Archive for the Focus Category

Volti nuovi: Jeff Suppan

Posted in Focus on 28 gennaio 2011 by Mat

 Nelle ultime settimane poco si è mosso in MLB e ancor di meno in casa nostra; l’idea è quella di partire in modalità stand-by, ovvero non apportare altri cambiamenti, testare questo roster ed apportare correzioni in corso d’opera. Unico movimento per noi di un certo spessore (anche se non di importanza clamorosa) è stato l’aver acquisito Jeff Suppan, pitcher 36enne che ha disputato la stagione scorsa a metà tra Brewers e Cardinals. Andiamo a vedere un po’ com’è stata la sua carriera per capire quanto (e se) potrà contribuire alla causa orange.

Innanzitutto Suppan nasce il 2 Gennaio del 1975 a Oklahoma City e alla verdissima età di 18 anni viene draftato nell’amateur draft dai Red Sox, con i quali esordisce in MLB già a 20 anni nell’ormai lontanissimo 1995. Con le calzette rosse disputa 3 stagioni seppur solo nell’ultima (1997) entra a far parte della rotazione dei partenti. La sua stagione peraltro pur concludendosi con un rapporto W-L positivo (7-3) evidenzia come in realtà le sue cifre siano state tutt’altro che buone (5.69 di ERA, 112 IP con 140 H); al termine di una stagione in cui i Red Sox non trovano neanche i playoff Suppan passa ai D’Backs.

Ad Arizona resta solo una parte di stagione nella quale Jeff fa addirittura peggio dell’anno precedente chiudendo con un rapporto W-L di 1-7 (dato peraltro molto poco indicativo su un valore di un pitcher) e soprattutto con un’ERA rovinosa di 6.68. A quel punto Arizona se ne libera e Suppan trova modo di accasarsi a Kansas City dove completerà il suo processo di crescita e maturazione nell’ambiente MLB. Qui vi resta per 4 anni e mezzo, trovando discrete stagioni nel 1999 e nel 2001 quando con 34 partenze totali chiude con una dignitosa ERA di 4.37. Inoltre nel 2000 pur non disputando una stagione strepitosa chiude con 128 strikeouts, che per lui sarà il record della carriera anche considerando tutti gli anni successivi.

Nel 2003 il buon Jeff cambia ancora casacca passando ai pirati di Pittsburgh dove disputa la prima parte di stagione sui suoi livelli migliori, con 21 partenze, 3 complete game di cui 2 shutouts, 10-7 il rapport0 W-L e una buonissima ERA di 3.57. I Red Sox a quel punto, impegnati nella caccia all’anello, pensano di poter puntare anche su di lui per il titolo, e si riprendono Jeff a distanza di 6 anni dall’ultima apparizione con quella divisa. Non è una buona idea però, Jeff tradisce le attese e nelle 11 partite alle quali partecipa non rende come dovuto (ERA di 5.57) e i Red Sox si vedono sfuggire ancora una volta l’anello. Si potranno rifare però, come tutti sappiamo, solo l’anno successivo. Ma senza Suppan però, che nell’inverno 2003-2004 passa, dopo essere diventato free-agent, a St. Louis.

Nei Cardinals, a Suppan sarà parso di essere dalla parte sbagliata della storia dato che proprio nel primo anno di militanza si ritrova di fronte nelle World Series proprio Boston che riesce a vincere l’anello dopo 86 anni di digiuno. La storia però si dimostra gentile con Suppan e nel 2006 gli regala la gioia tanto attesa con l’anello di campioni MLB. Jeff a St. Louis disputa 3 stagioni più che dignitose stando stabilmente nella rotazione dei partenti, eguagliando il suo record di ERA con 3.57 (ma con più valore dato che gli inning sono stati maggiori) nel 2005 e vincendo l’MVP delle NLCS contro i Mets nell’anno del trionfo (2006). In questa sfida è anche il partente di gara 7 e aiuta i suoi Cardinals ad arrivare alle World Series che poi appunto vincerà. Nelle stagioni con St. Louis va anche segnalato che Suppan realizza in attacco gli unici 2 home run della sua carriera, incredibilmente contro lo stesso pitcher, Steve Trachsel dei Mets, in due anni diversi (2005 e 2006). Questo sicuramente resterà il dato statistico più curioso della sua carriera.

