sport che conoscevo avendo degli amici praticanti… era ancora un affare per pochi, quello sport “che non si capiscono le regole”, eppure i colori di S.Francisco hanno avuto un fascino irresistibile su di me e gli anni d’oro di Barry Bonds hanno dato la spinta giusta al mio entusiasmo.
Ho voluto constatare di persona cosa significasse vedere i Giants all’opera dal vivo e ci sono riuscito qualche anno fa, un’esperienza che difficilmente dimenticherò.
Dopo tanti anni di sofferenza e di costruzione, finalmente Frisco ha avuto ciò che si meritava, due titoli in tre anni e, a quanto pare, anche i 49ers stanno tornando tra le grandi!
Mi sento fortunato ad aver assistito alla vittoria dei due titoli, il primo, quello del 2010, il titolo di Timmy e di un giovanissimo Buster, quello che ci ha regalato l’immagine di “the beard” Wilson dopo l’ultimo lancio delle World Series… (che emozioni!) e l’ultimo, segnato da una stagione incredibile sul monte di lancio con il perfect game di Cain, l’immensa return-season di Posey e dei play off da sogno con 2 serie recuperate per i capelli. I love this team, I love this game.
Restando ai giorni nostri, il mio giocatore di riferimento è sicuramente Tim Lincecum, un Alex Del Piero del monte di lancio che quest’anno ha avuto una stagione difficile ed è stato criticato molto ma non ha mai mollato, è stato umile e si è rimesso alla causa Giants. E ci ha portato, insieme a tutti gli altri, a questo ultimo, meraviglioso, titolo MLB.
Grazie Timmy, grazie Giants e grazie a voi di San Francisco Giants Italia che ci avete permesso di gioire dei successi come una piccola comunità… GO GIANTS!

Perchè sono tifoso dei Giants? racconto num. 2

Posted in Extra on 21 novembre 2012 by Mat

All’appello “raccontaci come sei diventato tifoso dei San Francisco Giants” ha voluto aderire un altro fan, che così ci racconta in che modo è nata la sua passione per i colori arancioneri dei campioni del mondo in carica (ah che bello poterlo ripetere tanto spesso).

Vi lascio alla lettura del pezzo e invito voi che leggete a scriverci, sempre che vogliate raccontarci perchè siete diventati Giants fans. Il vostro pezzo sarà pubblicato sul blog! cogliete dunque l’occasione siore e siori, potete scriverci all’indirizzo mail sfgiantsitalia@gmail.com. Per un inverno da passare insieme! (ecco, sembra un slogan pubblicitario).

[Articolo scritto da Afro Mazzoni]

Tempo fa, non mi ricordo nemmeno l’anno, lessi un articolo sulla Gazzetta (sapevo leggere quindi avevo 7/8 anni, sono del 1979 quindi la cosa potrebbe essere ’86/’87 ma non sono sicuro) credo, oppure da qualche altra parte, riguardante un fan dei San Francisco Giants che riteneva di avere avuto abbastanza delusioni dalla sua squadra del cuore.

Aveva quindi pubblicato un annuncio nel quale diceva che sarebbe diventato tifoso di un’altra squadra in base all’offerta che le squadra gli avrebbe fatto. Lui era così stanco di vedere la sua squadra perdere e lo annoiava il livello di mediocrità dei Giants che non vincevano una WS dagli anni 50 a New York.

L’articolo terminava con lui che era diventato fan di un’altra squadra, questa gli aveva mandato la maglia e un po di gadgets per comprarlo. La squadra non mi ricordo nemmeno quale fosse, mi è rimasto però impresso che il tifoso si impegnava ad andare una volta all’anno ad assistere a 3 partite giocate in casa e a vedere tutte le partite giocate in California dalla sua nuova squadra del cuore. Questo perchè la nuova squadra del cuore non erano gli A’s ma una (non ricordo quale) della costa est.

Il giornalista sottolineava come fosse divertente che le squadre avessero fatto l’offerta per accaparrarsi il tifoso deluso dei Giants.

Lì per lì lessi l’articolo divertendomi, poi mi salì la carogna, parlo di più di 20 anni fa, da ragazzino conoscevo solo il calcio come sport, quindi pensai che anche io avrei potuto fare una cosa del genere, in fondo l’Inter non vinceva un campionato dai primi anni ’80, i migliori giocatori erano nella Juve e venivo preso in giro dai loro tifosi e da quelli del Milan.

La sola idea mi fece così schifo che non solo diventai fan dei Giants al posto di quel demente, ma addirittura cominciai a cercare di capire cosa fosse il baseball, perchè prima di allora non ne avevo mai sentito parlare se non in un cartone animato con due gemelli su Italia 1 o in qualche film americano dove ne parlavano.