Nel pieno della sua carriera Suppan trova un accordo importantissimo di 4 anni a 42 milioni di dollari con i Brewers, ma l’affare viene fatto solo da Suppan stesso dato che i suoi numeri iniziano inevitabilmente e progressivamente a peggiorare. Infatti ogni anno peggiora il precedente e a metà della stagione scorsa i Cardinals in carenza di rotazione provano a riprenderselo per salvare una stagione difficile. Suppan trova una parte di stagione interessante (ERA a 3.84 con 15 partite disputate) e forse proprio questo lampo di ritrovato talento ha fatto sì che i Giants gli mettessero gli occhi addosso per il 2011.

Poco da dire però, Jeff Suppan ha già dato il suo meglio e ad eccezione di un paio di anni buoni non ha nemmeno mostrato chissà quale talento stratosferico. Cosa potrà dare ai Giants? forse si potrebbe formulare un’altra domanda, ovvero, potrà dare qualcosa ai Giants? direi di no. Vale a dire che è stato preso come emergenza nel caso di infortunio di nostri partenti e un contributo attivo alla rotazione credo sia assolutamente da escludere. Si parlava anche di un Dan Runzler convertito al ruolo di starter da rilievo qual è. Insomma, non fatelo giocare! Si scherza ovviamente…

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Volti nuovi: Brandon Belt

Posted in Focus on 18 gennaio 2011 by Mat

   Eccoci a parlare di un ragazzo proveniente dalla farm di cui probabilmente si sentirà parlare spesso e bene in futuro, noi Giants speriamo che quel futuro si riferisca già alla stagione che va ad iniziare. Brandon Belt, texano di Houston, è nato il 20 Aprile 1988 ed è stato scelto da San Francisco nel quinto giro del draft del 2009. La sua vera intera stagione a livelli importanti la disputa proprio l’anno scorso con 136 partite dilazionate tra le nostre squadre affiliate, ovvero San Jose, Richmond e Fresno, queste alcune delle sue cifre (come vediamo molto interessanti): AVG .452, OBP .455, SLG .620, H 173, 2B 43, 3B 10, HR 23, RBI 112. 

Chiaro che una stagione non può essere molto indicativa come valore del giocatore ma le qualità del ragazzo sono indiscusse e pare proprio che questo sia l’anno buono per il grande salto. Proprio per questo, Brandon è stato invitato allo spring training (non l’unico peraltro proveniente dalle minors) con l’obiettivo di fargli provare il gioco assieme a compagni ed avversari che potrebbe ritrovarsi in regular season e tutto fa pensare che potrà disputare un buon numero di partite. C’è da ipotizzare un suo ruolo da titolare già dall’opening day? personalmente, a meno di uno spring training eccezionale, non credo, si sa come in MLB si faccia fatica a lanciare giovani nella mischia (per la maggior parte delle volte a ragione) per cui credo che il dosaggio di Brandon avverrà con moderazione; c’è un però, cioè quello del ruolo. Belt può giocare sia prima base che outfielder (con preponderanza per la prima) e una certa lacuna nel ruolo oppure allo stesso tempo la necessità di non dare ad Huff un numero eccessivo di match potrebbe accelerare la cosa. Inoltre nell’outfield stesso avendo un punto interrogativo di nome De Rosa (fuori tutto l’anno scorso) ci potrebbe essere più spazio per giovani così vogliosi di mettersi in mostra.

E Brandon stesso ha grinta e voglia da vendere, l’AT&T lo aspetta a braccia aperte.

Volti nuovi: Miguel Tejada

Posted in Focus on 4 gennaio 2011 by Mat

E’ Miguel Tejada, dominicano di 36 anni, l’unico vero “acquisto” di questa stagione dei Giants. Andiamo ad analizzare brevemente la sua carriera, soprattutto quella sul diamante (che è quella che in fin dei conti interessa a noi).

Tejada debutta in MLB nell’ormai lontano 1997 con la maglia dei nostri simpatici cugini Athletics; nella sua prima stagione, il giovane 23enne Miguel gioca solo 26 partite in prima squadra battendo anche piuttosto male ma si fa le ossa giocando parecchio nelle minors e già lì se ne intravedono le qualità. Il 1998 è un anno di maturazione i cui frutti iniziano a raccogliersi l’anno successivo quando piazza 21 home runs con una media di .251 giocando praticamente tutte le partite.

Nel 2000 il suo contributo si rivela utilissimo per portare gli A’s ai playoff, infatti con 30 home runs e .275 di media battuta Oakland arriva a 91 vittorie in stagione. Più o meno simile la sua stagione nel 2001 mentre nel 2002 avviene la vera svolta in positivo della sua carriera; Tejada batte infatti .308 .354 .508 con 34 home runs, si porta a casa l’MVP e trascina la sua squadra ad una serie da 20 vittorie filate e al secondo titolo divisionale in 3 anni. I Twins però hanno la meglio in postseason. Nel 2003 parte malissimo ma i suoi numeri migliorano nel finale (chiude l’anno con .278 e 27 HR) e gli A’s vanno ancora ai playoff.

Nel 2004 passa ai Baltimore Orioles dove gioca tutte e 162 le partite stagionali con un’ottima media di .311, .360, 34 home runs e ben 150 RBI (carrier-high), inoltre vince l’home run derby all’All Star Game. Nel 2005 riesce a giocare altre 162 partite restando in media oltre i .300 (.304 per la precisione) e nel suo palmares arriva il premio di MVP dell’All Star Game (niente di superlativo, ma certo soddisfazione personale).

Nel 2006 Tejada gioca un’altra stagione intera arrivando a 1000 partite consecutive, la sua media battuta conosce il suo top con .330; all’inizio di quella stagione litiga con la squadra chiedendo di essere scambiato ma poi si ravvede e promette fedeltà eterna agli O’s (e come sappiamo è meglio evitare certe dichiarazioni).

Nel 2007 la sua media finale è di .296, ma Tejada balza alla cronaca per l’interruzione della striscia di partite consecutive; nel corso della sua 1151esima infatti viene colpito da un lancio sul polso e se lo frattura; decide di giocare lo stesso la partita successiva come pinch-runner ma deve abbandonare subito la contesa cosicchè la sua striscia si ferma a 1152 partite consecutive, ancora oggi la quinta miglior striscia di sempre.

Nel 2008 Miguel passa agli Houston Astros e da qui i suoi numeri iniziano a calare un po’, chiude a .283 con 13 home runs e 32 eliminazioni in double-play, il peggiore in MLB. Nell’anno successivo ripete la leadership delle eliminazioni in double-play (stavolta 29) però le sue medie migliorano un po’, chiude la stagione infatti con .313 .340 .455.

L’anno scorso Tejada spezza la sua stagione giocando la prima parte con gli Orioles e la seconda con i Padres. Specie con San Diego tira fuori discrete cifre (.268, .317, .413, 59 partite, 8 HR, 32 RBI) e dà un suo contributo importante (seppur come sappiamo i Padres sono calati moltissimo nel finale di stagione).

Per il resto ci sarebbe qualcosina da dire, le sue vicende sugli steroidi non lo hanno fatto certamente uscire pulito ma non è questo un argomento di cui voglio trattare. La domanda piuttosto è: riuscirà Miguel Tejada a dare qualcosa di buono ai Giants? sinceramente c’è qualche dubbio, la sua carriera è in evidente parabola discendente e il suo ruolo (shortstop) è piuttosto delicato. Certo un anno è, come si suol dire, “small sample size”, e tutto può accadere. Ma i dubbi restano. Spetta a Miguel dissiparli sul campo.