Posso quindi dire di essere diventato fan dei Giants prima ancora di essere tifoso del baseball in sè! Era il periodo in cui andavano di moda il cappellino con la scritta BOY di Jovanotti; io ne avevo uno giallo, un ragazzo al mare mi prendeva in giro perchè lui aveva il cappello di un rinomato stilista americano, invece che quello di Jovanotti. Lo stilista aveva un logo, una N e una Y incrociate, io ignoravo che fosse il cappellino degli Yankees e quell’odioso bambino al mare mi prendeva in giro perchè non sapevo di questo stilista che si firmava NY!! Da li quindi è nato il mio odio per gli Yankees ancora prima di sapere che invece che stilisti di moda fossero una squadra di baseball.

Il colpo di grazia è stato con due film “Major League” 1 e 2 visti verso la fine degli anni ’90. Invece che diventare fan degli Indians, come molti con quei film, quello che mi colpì fu una battuta del secondo film:

“Abbiamo preso l’esterno sinistro dei Giants!”
“Cavolo abbiamo firmato Kevin Mitchell?”
“Non quei Giants….”

E si vede un tizio giapponese dei Tokyo Giants!

Avevo scoperto il primo nome di un giocatore dei miei Giants!! Da lì in avanti è stata discesa, fino ad oggi dove con Twitter conosco quando Crawford va in bagno e  quando Romo si pettina!!

Ecco da dove la mia passione per i Giants è nata.

Perchè sono tifoso dei Giants? un racconto

Posted in Extra on 14 novembre 2012 by Mat

Bene, dopo aver dedicato qualche post agli approfondimenti, è finalmente giunto il tanto atteso momento delle pagell….. ehm, no, non ancora. Sono in pigrizia da offseason, ve lo confesso, ma d’altronde dopo aver dedicato ore quotidiane per 7 mesi ai Giants, è normale in questo periodo prendersela un po’ comoda. Non c’è nessuno che mi corre dietro, dopotutto. :-)

Così, per spezzare un po’ il ritmo tra un pezzo di approfondimento e l’altro del nostro Roberto (vi anticipo che ho già qualcosa da pubblicare sul roster 2013 e come al solito è molto interessante), vi lascio ad un pezzo scritto da un nostro lettore, sia del blog che della nostra pagina facebook, che resta sempre un bel punto di riferimento per noi fans.

Il nostro lettore Francesco ci racconta il motivo per il quale è diventato un tifoso dei nostri ragazzi; questo può essere da spunto per fare altrettanto per voi che leggete. In effetti noi qui dall’altra parte dell’oceano siamo accomunati dalla stessa fede ma ognuno ha un motivo diverso e difficilmente è perchè è nato e cresciuto a San Francisco. Pertanto se anche voi avete voglia di raccontare com’è nata la vostra fede siete liberi di farlo come ha fatto Francesco. Nel caso, scriveteci un messaggio privato sulla pagina facebook oppure mandateci una mail a sfgiantsitalia@gmail.com. Avrete così il grande onore (insomma, qui esageriamo di brutto) di vedere pubblicato su queste pagine il vostro pezzo.

Insomma, nella offseason c’è spazio per tutti e per tutto!

[Articolo scritto da Francesco Svevo]

Era il 1982, avevo undici anni ed ero a San Francisco dai miei zii per imparare l’inglese.
Ero già stato altre volte a vedere una partita dei Giants al Candlestick Park, ma quel giorno è stato speciale.
Domenica 3 ottobre 1982 si gioca la terza ed ultima sfida con i Los Angeles Dodgers; è l’ultima partita della stagione dei Giants.
I Giants non erano sicuramente quelli che ci stiamo godendo in questo decennio, era una squadra di media classifica che arriverà terza proprio dietro i Dodgers.
Per la prima volta vado allo stadio da solo con mio zio Ray e mi posso godere a pieno questo momento tra “uomini”; appena giunti mi viene regalato un caschetto protettivo per bambini dei Giants. Poi rispettiamo tutti i riti da vero tifoso americano: hot dog, coca e milioni di pop-corn.
Come detto non era la prima partita dei Giants che vedevo, ma ad essere onesti non ero rimasto colpito dal clima dello stadio anzi, paragonato con gli stadi italiani, lo avevo trovato piuttosto freddino: niente cori, striscioni, fumogeni…..
La partita scorre tranquilla, senza particolari emozioni; ad un certo punto oltre all’immancabile “GO!!!!” gridato dopo la musichetta dell’organo, comincio a sentire in lontananza un coro che non comprendo.
Gli inning passano senza troppi brividi ed il coro adesso è sempre più forte… la mia curiosità aumenta, ma il mio scarso inglese ancora non riesce a cogliere a pieno il significato.
Adesso il coro è totale, e la mia curiosità di bambino esplode: chiedo a mio zio cosa stanno urlando tutti e lui, utilizzando uno splendido dialetto slang ligure me lo spiega….
Passano pochi secondi, salto in piedi sul seggiolino, braccia al cielo e mi unisco al coro: “BEAT L.A. – BEAT L.A.!!!!”
Da allora sono passati trent’anni esatti ma la passione è sempre la stessa: LET’S GO GIANTS!
Ciao zio Ray!
PS: Per la cronaca abbiamo vinto 5 a 3 con un HR al settimo inning.